LE GROTTE DI PERTOSA -AULETTA

Articolo curato dalla referente per la regione Campania STEFANIA MELITO

Situate nel massiccio dei Monti Alburni, le Grotte di Pertosa-Auletta sono un complesso carsico sito in Campania, provincia di Salerno; rappresentano uno dei grandi attrattori turistici del comprensorio, e coniugano bellezza e rispetto per l’ambiente naturale. Intrise di storia e di archeologia, rappresentano sicuramente una pagina molto importante per la storia locale e internazionale, avendo attirato l’attenzione di studiosi provenienti da diverse parti del mondo.

Le prime notizie relative alle Grotte risalgono alla Preistoria, addirittura all’età del Bronzo medio, quando alcuni uomini, attirati dal grande ingresso naturale, stabilirono nelle Grotte la loro dimora, utilizzando la luce proveniente dell’esterno per costruire utensili. Visto che nelle Grotte scorreva anche un fiume, su un costone delle Grotte stesse costruirono delle palafitte per abitarvi. Proprio queste abitazioni rappresentano un unicum, in quanto non si ha notizie di altre palafitte costruite in una grotta.

Nel corso dei secoli, bisogna aspettare il Cinquecento per avere altre notizie su di esse, e precisamente la spedizione nel 1526 di Leandro Alberti, famoso umanista, monaco e teologo bolognese, che attraversò tutto il Vallo di Diano definendolo “somigliante a una barca”. Ad una estremità di questa “barca”, la prua, situò Pertosa e le Grotte, definendole come un cunicolo sotterraneo da cui usciva fuori molta acqua che “esce da detta Spelonca; da gli habitatori del paese, […] mi fu accertato quella derivare da un picciolo Lago, che si ritrova nel principio della valle di Diano, di quindi poco più di due miglia discosto, o poco meno, che per un sotterraneo cuniculo quivi passa.”  Esattamente trecento anni dopo tre botanici, Petagna, Terrone e Tenore, compiono un viaggio simile a quello di Leandro Alberti, descrivendo con quasi le stesse parole la cascata d’acqua che si precipitava dall’alto di una rupe e che poi scompariva sottoterra. E altri studiosi, che effettueranno spedizioni nel corso del tempo a causa di terremoti o curiosità personale, saranno affascinati dalla natura rigogliosa di questi luoghi.

 

Le Grotte si estendono in maniera orizzontale per circa tre km all’interno della montagna, e sono state originate dalla forza dell’acqua, che ne ha scavato i cunicoli. Al loro interno scorre un fiume, probabilmente il fiume Negro, e ciò le rende le uniche grotte non marine navigabili d’Italia. Perfettamente attrezzate per la visita turistica, si compongono di vari ambienti dai nomi suggestivi inscatolati l’uno dentro l’altro: il Ramo delle Meraviglie, la Grande Sala, la Sala del Trono, il ramo del Paradiso etc. E’ uno spettacolo suggestivo scivolare sulle acque di questo fiume sotterraneo a bordo di un’imbarcazione trainata a mano da un sistema di cavi d’acciaio, ammirando la volte di questa “basilica” sotterranea. Ovunque stalattiti e stalagmiti, riflessi e bagliori dovuti alla calcite, carbonato di calcio purissimo che scintilla come i diamanti. Le concrezioni rocciose assumono forme bizzarre, che possono riportare alla memoria animali o figure mitologiche.

 

Nel 1945 un gruppo di ebrei si rifugiò all’interno delle Grotte, non si sa se per sfuggire a rastrellamenti o per ripararsi dai bombardamenti, ma lasciò comunque eloquenti testimonianze della sua presenza; stelle di Davide, firme, nomi, e una frase: questa valle è bella, ma quella che ci aspetta è ancora più bella. Leggerla ancora oggi sulla parete di roccia mette i brividi.

 

http://fondazionemida.com/grotte-pertosa-auletta

https://www.liberliber.it/online/autori/autori-a/leandro-alberti/

http://www.anticabibliotecarossanese.it/wp-content/uploads/2017/05/Petagna-Terrone-Terone-Viaggio-in-alcuni-luoghi-della-Basilicata-e-della-Calabria-Citeriore-effettuato-nel-1806.pdf

<h3><strong>GALLERIA FOTOGRAFICA</strong></h3>