Basilica detta di “San Leucio” a Canosa

In epoca antica, Canosa veniva considerata un florido porto commerciale e centro specializzato nella produzione di ceramiche e lana, anche grazie allo sviluppo delle poleis magno – greche; subì una battuta d’arresto a causa delle guerre sannitiche, a seguito delle quali il centro canosino fu costretto a stringere un Foedus nel 318 a. C. con la Repubblica romana, della quale sarebbe diventata colonia. In tale contesto sarebbe sorto il tempio dedicato alla Dea Minerva e databile tra la fine del IV e la prima metà del III sec a.C. Aveva una pianta annoverabile nella tipologia “etrusco – italica”, con un alto podio sagomato, al quale si accedeva attraverso una scalinata nella parte centrale della facciata. Esternamente presentava un colonnato di ordine ionico, con un fregio dorico costituito da metope e triglifi; presentava anche un secondo giro di colonne le quali, probabilmente, erano costituite da capitelli figurati, con testine e foglie d’acanto, ma anche volute che richiamano l’ordine ionico del primo giro di colonnato. Durante le campagne di scavo archeologico furono rinvenuti, incisi su alcuni mattoni, dei monogrammi collegabili al Vescovo Sabino ed alcune parti marmoree di un ciborio databile ad epoca cristiana: ciò fa presagire che, sulle fondamenta del vecchio tempio, sia stata costruita una basilica paleocristiana con materiali di riuso, databile intorno al V secolo d. C. La pianta basilicale è detta a “doppio tetraconco” ovvero un grande quadrato esterno, realizzato con muratura continua e dotato di quattro absidi semicircolari al centro di ciascun lato; all’interno del primo quadrato vi è inserito un altro, concentrico, costituito da pilastri e con le quattro absidi delineate da un giro di quattro colonne. La somma dei due quadrati genera un ambulacro a quattro bracci, ognuno coperto da una volta a botte. I quattro bracci sono comunicanti tra di loro attraverso alcuni passaggi ricavati tra i pilastri che riportano ad uno spazio centrale che, in origine, era coperto da una volta a padiglione (che ha la caratteristica di essere formata da alcune parti della volta a botte, in particolare i fusi; a differenza della volta a crociera, che poggia sui quattro angoli, quella a padiglione poggia direttamente sulla muratura). Il pavimento era costituito da mosaici a motivi geometrici, alternati alla presenza di ciottoli che formavano il pavimento dell’antico tempio del periodo ellenistico. La parte esterna del muro e della copertura dello spazio centrale, probabilmente in seguito ad un terremoto, furono ricostruite e restaurate attraverso l’aggiunta di contrafforti e pilastri che hanno rinforzato sia la parte esterna che i colonnati. Nell’abside occidentale, venne costruito un altare con un presbiterio ed un ciborio ed i pavimenti furono decorati con mosaici nuovi. Nell’VIII secolo la Basilica fu nuovamente dedicata a San Leucio. Nel 2008 fu creato un Antiquarium nel quale furono esposti, attraverso un percorso articolato in sezioni cronologiche e tematiche, tutti gli oggetti ritrovati, i materiali e le strutture architettoniche del tempio di Minerva.

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