smalto en ronde bosse

L’arte dello smalto nelle sue origini champlevè e cloisonnè era esclusivamente bidimensionale e si avvicinava nell’aspetto alla pittura ed al mosaico. Successivamente lo smalto traslucido su bassorilievo che caratterizzò la produzione orafa trecentesca incominciò a sfruttare gli effetti chiaroscurali dati dalle patine vetrose versate negli intagli su metallo togliendo agli smalti il limite espressivo dato dalla bidimensionalità delle stesure vitree. A partire dal 1350 compare una nuova tecnica: l’email en ronde bosse che gradatamente avvicinerà l’arte dello smalto all’arte della scultura. Nello smalto en ronde bosse la pasta vitrea viene fusa e colata in uno strato omogeneo a coprire un nucleo di metallo lavorato a sbalzo. Il fondo, in genere realizzato in oro, più raramente in argento, viene modellato e reso leggermente scabroso per favorire l’adesione dello smalto, traslucido oppure opaco, e forma una patina finissima che si consolida sulla superficie metallica senza bisogno di divisioni o sostegni. Il risultato finale è una preziosa scultura policroma. La tecnica ha come luogo di nascita e maggiore centro di produzione le botteghe che servivano la corte parigina a partire dal regno di Carlo V e da lì si diffuse in tutta Europa.