Alfons Mucha: al servizio di una divina

La più nota produzione di Alphons Mucha è quella di manifesti e pannelli Art Nouveau inauguratasi con Gismonda interpretata da Sarah Bernhardt. Quando apparve sui muri di Parigi nel 1895 il manifestò destò sorpresa ed ammirazione e divenne immediatamente un pezzo da collezione portando il nome di Mucha sulla bocca di tutti. Impressionata dal talento dell’artista, allora trentacinquenne, Sarah Bernhardt lo impegnò con un contratto della durata di sei anni per la creazione di manifesti, programmi, scene e costumi relativi i suoi spettacoli. Oltre alle tirature destinate all’affissione, di Gismonda, venne stampata una serie dedicata ai collezionisti ed agli amatori. L’iniziativa si rivelò  un interessante affare economico tanto che l’editore Champenois propose a Mucha un contratto in esclusiva. Fecero seguito dal 1895 al 1904 manifesti pubblicitari per varie case produttrici: dai biscotti Lefevre-Utile alla Bieres de la Meuse, i Cycles Perfecta, gli champagne Ruinart e Moet&chandon, la Societé Populaire des Beaux-Arts, la carta per le sigarette Job. 

Si è sostenuto che come molti artisti della sua generazione Mucha abbia guardato ai preraffaeliti inglesi e in special modo ai loro progetti per le vetrate. Si è attribuito invece alle suggestioni  delle stampe giapponesi l’uso dei contorni marcati e stilizzati uniti al disegno realista. Inoltre affiorano elementi bizantini nei mosaici dei fondi, nell’attitudine ieratica di certe figure, nel gusto per gli abiti sontuosi e pesanti e nei gioielli fastosi. 

Gli esordi di Mucha risalgono al suo soggiorno a Vienna dove lavorava nel laboratorio di decorazione teatrale Kautsky – Brioschi-Burkhardt. L’arrivo nella capitale risale all’autunno del 1879 dopo aver lasciato un’antica località della Moravia del Sud, Ivancice dove era nato il 24 luglio 1860. A Vienna Mucha segue corsi di pittura e si esercita copiando o parafrasando opere di Hans Makart, pittore che all’epoca era all’apice della gloria. La scetta dei soggetti femminili e della flora, così come l’inclinazione all’aspetto decorativo della composizione sono tratti caratteristici dell’opera di Makart così come da lui derivò l’uso di utilizzare la fotografia per fissare le composizioni. In seguito all’incendio del Ringstheater il 10 dicembre 1881, i laboratori teatrali rallentarono il lavoro e Mucha perse il suo impiego. Lasciò quindi Vienna e si stabilì per un breve periodo a Mikulov dove si guadagnò da vivere eseguendo i ritratti dei notabili locali fino all’incontro con il conte Khuen Belassi che volendo incoraggiare la sua inclinazione artistica gli offrì l’opportunità di seguire i corsi di pittura dell’Accademia di belle arti di Monaco. Nell’autunno del 1888 Mucha si reca a Parigi, città che aveva fama di culla delle arti. Quando il sussidio del conte ebbe termine trovò lavoro come illustratore. 

dal 1897 la carriera artistica di Mucha divenne un crescendo di consacrazioni ufficiali culminata nel febbraio dello stesso anno da una mostra personale il cui catalogo portava nell’introduzione una lettera di Sarah Bernhardt. Il 5 giugno 1897 si inaugurava un’esposizione di 448 pezzi tra manifesti, calendari, programmi ed illustrazioni al Salon des Cent. La sua fama si estendeva ormai anche all’estero  ma iniziò anche il periodo di inquietudine per l’artista accompagnato dal desiderio di fuggire la celebrità ed il successo per avviarsi verso nuove strade. 

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