Bomarzo è un borgo del Lazio a circa 20 km da Viterbo. Il principe Vicino Orsini nel 1552 insieme all’architetto Pirro Ligorio progettano il Parco dei mostri di Bomarzo. Nel 1542 la signoria di Bomarzo passò dal padre Gian Corrado Orsini, al figlio Pier Francesco Orsini, detto Vicino, il quale sposò Giulia Farnese. Vicino era un militare, un condottiero delle truppe papali ma anche un grande letterato che amava circondarsi di filosofi e umanisti. Così, con l’aiuto dell’architetto Pirro Ligorio, autore del progetto di Villa d’Este a Tivoli e del Casino di Pio IV nei giardini vaticani, i due realizzano un unicum per la cultura architettonica- naturalistica del tempo. Infatti il Sacro Bosco non rispetta le consuetudini dei giardini all’italiana con ornamenti come terrazze e giochi d’acqua ma è caratterizzato da enormi sculture in massi di peperino di figure eccentriche come draghi, mostri e soggetti mitologici. Completano il Parco dei mostri una casa pendente, un tempietto, alcune fontane e motti e iscrizioni incise dappertutto. L’ingresso del parco è caratterizzato dallo stemma della famiglia Orsini e dalla presenza di un primo gruppo statuario: 2 Sfingi sulla base delle quali vi sono incisi dei versi. Alcune sculture all’interno del parco rappresentano scene o figure mitologiche come la lotta tra Ercole e Caco; Cerbero, il cane con tre teste; Pegaso, il cavallo alato. Tra viali alberati e verdi prati ben sono integrati i massi di peperino; così che tra statue di Giganti, stregoni, draghi, c’è anche una tartaruga che sorregge la donna alata, la Nike. Molto curiosa è la casa pendente, una piccola struttura con baricentro alterato, che una volta segnava l’ingresso del Parco. Infine la scultura che è diventata icona per il Parco di Bomarzo è l’Orco: una caverna con all’interno un tavolino e una panca, nella parte superiore della bocca dell’Orco vi è inciso il verso: “Ogni pensiero vola” . Nel tempio, preceduto da un piccolo colonnato e sormontato da una cupola, vi è una targa della Famiglia Bettini, che restaurò il Parco nel 1954. La presenza di aspetti simbolici e alchemici hanno attirato molti esperti da tutto il mondo ed il Parco è diventato anche fonte di ispirazione e meditazione per artisti come Claude Lorrain e Salvador Dalì.

Bibliografia e sitografia:
– Antonio Rocca, Bomarzo ermetica, Ed. Sette Città, 2013 – Bomarzo.net – Sacrobosco.it – Infoviterbo.it – Italiaparchi.it

GALLERIA FOTOGRAFICA

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