Testa di Ottavia

Rivisitando di recente il Museo Archeologico di Fano sono rimasta affascinata dall’incontro con uno sguardo fiero e sereno sebbene sia impresso nella pietra. Si tratta di una testa femminile, misteriosa quanto affascinante.

Il suo viso, parzialmente mutilo del naso, è scolpito dall’abile esecutore con singolare realismo e, quello che rapisce in particolare, è la resa della splendida e complessa acconciatura. Questa si diparte in ciocche tripartite ben pettinate aderenti al capo che viene incorniciato alla sommità da un vezzoso boccolo dal quale discendono lateralmente due torciglioni (quasi di gusto rinascimentale!) raccolti sulla nuca.

Un particolare ancora per definire il verismo colto dall’artista vissuto si ravvisa nelle ciocche sfuggenti che lambiscono il collo. I tratti, scolpiti probabilmente negli ultimi decenni del I secolo a. C., sono riferibili ad una giovane donna per la quale dopo il ritrovamento, avvenuto nel 1908, fu supposto il nome di “Ottavia” ipotizzando che riproducesse le fattezze della sorella dell’imperatore Augusto.

Questa identificazione è rimasta incerta per la mancanza di raffronti con le monete coeve. La scoperta avvenne in occasione degli scavi effettuati per lavori nell’area di Piazza Amiani, in Fano. Il reperto si presenta ben conservato e si trova esposto nelle sale del Museo Archeologico di Fano, sito nella singolare cornice del palazzo malatestiano.

Bibliografia:
G. Baldelli, Ancora sul ritratto di “Ottavia” e sul suo contesto di pertinenza, in Atti del Convegno Murum dedit, a cura di Mignani-Pozzi, <>, 3, Fano 2012, pp. 138-149.

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