La via litoranea che affianca la costa adriatica è costellata di chiese, ricordo di antichi presidi monastici dediti all’ospitalità dei pellegrini e dei viaggiatori che per vari motivi percorrevano questa via privilegiata per gli spostamenti nei confini italici fin dall’ epoca romana.

Una di queste chiesette sorge presso la foce del fiume Metauro, presso Fano, ed è divenuta nel tempo un pestigioso santuario mariano. Fondata, si dice, dall’ imperatrice di Bisanzio, Santa Elia Pulcheria, era inizialmente una semplice cappella che affiancava un preesistente “hospitale” o ricovero per viandanti appunto.

Esso ebbe più volte il privilegio di ospitare San Francesco mentre cercava di imbarcarsi per l ‘Oriente. Constatando che la Santa Vergine dispensava grazie i pellegrini incrementarono la fama del Santuario di Santa Maria del Metauro. La chiesetta venne ricostruita dai francescani fra il 1220 e il 1250; nell’annesso convento venne accolto come novizio il celebre Fra Salimbene da Parma.

Varie furono le vicissitudini del luogo di culto. All’interno è forte la suggestione, sia per il trovarsi in un edificio così ricco di storia, sia per le immagini sacre che vi si conservano: l’antica effige della “Madonna del latte il cui committente, il Beato Cecco, al secolo il pesarese Francesco Zanfredini, fece riedificare, tra il 1319 e il 1350, la chiesa stessa.

Da allora i fedeli presero a chiamare affettuosamente il santuario “Madonna del ponte”.

Sulla parete destra dell’abside si trovano due affreschi rappresentanti l’ “Ultima cena” e “La lavanda dei piedi”. Ma l’opera che piu’ trovo interessante è il lacerto della “Madonna in trono con Bambino, San Rocco e San Sebastiano realizzato tra Quarto e Cinquecento nel periodo in cui Perugino e Giovanni Santi assolvevano le loro commissioni fanesi.

Per questo affresco si era supposto che fosse eseguito dal pittore peruginesco Giuliano Presciutti. Il piccolo santuario di Santa Maria al Metauro è stata visitata da due papi, Pio IX nel 1857 e Giovanni Paolo II nel 1984.

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