Damasco

Come il lampasso ed il velluto, è un tessuto operato che a differenza degli altri due è allo stesso tempo leggero e resistente, adatto a molti usi, sia nell’abbigliamento che nell’arredo (tappezzerie), sia nella confezione di paramenti liturgici.

In genere il damasco presenta grandi disegni floreali o araldici stilizzati che si compongono da un effetto di fondo e da un effetto di disegno prodotti dalle due facce della medesima stoffa. L’armatura utilizzata per il fondo dei tessuti in damasco è il raso mentre i disegni sono costituiti dalla stessa armatura a rovescio.

L’effetto decorativo è dato dal contrasto di lucentezza tra il raso diritto del fondo e il raso rovescio del motivo. Il tessuto non ha un rovescio effettivo anche se si considera come dritto il lato il cui disegno è formato dalla trama. Il damasco può essere realizzato sia in seta pura sia in mescolanza con altri filati ma soprattutto si presta ad essere arricchito da decorazioni broccate che nel Seicento diventano estremamente ricche grazie all’uso di fili d’oro e d’argento.

Il nome di questo tessuto deriva dalla città di Damasco dove dal XII secolo veniva fabbricato ed esportato. La sua origine è però cinese e prima di giungere nella città siriana si è diffuso attraverso l’India, la Persia e la Grecia bizantina. La sua introduzione in Europa pare si deva alla Borgogna nel Trecento dove era usato come accessorio per i personaggi di alto rango.

In seguito la produzione di damasco si concentrò soprattutto a Genova e Venezia per essere poi successivamente lavorato in altri centri come Lucca, Parma, Vicenza, Palermo, Caserta e Catanzaro. In Francia i maggiori centri di produzione sono Tours e Lione.