La tarsia lignea alla certosina e al toppo

L’intarsio alla certosina è una delle più antiche tecniche di intarsio e prende il nome dal fatto di essere stata praticata con frequenza dai frati dell’ordine di San Bruno. La particolarità di questo tipo di tarsia è che assieme ai vari legni colorati venivano usati anche altri materiali come l’osso, l’avorio e la madreperla. Tutti i materiali dell’intarsia sono tagliati a tasselli piccolissimi e di diverse forme poligonali disposti in modo da creare motivi decorativi continui di forme geometriche. Inizialmente l’intarsio era limitato ad oggetti di piccole dimensioni come cofanetti e forzieri mentre successivamente grazie ad importanti botteghe come quella degli Embriachi attiva a Firenze e a Venezia. Si decorano alla certosina anche i grandi cassoni che costituivano l’arredo principale di case e sacrestie.
Il legno più usato per realizzare la base per gli intarsi è il noce il cui colore garantisce un ottimo effetto di contrasto con le decorazioni. Nell’intarsio certosino i tasselli non sono mai inferiori ai cinque millimetri e lo “scasso”, che è l’intaglio della superficie di base, viene eseguito con assoluta precisione e non rende necessario l’uso di colle o mastici per il fissaggio dei tasselli che vengono inseriti profondamente nello spessore del legno. In questo caso si parla di TARSIA A SECCO.
Una tecnica usata per le decorazioni geometriche inserite nelle riquadrature e nei profili dei mobili è la cosiddetta TARSIA A TOPPO che consiste nell’impiego di sottili sezioni di listelli poliedrici di legni di colore diversi. Con questi frammenti si compongono piccoli motivi ricorrenti perfettamente uguali giocati sull’alternanza di rosoni e stelle stilizzate. L’intarsio minuto tipico dell’età gotica si ritrova nelle decorazioni di arredi realizzati durante tutto il Quattrocento. Successivamente si passa alla tarsia pittorica o prospettica che riproduce temi figurativi e vedute architettoniche perfette per decorare grandi opere di ebanisteria come gli armadi da sacrestia e i monumentali cori.