Cattedrale di Sorrento

La Cattedrale di Sorrento sorge nel centro storico della città, ed è cattedrale dell’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia. Dal momento della sua consacrazione, avvenuta nel 1113 ad opera del cardinale Riccardo de Albano, fu interamente riedificata da Mons. Giulio Pavesi dopo la terribile invasione dei Turchi nel 1558, per essere definitivamente trasformata in stile barocco dagli arcivescovi Didaco Petra e Filippo Anastasio nel 1700. Dell’antica facciata, andata perduta a causa di una tromba d’aria e completamente rifatta in stile neogotico nel 1924, si conserva solo l’ingresso, adorno di due colonne di marmo rosa.

Gli ingressi in totale sono tre, e presentano tre lunette affrescate raffiguranti la vergine Assunta (quella centrale) e i santi Filippo e Giacomo (quelle laterali). La parte superiore della facciata presenta un bordo decorato ad archetti ciechi, un rosone centrale e due laterali; la facciata si completa con due lapidi, una che ricorda i lavori voluti dal vescovo Giuseppe Giustiniani e l’altra il poeta Torquato Tasso.

L’interno della chiesa è a croce latina, con tre navate separate da pilastri; sopra l’ingresso vi è l’organo, realizzato nel 1901 da Mons. Giuseppe Giustiniani e decorato dai fratelli Fiorentino nel 1901. Il soffitto, piano, presenta tele in stile barocco raffiguranti martiri sorrentini del II secolo. Il presbiterio è caratterizzata da un soffitto decorato con tele di Giacomo del Pò, realizzate nel 1700, e raffiguranti l’Assunta e San Filippo e Giacomo; in fondo vi è il coro ligneo ricco di intagli ed intarsi, opera di artigiani sorrentini (1936).

Nella navata di destra si aprono sette cappelline, tra cui una cappella con bassorilievi in marmo opera di Andrea Pisano raffiguranti gli apostoli e il Redentore; degno di menzione sono il fonte battesimale in cui, nel 1544, fu battezzato Torquato Tasso e la cappella dedicata ai primi quattro vescovi di Sorrento, le cui reliquie sono conservate sotto l’altare in marmo e la cappella del Sacro Cuore di Gesù. . In fondo alla navata di destra, nel cappellone del Santissimo Sacramento, si può ammirare un grande Cristo in Croce (XV sec.) posto su di un trono artistico di legno scolpito e dipinto del XVII sec.

Sull’altare maggiore è posta una pala di autore ignoto, del XVII secolo, raffiguranti San Filippo e San Giacomo. In fondo vi è un coro ligneo del 1938, in legno di noce del Caucaso e intarsiato dagli artigiani sorrentini. La cupola, affrescata nel 1902 da Pietro Barone e Augusto Moriani, presenta, negli otto spicchi in cui è divisa, i santi compatroni della diocesi.

Anche sulla navata sinistra vi sono sette cappelle, tra cui la cappella dedicata al Cuore di Maria, con al suo interno una statua lignea del Citarelli, e la cappella del Presepe, nella quale è esposto un presepe napoletano del XVII secolo; sullo stesso lato vi è anche la sacrestia, costruita nel 1608.

In fondo alla stessa navata, attraverso un arco, vi è l’ingresso, posto sotto un arco, al cappellone di S. Giovanni in Fontibus. Il fondo è ricco di stucchi secenteschi, mentre il pavimento è in maioliche napoletane del 1700.

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