Rocca Calascio

La rocca, situata nel territorio del comune di Calascio a 1460 metri d’altezza, è tra le fortificazioni più alte d’Italia e domina da tale altura la valle del Tirino e la piana di Navelli.

Il suo impianto è di uso esclusivamente militare e si caratterizza per la capacità con la quale riesce a fondersi con l’impervio territorio circostante: è evidente come la sua sia una posizione assolutamente favorevole dal punto di vista difensivo.

La struttura, in pietra bianca a conci squadrati, ha una pianta quadrata: presenta un mastio quadrato al centro (preesistente), una cerchia muraria merlata in ciottoli e quattro torri d’angolo a base circolare fortemente scarpate. Alla rocca si accedeva mediante un ingresso posto sul lato est, a circa 5 metri di altezza, raggiungibile dalla corte esterna sottostante mediante una scala lignea retrattile che veniva poggiata su due mensole in pietra tuttora visibili al di sotto della soglia di ingresso.

Efficacissimo punto di osservazione militare, permetteva di comunicare con gli altri castelli, fino alla costa adriatica, mediante l’ausilio di torce durante la notte e di specchi nelle ore diurne.

Originariamente era costituita solo da una torre di avvistamento isolata, la cui costruzione risale all’anno 1000 anche se il primo documento storico che ne attesta la presenza è datato 1380.

L’aspetto attuale è riconducibile alla fine del XV secolo quando il re Ferdinando I di Napoli concesse il possedimento ad Antonio Todeschini della famiglia Piccolomini, che realizzò le ultime e più importanti modifiche (il potenziamento della fortificazione, l’aggiunta della cinta muraria e delle torri circolari).

Durante questo periodo la rocca vide crescere il proprio peso economico e ai suoi piedi si sviluppò un piccolo borgo, a sua volta cinto da mura, i cui resti sono ancora visibili.

Nel 1703 venne devastata da un violento terremoto in seguito al quale l’area più alta del borgo venne abbandonata e buona parte della popolazione si trasferì nel vicino paese di Calascio, la cui nascita è collegata alla distruzione della rocca.

Restauri conservativi ed integrativi sono stati compiuti tra il 1986 ed il 1989; essi hanno contrastato il degrado strutturale favorendo il recupero architettonico e funzionale dell’intero fabbricato ed in particolare della torre centrale quadrata. Gli interventi di risanamento hanno permesso all’intera area di essere oggi discretamente conservata e visitabile.

Rocca Calascio è stata anche sede di grandi set cinematografici. Infatti a partire dagli anni ottanta il comprensorio aquilano del Gran Sasso, e in particolare la rocca, sono stati utilizzati come ambientazione per numerosi film. Il primo lungometraggio girato è “Lady Hawke” (ambientato secondo la stesura originale nella città di Aquila – L’Aquila – poi diventata Aguillon nel doppiaggio italiano, in modo da assumere dei richiami francofoni) in cui la rocca, allora non ancora restaurata, era il rifugio dell’eremita Leo McKern.

A seguire vi furono girati altri film tra cui “Il nome della rosa”, “Il viaggio della Sposa”, “Padre Pio”.

Sitografia
Regione abruzzo/cultura

(fonte Wikipedia)

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