appartamento reale a Capodimonte

Quando si sente parlare di Capodimonte immediatamente si pensa al famoso Museo, che effettivamente è uno dei musei napoletani più belli; ma la particolarità di questo luogo è che, oltre ad essere un museo, è stato anche la residenza dei sovrani borbonici. Preziosa testimonianza di quel periodo è, appunto l’Appartamento Reale. Il palazzo di Capodimonte fu costruito nel 1738 per volere di Carlo di Borbone: a questo periodo (1757-1759) risale anche la realizzazione di uno degli ambienti più particolari dell’intero Appartamento, ossia il cosiddetto “Salottino di porcellana”. Realizzato per la moglie di Carlo, Maria Amalia di Sassonia, è una delle ultime realizzazioni della Real Fabbrica della Porcellana di Capodimonte. L’ambiente è decorato a “cineserie”, è a pianta quadrata con pareti interamente rivestite di lastre di porcellana, incastrate fra loro con perni e chiodi, intervallate da sei grandi specchiere, e completato da un soffitto in stucco ad imitazione della porcellana. La decorazione è fitomorfa (rami, foglie, frutti e fiori), arricchita da trofei musicali e scimmie alternate a scene di vita cinese. Completa il salottino il lampadario a dodici braccia che raffigura un giovane cinese che pungola un drago con il suo ventaglio. Nel 1866 il salottino venne smontato dalla Reggia di Portici e trasferito a Capodimonte, mentre il soffitto in stucco venne rimontato al suo posto solo nel 1957. Il Palazzo fu ulteriormente decorato ed arricchito da Carolina Bonaparte, e dal suo consorte, Gioacchino Murat, fu realizzata anche la strada di collegamento con il centro della città, che permetteva di raggiungere facilmente la residenza. L’intervento maggiore però si deve a Ferdinando II nel 1838, che ne fece una vera e propria reggia ingrandendo e decorando gli appartamenti privati. È di questo periodo, infatti,  la nuova decorazione del Salone delle feste, realizzato per essere la stanza più maestosa del palazzo, ad opera di Salvatore Giusti, che si ispirò allo stile degli affreschi pompeiani arricchendoli con specchi e lampadari in cristallo. Il pavimento, in marmo siciliano ad intarsi geometrici, contribuisce ancora di più alla grandiosità della sala. Tali decori, di gusto neoclassico, sono simili a quelli che impreziosiscono la “Camera da letto di Francesco e Isabella”, chiamata così poiché ospitò Francesco I di Borbone e Maria Isabella di Spagna. Collocata nell’ala meridionale che si affaccia sul mare, è detta anche “Alcova dipinta alla pompeiana: presenta sulle pareti affreschi a tempera che riprendono i motivi e lo stile tipici di Pompei ed Ercolano, ed è preceduta da due grandi colonne doriche. La tappezzeria, anche se in parte è andata perduta, era in seta, realizzata interamente dalla Real Fabbrica di San Leucio. La prima grande sala che si incontra all’interno del museo è la cosiddetta “Sala della Culla”, chiamata così poiché vi fu collocata la culla disegnata da Domenico Morelli (oggi alla Reggia di Caserta), donata nel 1869 dalla città di Napoli ai Savoia per la nascita di Vittorio Emanuele III. La sala, dotata di camini progettati dall’architetto Antonio Niccolini, deve la sua preziosità alla presenza di un pavimento in marmo intarsiato rinvenuto in una villa dell’imperatore Tiberio a Capri in epoca borbonica. Infine, uno degli ambienti più affascinanti è il “Salone Camuccini”, che prende il nome da Vincenzo Camuccini, paesaggista romano, di cui nella sala sono conservate due tele, la “Morte di Giulio Cesare” e “L’uccisione di Virginia”. Le pareti ospitano anche dipinti di Pietro Benvenuti, Paolo Falciano e Francisco Hayez.

http://www.vesuviolive.it/vesuvio-e-dintorni/notizie-di-napoli/83397-laltra-anima-del-museo-di-capodimonte-lappartamento-reale/

http://cir.campania.beniculturali.it/museodicapodimonte/Musei/capodim/percorso/nel-museo/appartamento-reale

 

http://www.museocapodimonte.beniculturali.it/portfolio_page/appartamento-reale/

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