Amiternum

Amiternum era un’antica città italica fondata dai Sabini, le cui rovine sorgono nei pressi di San Vittorino, a circa 11 km a nord dell’Aquila.
La città ha dato i natali ad uno dei maggiori storici romani, Sallustio ed è stata sede di diocesi insieme alle vicine città di Forcona e Pitinum.

La città di Amiternum (da amnis – intorno – e Aternum, sui lati del fiume Aterno) si sviluppava sui lati del colle oggi chiamato San Vittorino ed era un importante centro di scambi tra il Tirreno e l’Adriatico.
Nel 290 a.C., durante la loro espansione nell’Italia centro-meridionale, i romani, conquistarono l’intero territorio dei Sabini, compresa Amiternum. La città crebbe e diventò un grande centro urbano contando, nei periodi di massima espansione, una popolazione di decine di migliaia di abitanti. In epoca augustea divenne un municipium.

Il declino cominciò nel V secolo, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, quando gli abitanti iniziarono a lasciare il centro abitato per rifugarsi in luoghi più facilmente difendibili sulle alture: il centro abitato iniziò a spostarsi nell’attuale San Vittorino. Tra il VI e il VII secolo la città vide l’inizio di un periodo di destrutturazione.
Di Amiternum oggi resta l’anfiteatro, il teatro di età augustea ed una villa di tarda età imperiale, con mosaici e affreschi, e poi resti di terme e di un acquedotto risalenti anch’essi all’età di Augusto.

Diverse sono poi le epigrafi ed il materiale scultoreo ed architettonico rinvenuto nell’area e conservato in strutture del circondario, soprattutto nel Museo nazionale d’Abruzzo e nel Museo archeologico dell’Aquila, tra cui va ricordato la statua cosiddetta del Signore di Amiternum (in foto).

Poi nei pressi dell’area archeologica, si possono visitare anche le catacombe paleocristiane, presenti nel sottosuolo della chiesa di San Michele Arcangelo.
Il teatro, scavato a partire dal 1878 presenta la cavea ricavata ad est in buona parte dal pendio della collina e a ovest costruita con otto muri di sostruzione. Essa, con diametro di 80 metri circa poteva contenere 2000 spettatori e doveva comprendere due ordini.

L’edificio, databile all’epoca di Augusto, fu abbandonato dopo il IV sec. d.C. secondo un’iscrizione, e come ci testimoniano gli scavi, venne usato in seguito come necropoli.
L’anfiteatro si trova al margine della città, a destra del fiume: si tratta di un piccolo edificio (l’asse maggiore misura 68 m. e quello minore 53 m.). Il perimetro comprendeva 48 arcate su due piani, ancora oggi conservate. Gli ingressi principali, disposti a est e ovest, sono quasi il doppio degli altri. L’arena doveva misurare 46×30 m., purtroppo oggi quasi del tutto interrata, e non vi sono tracce di gradinate che in origine dovevano ospitare 6000 spettatori. La tecnica edilizia, l’opera cementizia con rivestimento a mattoni, permette di datare l’edificio al I sec. d.C..

Un recente scavo condotto dal Laboratorio di Archeologia medievale dell’Università degli studi dell’Aquila ha riportato alla luce una cattedrale longobarda attigua all’anfiteatro romano. La struttura rinvenuta, risalente al VII secolo, costituisce un tassello fondamentale nella definizione della cronologia di vita dell’area. Attesta, infatti, la sopravvivenza della città di Amiternum fino alla fondazione dell’Aquila nel XIII secolo e, quindi, ben oltre l’alto Medioevo, smentendo la circostanza che attribuiva alle invasioni dei barbari la definitiva decadenza della città romana.

Lo scavo ha dimostrato inoltre che la chiesa era stata preceduta da altri due luoghi di culto, uno del V e l’altro del VI secolo, costruiti su un’antica domus romana.

Bibliografia

  • Letizia Pani-Ermini, Il santuario di S. Vittorino in Amiternum: note sulla sua origine, in Rivista di Archeologia Cristiana, vol. 3, 1979.
  • Fabio Redi, Alessia De Iure ed Enrico Siena, L’Abruzzo tra Goti e Bizantini. Aggiornamenti della ricerca archeologica, Napoli, Tavolario Edizioni, 2012.
  • Fabio Redi et alii, Amiternum (AQ), “Campo S. Maria”, rapporto preliminare 2012, in Archeologia medievale, vol. 40, 2013.
  • Simonetta Segenni, Amiternum e il suo territorio in età romana, Pisa, Giardini, 1985.
  • Regione abruzzo/cultura.

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