blu oltremare

La storia dell’uso delle sostanze coloranti è spesso strettamente legata a materiali che nel tempo assumono aspetti quasi leggendari: è il caso del blu oltremare, colore fondamentale in pittura e da sempre unito al lapislazzuli, il minerale con il quale già dal 4000 a.C. in Mesopotamia ed in Egitto si preparava questa tinta. 

Il lapislazzuli è una roccia formata dall’associazione di vari minerali: lazulite, che ne determina il colore, calcite, pirite, mica e altre sostanze. Esso veniva estratto dalle miniere dell’Asia centrale, in particolare da quelle afgane. Il prezioso minerale estratto in quelle terre lontane seguiva poi la via della seta che passava per Samarcanda, Bokhara e Baghdad fino a Venezia, uno dei più importanti centri dove questo minerale veniva smerciato ed utilizzato per fabbricare il pigmento. Il lapislazzulo infatti non poteva essere usato come colore per pittura se non dopo un complesso trattamento che mirava a separare la componente blu (lazulite) dagli altri minerali che tendevano al grigio. Questo trattamento documentato in vari trattati, tra cui il Libro dell’Arte di Cennino Cennini, consisteva nel mescolare la polvere della pietra con oli, cera e resine fino a formare una pasta morbida che poi veniva trattata a lungo con liscivia fino a separare il colore blu dalle impurità. In altri testi si consigliava di macinarlo ripetutamente con l’ausilio di aceto in modo da separare il pigmento dai residui di pirite e parti sulfuree. Nella storia dei pigmenti l’oltremare naturale è da sempre uno dei colori più costosi, sia per il fatto di essere materiale di importazione, sia per il complesso procedimento di purificazione. A causa del costo proibitivo per gli artisti spesso la qualità e il prezzo dell’oltremare era stabilito per contratto con il committente dell’opera. Inoltre questo colore rendeva al meglio la sue qualità nelle stesure a tempera mentre con i leganti oleosi tendeva ad incupirsi eccessivamente e per questo gli si preferivano toni azzurri di altro tipo come ad esempio l’azzurrite.