Duomo di Salerno

Il nome completo del Duomo di Salerno è in realtà “Basilica Cattedrale Primaziale Metropolitana di Santa Maria degli Angeli, San Matteo e San Gregorio Magno”, e nella sua lunghezza racchiude l’importanza di questa chiesa, in quanto “basilica” indica il titolo che il Papa concede ad edifici religiosi particolarmente importanti, mentre “cattedrale primaziale” indica una cattedrale il cui vescovo sia anche primate, cioè titolare di una sede metropolitana molto importante. San Matteo è inoltre il patrono di Salerno.

Costruita intorno al 1080 per volere di Roberto il Guiscardo, presenta un’architettura composita in quanto nella sua struttura sono state inserite delle novità mutuate dall’architettura carolingia, come ad esempio il transetto con tre absidi; la forma e la struttura della chiesa, a tre navate con cripta ad aula e il quadriportico, sono molto simili a quelle dell’abbazia di Montecassino.

Dalla facciata barocca ci si immette direttamente nel quadriportico, composto da una successione di colonne decorate da tondi policromi, sormontate da un loggiato con bifore e pentafore, su cui affaccia la porta in bronzo della chiesa, fusa a Costantinopoli ed originariamente ricoperta d’oro e d’argento. Lungo il portico sono stati collocati dei sarcofagi romani di notevole fattura, mentre sopra la porta, nella parete, sono incastonate le lapidi dei donatori della porta medesima. Svetta sul portico il campanile, alto circa 50 metri, di chiara derivazione arabo-normanna.

L’interno, a croce latina, è a tre navate con volta a botte, mentre il transetto è sormontate dalle originarie capriate lignee; la decorazione parietale è un insieme piuttosto armonico di vari stili, infatti all’impianto seicentesco si alternano affreschi di chiara matrice bizantina, affreschi di probabile scuola giottesca, reperti romani e bizantini e diversi amboni di pregevole fattura. Degna di menzione è la tomba del figlio di Roberto il Guiscardo, a forma di letto con baldacchino.

Ambiente altrettanto particolare e spettacolare è la cripta, restaurata in stile barocco, che conserva le reliquie di San Matteo, protettore della città, e che al centro presenta un altare sormontato da una statua bifronte del Santo, altare che permette la celebrazione della messa da ambo i lati. Al di sotto vi è la tomba del Santo, con un contenitore in cui raccogliere la cosiddetta “Manna di San Matteo”, un liquido trasparente che a volte le ossa del Santo hanno trasudato. Il particolare curioso della doppia faccia del Santo ha fatto sì che anche ai salernitani venisse affibbiata la stessa caratteristica.

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