La Basilica di Santa Maria Maggiore, o Duomo, o chiesa di san Simmaco, è la chiesa più importante di Santa Maria Capua Vetere. Fatta edificare nel 432 da san Simmaco, fu dedicata alla Madonna. La sua particolarità risiede nel fatto che ha avuto numerosissimi rimaneggiamenti e modifiche, spesso in concomitanza con fatti storici importantissimi svoltisi all’interno. Le prime modifiche sostanziali risalgono al 787, quando Arechi II, principe di Benevento, stipulò con Carlo Magno un trattato di pace proprio all’interno della chiesa. Secondo l’Anonimo Salernitano, lo stesso Principe, come segno di gratitudine per la stipulazione della pace con i Franchi, aggiunsealla Chiesa, allora a tre navate con colonne in marmo provenienti dal tempio di Giove,la quarta e la quinta navata, dandoleil classico impianto basilicale. Fra le modifiche apportate, la peggiore riguardò la distruzione del mosaico paleocristiano absidale. La facciata, a salienti, è lunga e scandita da lesene, e su di essa si aprono tre portali di cui il centrale è sormontato da un medaglione con una decorazione ad angeli. Al suo fianco si innalza il campanile.L’interno invece si presentaa cinque navate scandite da 51 colonne l’una diversa dall’altra con capitelli corinzi, ed una volta incannucciata, che ha sostituito l’antico soffitto ligneo a cassettoni. Le colonne, così diverse tra di loro, offrono scorci sempre diversi della cattedrale. Pregevole è la cappella, barocca, dedicata a Santa Maria Suricorum, che ricorda la guarigione del principe Enrico per mezzo dei topi. L’appellativo Suricorum nel corso del tempo ha avuto numerose spiegazioni: alcuni dicono che sia una sorta di ex voto volto a scongiurare la presenza eccessiva di topi nelle campagne (in latino suricorum significa letteralmente “dei topi”), altri dicono che nel mosaico presente una volta sull’abside fossero raffigurati due topi.

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