LOCOROTONDO

Articolo curato dalla referente per la regione Puglia SELENIA DE MICHELE

Linda e silente sulla sommità di un colle che cinge gli ultimi contrafforti murgiani del barese sorge Locorotondo, comune il cui nome lascia intuire la forma circolare dell’abitato. La genesi del nome nasce in realtà con Casale San Giorgio, chiaro riferimento alla figura del Santo Patrono, San Giorgio appunto, per poi divenire Casale Rotondo, passando per Luogo Rotondo per divenire infine nel 1834 Locorotondo. La cittadina proprio per il suo nome detiene anche un record curioso: è l’unica città al mondo a contenere cinque “O” all’interno del proprio nome.
Riconosciuto bandiera arancione del Touring club per l’armonia delle forme e la fruibilità del centro storico, il cuore antico di Locorotondo è un monumento unico che esercita suggestione e fascino con le sue casupole candide, le viuzze lastricate, eleganti portali e balconi fioriti. Non a caso quest’ultimi sono oggetto anche di un concorso, BALCONI FIORITI, appunto che si tiene ogni anno da Giugno ad Agosto. Insieme ai trulli le “Cummerse” sono le abitazioni tipiche dell’abitato. Si tratta di piccole case dalla forma geometrica regolare e dal tetto spiovente imbiancate a calce, oggi ristrutturate ed aperte ai flussi turistici come originali strutture ricettive.
La fondazione della città risale intorno all’anno 1000 d.C., dove sorgeva un casale non fortificato posto sotto la giurisdizione del monastero benedettino di Santo Stefano a Monopoli. La presenza di vari signori feudali per 500 anni portò ad un aumento della popolazione, alla lottizzazione dei terreni ed alla costruzione delle mura e di un castello. Varcando Porta Napoli si accede nell’accogliente ed elegante piazza ottocentesca detta anticamente Piazza Castello proprio perché costeggiava l’antico castello che sorgeva presumibilmente dove oggi si trova la Chiesa dell’Addolorata. Anche se il castello non esiste più si può ancora osservare sulla destra un antico caseggiato predisposto a difesa del piccolo borgo. Sempre sul lato destro si eleva un imponente palazzotto signorile in stile ottocentesco la cui parte superiore presenta una cornice dipinta con un rosa delicato. Sull’altro lato della piazza si erge invece il grandioso palazzo Aprile-Ximenes, anch’esso ottocentesco, completamente tinteggiato con una tonalità molto accesa di rosso pompeiano. Fra i due palazzi si impianta una storica casa a corte dal tipico tetto a cummerse. Questa casa è chiusa da un’antica struttura muraria in pietra calcarea con un arco ad ogiva i cui conci, di riuso, sono scolpiti con motivi tardo medievali. I motivi decorativa vanno da due dragoncelli alati all’effetto a canestrato, a squame e racemi posti lungo tutta la curva del portale.
Il piccolo nucleo antico racchiuso nella sua perfezione circolare di pietre e calcine sembra sospeso tra sogno e realtà: il bianco della calce avvolge ogni cosa e fa da sfondo alle architetture barocche costruite in pietra locale oltre ad esaltare le macchie di colore intenso dei balconi fioriti. Tra la distesa di case bianche del centro storico svettano i campanili di diverse chiese tra cui la già citata Chiesa dell’Addolorata, dello Spirito Santo, di San Nicola, di San Rocco e della Madonna della Catena. All’interno della Chiesa di Santa Maria della Greca è conservato un polittico rinascimentale dedicato alla Madonna delle Rose oltre che un gruppo scultoreo dedicato a San Giorgio. L’attuale chiesa madre di San Giorgio, eretta tra il 1790 e il 1825, sorge su un luogo precedentemente occupato da altre due chiese: la prima costruita nel 1195 e l’altra risalente al XVI secolo. La chiesa ha una struttura imponente che si eleva al di sopra di tutte le altre abitazioni del centro storico ed ha pianta a croce. La facciata in stile cinquecentesco presenta nel timpano una raffigurazione di San Giorgio, il drago e i Santi Pietro e Paolo. L’interno è tipicamente barocco.
La piccola chiesa di San Nicola invece presenta una facciata molto semplice e conserva al suo interno dei ricchi ed interessanti affreschi raffiguranti la vita ed i miracoli di San Nicola di Mira, episodi della sua vita eremitica e nella cupola una festosa schiera di cherubini che ruotano intorno al Padre Eterno.
Completamente diversa dalle due precedenti è la Chiesa della Madonna della Greca. Di origini incerte presenta un impianto a tre navate con una tipica copertura a cummerse ed un’articolata disposizione di lastra calcaree, localmente chiamate chiancarelle. Sulla navata centrale si trova un portale con una lunetta rialzata ed uno splendido rosone traforato. Agli angoli delle navate laterali due statue di San Pietro e Paolo.

SITOGRAFIA:

http://www.comune.locorotondo.ba.it/comune-di-locorotondo

http://www.pugliaandculture.com/posti-turistici-in-puglia/locorotondo

https://www.e-borghi.com/it/borgo/126/Bari/locorotondo#show

https://www.dailybest.it/viaggi/locorotondo-puglia/

https://www.viaggiareinpuglia.it/at/148/localita/4391/it/Locorotondo-Locorotondo-(Bari)

<h3><strong>GALLERIA FOTOGRAFICA</strong></h3>