La casa di Giulietta a Verona

La celebre casa di Giulietta, meta di numerosi visitatori e soprattutto coppie di fidanzati, ha sede nella storica via del Cappello, dove anticamente abitava la famiglia Dal Cappello, che poi prende nome in Capuleti. La leggenda la indica come la casa di Giulietta e dei Capuleti, vista la presenza dello stemma gentilizio di famiglia collocato sull’arco d’ingresso. Entrando si percorre un porticato in stile gotico, sulle cui mura le giovani coppie di fidanzati lasciano una traccia del loro amore con un bigliettino o con un piccolo oggetto che li rappresenta; attraversando, perciò, il portico, si raggiunge il cortile interno dove ci accoglie l’edificio di epoca medievale e la famosa statua in bronzo di Giulietta, realizzata dall’artista Nereo Costantini nel 1972 e leggenda vuole che toccare il seno destro porti fortuna. Dall’edificio, tipicamente romantico, spicca il conosciutissimo balcone, nel quale Shakespeare narra Giulietta affacciarvisi per incontrare segretamente Romeo. L’interno della casa è arredato con mobili e corredi del tempo, si possono osservare magnifici affreschi, dipinti e brani che ricordano la tragedia shakespeariana dei due innamorati. Ci si può, anche, soffermare nella stanza nella quale è presente lo scrittoio e poter scrivere lettere e messaggi d’amore a Giulietta per poi inviarli tramite la cassetta delle lettere presente lì vicino.

Oltre che per il valore storico e “leggendario”, la casa di Giulietta è famosa anche per un altro aspetto, il quale spesso attira però violente critiche e dissensi da parte dei cittadini veronesi e della soprintendenza, si tratta del lato trasandato e poco curato che emerge immediatamente a prima vista.
Le scritte di quanti sotto al celebre balcone si giurano amore eterno troneggiano in ogni dove, in barba ai divieti. La segnaletica di divieto che indica la Casa di Giulietta, cambiata di recente, è anch’essa quasi illeggibile. Ma la colpa stavolta non è delle scritte d’amore ma di adesivi e writers. E ancora, bigliettini di carta sono inseriti in ogni anfratto nei muri, per non parlare poi delle gomme da masticare appiccicate a centinaia non solo ai muri degli edifici storici ma addirittura ai rami delle piante del cortile. Continuano a rimanere protagonisti anche i lucchetti: moda lanciata dallo scrittore Moccia. Semplici, colorati, a forma di cuore e addirittura con incisi i nomi della coppia, ora relegati ad un’unica grata del cortile. Ma probabilmente il fatto che siano in vendita, dai 5 ai 13 euro l’uno, nei negozi di souvenir che si affacciano nel cortile o appena fuori, di certo non aiuta a rispettare il divieto. Nonostante la (teorica) presenza di vigilanza, rimane comunque questa l’immagine che si continua ad offrire ai veronesi ed ai turisti della Casa di Giulietta in via Cappello, un altro esempio dell’inciviltà e della mancanza di cura dei nostri siti e del nostro inestimabile patrimonio.

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