Affresco

L’affresco (arriccio, marouflage) è una pittura eseguita sull’intonaco “a fresco” cioè ancora bagnato di muri sia esterni sia interni con l’uso di pigmenti naturali sciolti in acqua e applicati direttamente sulla parete appositamente preparata.

Il cosiddetto affresco SECCO è invece identificabile con la tempera su muro e si effettua sull’intonaco già essiccato (e quindi con un forte indice di deteriorabilità).

La realizzazione di un affresco si compone di diversi momenti:

– la stesura di un primo strato detto ARRICCIO costituito da un misto di calce spenta e sabbia grossa;

– la bozza del soggetto viene tracciata direttamente sull’arriccio con il carboncino mentre le linee del disegno vengono dipinte di solito con un’ocra rossa chiamata SINOPIA.
Il cartone, ossia il disegno preparatorio complessivo dell’opera da eseguire viene generalmente trasferito sull’intonaco con la tecnica dello spolvero, utilizzando fogli lucidi con il disegno forellato nei contorni in modo che la polvere di carbone passi attraverso i buchini sull’intonaco e tracci delicatamente il profilo della composizione;

– la stesura del secondo strato detto TONACHINO costituito da calce spenta e sabbia fine ben setacciata.
La fase della pittura a fresco vera e propria consiste nella rapida applicazione (si calcolano circa 6 ore) con il pennello dei vari pigmenti diluiti in acqua fintanto che l’intonaco è fresco. Nel caso di grandi superfici da affrescare occorre quindi dividere lo spazio e stendere l’intonaco in previsione di quello che si potrà dipingere in sei ore, la cosiddetta “GIORNATA”.

Non tutti i colori possono essere usati per l’affresco in quanto l’azione caustica della calce preclude alcune componenti. Si utilizzano in genere colori naturali di origine minerale, le ocre naturali, le terre e il carbone.

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