Costruita su di uno sperone roccioso e immersa in uno scenario naturalistico assolutamente splendido, la chiesa di Santa Veneranda, o Santa Venere, segnalata per ben tre anni di fila fra i “luoghi del cuore” del FAI, è un piccolo gioiellino del Vallo di Diano.
I suoi resti, in quanto della struttura originaria restano solo le mura perimetrali, si ergono fuori dalla cinta muraria della città: la chiesa, a navata unica, ha l’ingresso su uno dei lati lunghi, chiuso da un cancello, e un’abside su uno di quelli corti. Il cancello d’ingresso è sormontato da una lunetta con resti di affreschi. Vicino alla chiesa c’è una vasca battesimale dove si celebravano due volte l’anno i battesimi per immersione. Il fascino di questa chiesa risiede indubbiamente anche nello scenario in cui è collocata, ossia la cosiddetta “strada delle pietre”, una sorta di gradinata larga immersa in uno scenario naturalistico incontaminato che dalla chiesa costeggia tutto lo sperone su cui è arroccata Caggiano. Lungo il percorso, in prossimità di un arco naturale, è possibile vedere, scavate nella roccia, delle piccole croci di strana fattezza, che la leggenda vuole essere state incise dai Templari per marchiare il luogo come sacro.

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