Fra le prime immagini nei primi secoli del Cristianesimo vi sono le rappresentazioni mariane nell’accezione della Madonna Orante nelle catacombe.
Il titolo ” Mater Misericordiae” si diffonde nel X secolo, in parallelo probabilmente con l’antica preghiera del Salve Regina.
L’iconografia della Mater Misericordiae si sviluppa in occidente, specialmente nel centro Italia grazie alla devozione delle Confraternite laicali dedite alla cura dei poveri e dei malati e che spesso sono effigiati sotto la protezione del manto della Madonna.
Le prime tracce si riscontrano in Toscana (Duccio di Buoninsegna, Simone Martini); il tema si divulga in Venezia.
Detta anche Madonna del Manto o della Mercede, si diffuse anche in territorio spagnolo (Zurbaran).
Altra iconografia antica è quella della Virgo Lactans connessa alle dispute teologiche riguardanti la duplice natura del Cristo, umana e divina. Antecedenti il Concilio di Efeso (431) nel quale venne proclamata la divina maternità di Maria, vompaiono nei primi esempi nelle catacombe di Priscilla. Lo schema pittorico della Vergine allattante trovò poi la sua diffusione in Egitto presso i copti e, in seguito, nell’Oriente bizantino. Due sono le icone di questo tipo, con la Vergine allattante, esposte nella mostra.
Il percorso espositivo permette di esaminare tutte queste varianti della rappresentazione mariana, dal Duecento fino al Settecento, passando dalla Madonna della Misericordia, alla Vergine allattante, dalla Madonna del Soccorso, alla Pietà.
Il passaggio prende in considerazione icone campane, le intense opere solitarie del Sassoferrato fino alla replica michelangiolesca.
Una mostra che attraverso le varie tipologie espresse lungo i secoli ci porta a meditare sui vari aspetti della maternità, attraverso una sapiente scelta di opere scultoree, pittoriche, fino al magnifico arazzo rubensiano che apre la rassegna espositiva.

GALLERIA FOTOGRAFICA

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