Pittura su tavola: la tempera

Il termine TEMPERA deriva da “temperare” vale a dire mescolare nella giusta misura.
Tempera è dunque qualsiasi sostanza agglutinante alla quale viene aggiunto il colore affinchè leghi con il supporto, che può essere la tavola di legno, il muro, la tela o altro materiale.

Le sostanze leganti possono essere di vario tipo: rosso o bianco d’uovo (quest’ultimo usato soprattutto nella miniatura), lattice di fico, olio, tutti i tipi di gomme e colle vegetali o di origine animale, cere e resine. Vengono considerate tempere i colori legati con sostanze solubili in acqua, in particolar modo la tempera ad uovo.

Questa ha la sua massima diffusione durante tutto il Medioevo fino alla seconda metà del XIV secolo nella pittura su tavola. Per le sue componenti naturali il rosso d’uovo è il legante ideale per i pigmenti colorati: la parte proteica conferisce corpo all’emulsione, i lipidi svolgono sulla pittura asciutta una funzione plastificante, le lecitine agiscono infine da ottimi emulsionanti e stabilizzanti, sono cioè in grado di assorbire il colore evitando che si separi dal composto e permettendo eventuali aggiunte di altre sostanze come piccole quantità di olio siccativo.

Nelle botteghe medievali il tuorlo veniva mescolato a piccole quantità d’acqua, gocce di aceto (con funzione di conservante) e lattice di fico, una sostanza gommosa che oltre a potenziare il colore ritardava l’essiccamento durante il lavoro del pittore. Preparata questa miscela di base si univano i diversi pigmenti polverizzati fino a raggiungere la consistenza desiderata.

Per dipingere a tempera una tavola, il legno già stagionato e liberato da tannini e resine dev’essere ulteriormente preparato con molte mani di colla e gesso fine, fatte essiccare e raschiate prima dell’applicazione dello strato successivo, così da rendere la superficie della tavola perfettamente liscia, compatta, pronta a ricevere il disegno preparatorio e poi il colore.

In altri casi la superficie della tavola può essere rivestita con strisce di pergamena a loro volta ricoperte dalle mani di gesso e colla.

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