Bastione di Malta

Simbolo principale dello stemma araldico del comune di Lamezia Terme in provincia di Catanzaro dipinto dal pittore Giorgio Pinna, il Bastione di Malta rappresenta uno dei monumenti architettonici rimasto quasi intatto nel territorio e rientra nella schiera del sistema difensivo costiero di epoca medievale delle coste calabresi. Costruito nel XVI secolo, aveva lo scopo di far fronte alle incursioni saracene che avvenivano via mare, con lo scopo di intercettare le rotte commerciali, fu voluto fortemente dal vicerè di Napoli Pedro da Toledo. Costruito nei pressi di Gizzeria lido, questo tratto di costa rientrava nella giurisdizione dell’Abbazia di Sant’Eufemia, nello specifico sotto l’ordine dei Cavalieri di Malta che gestivano in vicino feudo. A loro si deve la costruzione della struttura, così come delle altre sparse ad intervalli più o meno regolari lungo la costa. Da un punto di vista architettonico si tratta di una tronco di piramide a base quadrata dalle spesse mura, svasato nel livello inferiore, il cui interno è diviso in quattro ampi ambienti sormontati da volte a botte. L’ultimo livello, esternamente, è circondato da una merlatura sul quale si erge un’ampia terrazza su cui è fissato un punto trigonometrico dalle coordinare note e che cela tre ambienti dalle dimensioni minori rispetto a quelle del primo livello. Già in passato il monumento veniva preso in considerazione come punto di riferimento dagli abitanti del luogo e da chi, partendo dall’entroterra si metteva in viaggio per raggiungere la costa con il nome di “vesta a campana”, riconducendo la svasatura strutturale dell’edificio alla forma svasata delle gonnelle delle donne locali. Sul prospetto principale è presente un ingresso su cui capeggia una apertura che include lo stemma con scudo del Balì Fra Signorino Gattinara, con una iscrizione datata 1634 che attribuisce a lui il merito di aver dotato il Bastione di congegni bellici. Tantissime sono le leggende che hanno interessato il monumento, tra cui, la più gettonata riguarda la possibilità dell’esistenza, decisamente improbabile, di un tunnel sotterraneo che collegherebbe la torre bellica al Castello Normanno Svevo di Nicastro. Nonostante rappresenti simbolicamente l’intera città, il Bastione non riesce ad ottenere il posto che merita tra i beni visitabili della piana e si trova, ormai da tempo, circondato dalle impalcature in attesa di essere ripristinato e reso fruibile.

Bibliografia

www.comune.lamezia-terme.cz.;

Castanò F., Rossi P, Drawings and archive documents of Hierosolomytan Castles in Southern Italy. In: González Avilés, Ángel Benigno (Ed.). Defensive Architecture of the Mediterranean. XV to XVIII Centuries: Vol. VI: Proceedings of the International Conference on Modern Age Fortifications of the Mediterranean Coast, FORTMED 2017. Alacant: Publicacions Universitat d’Alacant, 2017. ISBN 978-84-16724-76-5, pp. 161-168;

Occhiato G., Rapporti culturali e rispondenze architettoniche tra Calabria e Francia in età romantica: l’abbazia normanna di Sant’Eufemia, Mélanges de l’école française de Rome 93.2 (1981): 565-603;

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