L’abbazia di San Clemente è un complesso monumentale abruzzese, edificato nel paese di Castiglione a Casauria, nelle vicinanze di Torre de’ Passeri, in provincia di Pescara.
L’abbazia fu costruita per volontà dell’imperatore Ludovico II, il quale già alla metà del IX secolo acquisiva terreni in questa zona nell’intento di edificare un nuovo complesso che fungesse da presidio per il dominio imperiale tra i possedimenti delle potenti abbazie di Montecassino, di S. Vincenzo al Volturno e di Farfa. Edificata in posizione strategica lungo il tracciato della via Claudia Valeria a partire dal 873, l’abbazia divenne presto il baluardo meridionale dell’impero franco. A seguito dei danni causati dalle incursioni saracene, nel 951 la basilica fu ampiamente restaurata per poi essere di nuovo fortemente colpita dal terremoto del 990 e ricostruita nel 1025 sotto l’abate Guido. Al tempo dell’abate Trasmondo l’abbazia, che sempre più spesso subiva i soprusi dell’imperatore, si volse verso la protezione papale. 
La facciata è preceduta da un portico a tre fornici, detto esonartece, (il centrale a tutto sesto e i laterali a sesto acuto) con colonne e capitelli istoriati; dentro si aprono i tre portali che danno accesso alla chiesa che hanno lunette decorate ed archivolti a “ferro di cavallo”. La lunetta e l’architrave del portale centrale sono scolpite con immagini relative alla fondazione dell’abbazia. La porta centrale è in bronzo, ed è costituita da 72 formelle perlopiù con motivi ad intreccio aniconici di influenza araba e bizantina. Ai lati sono raffigurati, in forma standardizzata, 14 formelle che rappresentano i castra sottoposti all’abbazia, ognuna corredata dal nome del borgo. 
L’interno è composto da tre navate, divise da pilastri, con abside semicircolare, che conducono al pulpito. Le arcate ogivali con doppia ghiera trovano riferimenti nel primo gotico borgognone. La maggiore altezza della navata centrale permette l’apertura di monofore lungo i fianchi. Il transetto non è perfettamente ortogonale alle navate. Tramite due rampe di scale si accede alla cripta. L’altare maggiore è costituito da un sarcofago paleocristiano ricco di bassorilievi, sormontato da un ciborio del XIV secolo. 
Fra il terzo e quarto pilastro è posto il bellissimo ambone realizzato con molta probabilità negli anni immediatamente successivi al 1182. L’ambone è composto da quattro colonne che sostengono la cassa quadrangolare, secondo un modello diffuso in Abruzzo e in Italia meridionale; i capitelli presentano una decorazione a foglie di palma finemente scolpita che mostra legami con la scultura decorativa della Terra Santa, mediata da maestranze francesi; l’architrave è animato da un motivo a girale il cui forte intaglio crea effetti di vibrante chiaroscuro; nei plutei, ripartiti in riquadri da un geometrica cornice a palmette, emergono i grossi rosoni, tipici elementi decorativi del repertorio abruzzese, da cui si sviluppano tralci recanti fiori e frutta. 
Il ciborio invece risale alla prima metà del Quattrocento: la forma quadrangolare data dagli archi trilobi poggianti su quattro colonne è alleggerita in alto da una terminazione piramidale. Sul frontone del ciborio all’altare, sono raffigurati in riquadri gli Evangelisti sotto forma dei simboli del Leone, dell’Aquila, dell’Angelo e del Bue. Al centro tra due angeli c’è la Madonna col Bambino. L’architrave è decorato da motivi vegetali, diversi per ciascun lato.
Funge da altare un sarcofago di epoca paleocristiana della fine del IV, inizio V secolo.
Nella cripta due recinti absidali dividono le zone della chiesa primitiva da quella ricostruita dai Benedettini nel XII secolo. L’ambiente rettangolare è diviso da altre otto colonne a fusto liscio dove una lastra in pietra funge da abaco per le volte a crociera. I capitelli delle colonne sono corinzi.
 

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