Articolo curato dalla referente per la regione Puglia SELENIA DE MICHELE

Nei dintorni dell’abbazia di Pulsano si trovano numerosi eremi (per ora ne sono stati censiti 24) alcuni dei quali ubicati in luoghi davvero inaccessibili. Gli eremiti che abitavano queste celle erano sicuramente in comunicazione tra loro, dal momento che alcuni eremitaggi erano dedicati alla vita comunitaria e al lavoro collettivo (uno degli eremi è stato adibito a mulino). Gli eremi, alcuni dei quali affrescati, sono inoltre collegati tra loro da una rete di sentieri e scalinate oltre che da una vera e propria rete idrica di canali scavati nella roccia per convogliare le acque. Al pari dell’abbazia anche gli eremi sono stati vittime di occupazioni e di saccheggi fino a quando la nuova comunità di monaci insediatasi nell’abbazia ne ha reso fruibili e visitabili la maggior parte. Grazie alla mobilitazione messa in atto dai monaci gli eremi hanno raggiunto il primo posto al 5° censimento I luoghi del Cuore promosso dal FAI nel 2008 grazie alla raccolta di 34118 segnalazioni.
Gli eremi presentano strutture tutte diverse tra loro: alcuni sono costituiti da una semplice grotta posta lungo la parete scoscesa del vallone mentre altri, sono delle vere e proprie costruzioni solitarie su dirupi impervi. Non sappiamo con esattezza in quale periodo gli eremi fossero abitati ma possiamo supporre che lo fossero fin dai primi insediamenti daunici nella regione e che non furono abbandonati prima dell’era moderna considerati i deliziosi affreschi che adornano alcune celle, ancora oggi visibili.

Eremo di San Gregorio: presumibilmente è l’eremo più antico costituito da un’ampia cavità naturale di circa 200 mq, dedicato da sempre a San Gregorio Magno, fondatore del monachesimo sul Gargano. L’interno a forma di L converge in un piccolo antro adattabile a zona presbiteriale qualora vi siano celebrazioni di messe. Fino a poco tempo fa l’eremo versava in condizioni di abbandono ed era usato come stalla dai pastori della zona. Nel 1995 è stato ripulito ed ora ospita celebrazioni liturgiche, conferenze ed accoglienza di gruppi oltre ad ospitare permanentemente la mostra fotografica dedicata agli eremi stessi ad opera di A. Torre.

Eremo di San Michele: a quest’eremo si accede dal piazzale antistante la chiesa. Esso è costituito da tre locali intercomunicanti scavati nella roccia destinati a celle per gli eremiti e da una cappella in muratura posto ai margini di un vertiginoso strapiombo. Della piccola cappella restano solo le strutture murarie laterali mentre nelle celle si possono osservare i piccoli canali scavati nella roccia per convogliare le acque piovane.

Eremo di San Nicola: ubicato nel vallone sottostante la chiesa abbaziale vi si accede attraverso una lunga e scenografica scalinata scavata nella roccia. L’eremo è formato da due vani ricavati in parte da una cavità naturale e in parte da murature e presenta due ingressi scavati nella roccia. Allo stipite di uno di essi è scolpita una grossa croce greca contenente un’altra croce greca al suo interno. Sulle pareti interne si osservano resti di affreschi tra cui un’Annunciazione e una Crocifissione con oranti ed un monaco ed un abate inginocchiati in adorazione.

Eremo la Rondinella: è questo uno di quegli ubicato in un posto inaccessibile. Vi possono accedere infatti solo gli scalatori. È ubicato a strapiombo sulla vallata sottostante a circa 340 metri slm. Costituito da due celle più grandi delimitate da strutture murarie e da un’altra cella scavata nella roccia di dimensioni più piccole presenta anche un vano con giacitoi e mensole anch’esse scavate nella roccia. Deve molto probabilmente il suo nome alla sua posizione simile a quella che prendono le rondini prima di spiccare il volo.

Eremo il Mulino: osservandolo da lontano il visitatore è portato a chiedersi come abbiano fatto i monaci a trasportare materiale da costruzione a circa 400 metri di altezza su un abisso spaventoso. L’eremo è costituito da vari ambienti alcuni scavati nella roccia altri in muratura. Uno contiene un altare in pietra sul quale si apre una nicchia scavata nella roccia. Sul lato destro vi sono i resti di un affresco raffigurante l’Immacolata Concezione mentre sul alto sinistro un altro affresco raffigura San Giovanni, precursore della vita eremitica, sormontato da un affresco con lo Spirito Santo sotto forma di colomba.
L’eremo prende il nome dalla presenza in uno degli ambienti di una macina ricavata nella roccia, nonché di una grande cisterna destinata alla raccolta dell’acqua piovana intercettata tramite un’ingegnosissima rete di canali incavati anch’essi nella roccia. Dinnanzi troviamo lunghe mura perimetrali e diversi spiazzi che fanno intendere come questo dovesse essere uno dei principali eremi della comunità monastica allora presente svolgendo le funzioni di luogo di culto, di abitazione, oltre che di coltivazione, produzione e conservazione di derrate alimentari.

Eremo Studion: forse era dedicato a San Teodoro Studita da cui prende il nome. Vi si accede proseguendo il sentiero dall’eremo il mulino tramite altre scalinate rocciose. Gli interni sono composti da più vani, alcuni scavati nella roccia mentre uno è ricavato in muratura poggiando però su una preesistente cavità naturale. Una cella rocciosa con volta forata da un lucernario presenta una serie di volti di angeli affrescati; in un’altra grotta troviamo l’affresco di un santo eremita orante in ginocchio che riceve il cibo da un uccello: probabilmente Sant’Elia o San Paolo eremita. Su altre pareti laterali sono affrescate una Deposizione dalla croce e Sant’Antonio da Padova grazie alla cui rappresentazione possiamo dedurre che l’eremo fosse abitato già nel XII secolo.

Eremo di San Giovanni Abate: situato in fondo al vallone di Pulsano, si può raggiungere da Manfredonia. Dedicato da sempre al santo cenobiarca pulsanese, la tradizione vuole che San Giovanni amasse ritirarsi qui nei periodi di più profonda preghiera ed austera penitenza. L’eremo è costituito da un unico ambiente totalmente spoglio al quale si accede attraverso un ingresso sormontato da una lunetta nella quale si poteva ammirare fino a qualche anno fa un affresco raffigurante la Santa Madre di Dio venerata da un monaco orante a destra e da un angelo a sinistra. L’affresco è stato recentemente danneggiato da un incendio estivo.

SITOGRAFIA

http://www.abbaziadipulsano.org/abbazia-notizie-storiche/eremi/

https://www.fondoambiente.it/luoghi/eremi-dell-abbazia-di-santa-maria-di-pulsano

<h3><strong>GALLERIA FOTOGRAFICA</strong></h3>

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