L’eclettica Villa sorge sui resti di un antico castello costruito intorno all’anno mille, acquisito dai Carraresi, signori di Padova, fu ereditato da un membro dell’illustre famiglia di Dogi, Contarini.
Fino alla metà del XVII sec. l’edificio rimase dimora rurale.

Gran parte del complesso attuale lo si deve infatti all’arrivo di Marco Contarini, Procuratore di San Marco che trasformò il complesso in una reggia “teatrale”.

Con la fine della florida Repubblica Veneziana finì anche il periodo d’oro per la Villa.
Dopo un lungo periodo di abbandono il complesso fu acquistato dalla famiglia Camerini che lo riportò al passato splendore ampliandola in segno dell’eclettismo ottocentesco: evidenti sono i segni dell’Art Decò e dell’architettura di ferro.

Finito anche il periodo cameriniano la Villa subì un altro periodo di abbandono fino all’acquisto, alla metà del novecento, da parte del Prof. Gherardi e la successiva cessione alla Fondazione a lui intitolata.
Dal 2005 la Villa è di proprietà della Regione Veneto che, a fatica, la sta valorizzando.

Per le decorazioni Marco Contarini chiamò ad affrescare le sale un artista locale, Michele Primon, caratteristico per le esuberanti architetture create per stupire. Nel periodo Ottocentesco invece i Camerini, per celebrare il prestigio famigliare, chiamarono numerosi artisti avviando il restauro delle precedenti decorazioni e avviandone di nuove, come quelle a grottesca eseguite nella scalinata che permette di accedere al secondo piano, quello nobile.

Ma la sala più caratteristica, quella che fece di Villa Contarini una delle più ammirate e desiderate, è quella della musica. Situata nel corpo centrale è costituita, nella parte superiore, da una cassa armonica che, come una chitarra rovesciata, diffondeva la musica ai piani sottostanti; questo permetteva di tenere nascosta l’orchestra che suonava all’interno della cassa armonica che, rimbalzando sulle pareti in legno, si proiettava al di sotto di essa dove gli ospiti venivano intrattenuti con banchetti e feste.

Non c’è Villa che si rispetti senza un parco altrettanto rispettabile. Essendo infatti una residenza estiva, che veniva svuotata della mobilia nei mesi invernali, il parco fu progettato per permettere agli ospiti, e non solo, di fare rinfrescanti passeggiate all’ombra degli alberi e al riflesso del lago e dei suoi canali che venivano utilizzati, durante le feste, per simulare vere e proprie battaglie navali che vedevano i veneziani contro i turchi.

Il parco si estende per circa quaranta ettari e presenta un’impostazione all’inglese offrendo così numerosi scorci paesaggistici e faunistici.

La struttura architettonica del complesso presenta gli elementi tipici dell’impostazione veneta derivata dal genio e quindi dall’influenza di Palladio. Si presenta con un massiccio corpo centrale a sette campate della quale quella centrale con una balconata, intervallata in due livelli, impostata a serliana, elemento tipico dell’architettura palladiana, usata per modulare gli spazi.

Le barchesse, anch’esse suddivise modularmene, presentano un’impostazione e una decorazione tipiche barocche.

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