l’abbazia di Montecassino

Se un bene culturale, per esser chiamato tale, deve avere un certo interesse storico artistico o culturale; l’Abbazia e la Cattedrale di Montecassino, in provincia di Frosinone, rappresentano un mix di storia, arte, cultura e religione. L’abbazia svetta imperiosa sull’alta montagna dominando la zona; il sito venne scelto da San Benedetto, dove nel 529, venne posata la prima pietra. Nel corso della storia l’Abbazia di Montecassino ha subito diversi saccheggi e distruzioni, come quella dei Longobardi nel 557 o quella dei Saraceni nell’887. Ma è durante la Seconda Guerra Mondiale che l’Abbazia venne distrutta dai bombardamenti degli Alleati nel 1944, in quella che è passata alla storia come la Battaglia di Montecassino. Gli Alleati pensando che le unità di artiglieria tedesche utilizzavano l’Abbazia come punto di osservazione, vista la sua posizione strategica, decisero di bombardare il sito. Nel conflitto persero la vita più di 60 mila persone. L’Abbazia di Montecassino venne riconsacrata nel 1964 da Papa Paolo VI.
Attraversato il Chiostro di ingresso dell’Abbazia si entra nel Chiostro del Bramante, chiamato cosi proprio perché la sua struttura originale venne disegnata e realizzata dal Bramante nel 1595. Il Chiostro è molto ampio: circa 30 metri di larghezza per 40 metri di lunghezza, dove sui lati sono state poste le statue di San Benedetto e Santa Scolastica. Il loggiato che domina la Valle del Liri con un panorama mozzafiato, venne rinominato Loggia del Paradiso. Infine, 24 grandi statue di personaggi che hanno contribuito allo splendore dell’Abbazia, possono essere osservate nel Chiostro dei Benefattori.
La Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Benedetto presenta una pianta a croce latina, caratterizzata da tre navate, due più strette e quella centrale più alta e larga. Durante il bombardamento del 1944 vennero distrutti anche gli affreschi eseguiti dall’artista Luca Giordano sul soffitto. Nella parte centrale della Cattedrale c’è l’altare maggiore interamente ricostruito in marmi policromi utilizzando le macerie dei bombardamenti. Alcuni affreschi di Pietro Annigoni sono conservati nella Cattedrale: La Visione di San Benedetto, la Morte di Santa Scolastica e la Morte di San Benedetto.
Completamente intatto dopo i bombardamenti del 1944 è il lungo corridoio che conduce alla cripta tutta decorata a mosaici, nel 1544. All’interno della cripta, in una cappella centrale, ci sono le statue di San Benedetto e Santa Scolastica; sui lati le cappelle di San Mauro e San Placido.
Completa il complesso il Museo dell’Abbazia. Le tematiche affrontate sono storico-artistico e religiose in un periodo che va dal VI sec ac fino ai giorni nostri; suddivise in diverse categorie: la sezione archeologica mostra i reperti rinvenuti durante gli scavi nel monastero; la sezione medievale mostra i frammenti dell’antica Abbazia distrutta; è presente anche la sezione dedicata alle miniature dove sono esposti esemplari rari di manoscritti. Inoltre, recentemente, è stata donata al museo la tavola di Sandro Botticelli raffigurante La Natività, esposta nella Sala della Natività, nella sezione dedicata ai dipinti, argenti e paramenti sacri.
L’Abbazia di Montecassino è aperta ai visitatori e tutt’ora potreste trovare i monaci impegnati nella loro routine quotidiana: facendo ricerche in biblioteca o semplicemente passeggiando all’aria
aperta; in questo luogo dove arte, storia, cultura e religione si fondono insieme in quella che è diventata una delle abbazie più famose al mondo.

Sitografia e bibliografia

 lazionascosto.it  abbaziamontecassino.org  abbazie.com  cassino.it  polomusealelazio.beniculturali.it  lazioturismo.it

 A. Caravita, “I codici e le arti a Monte Cassino”  T. Breccia Fratadocchi, “La ricostruzione dell’Abbazia di Montecassino”, Ed. Gangemi, 2015.  L. Garibaldi, “Gli eroi di Montecassino”, Ed. Mondadori, 2013.

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