Articolo curato dalla referente della regione Campania ROSSELLA D’ANTONIO

 

L’antichissima regione dell’Assiria era la terra fertile dove prolificò un grandioso popolo, lungo la fascia territoriale dell’alto Tigri, l’attuale nord Iraq, in Asia. Nel XIX secolo esplose la corsa allo studio di questa terra per riportare alla luce i reperti archeologici di una gloriosa civiltà.

La mostra GLI ASSIRI ALL’OMBRA DEL VESUVIO è visitabile dal 3 luglio al 16 settembre 2019 ed è curata da Paolo Giulierini, direttore del museo archeologico di Napoli e Simonetta Graziani. Il progetto scientifico, promosso dal MANN e dall’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, ha selezionato oltre quarantacinque reperti, provenienti, tra l’altro, da British Museum, Ashmolean Museum, Musei Vaticani, Museo Barracco, Musei Civici di Como e Musei Reali di Torino: fulcro dell’allestimento, i calchi ottocenteschi, appartenenti alle collezioni del MANN e non esposti da molti anni.

 

Il percorso si snoda in modo circolare attraverso tre sale del secondo piano del museo che ospitano reperti che ricostruiscono idealmente i tre palazzi che furono il centro del potere e della cultura degli Assiri: il palazzo di Nimrud, il palazzo di Ninive, infine il palazzo di Korsabad.

 

Nella prima sala si assiste alla ricostruzione grafica del palazzo di Nimrud, in cui erano collocati i rilievi originari, di cui il MANN presenta i calchi con scene di corte del re Assurnasirpal II, con attendenti e genio alato, mentre compie l’aspersione rituale (875-870 a.C.). L’ edificio imponente era formato da vani a forma rettangolare, sviluppati su due file intorno ad una corte centrale, il bitànu, (il settore della casa), e da una grande corte pubblica, il babànu, (il settore della porta), dalla quale si accedeva alla sala del trono. Gli ambienti erano decorati con lastre scolpite in calcare alabastrino che rivestivano le pareti nelle sale di rappresentanza: il tema predominante dei rilievi del palazzo è di natura rituale e mitico-simbolica, mentre le lastre narrative a tema bellico e venatorio decoravano la sala del trono.

Figura 1 Calco con scene di corte del re Assurnasirpal II, con attendenti e genio alato, mentre compie l’aspersione rituale (875-870 a.C.) Museo archeologico Nazionale di Napoli  ph R.D’Antonio

Alla fine della prima sala è esposta la replica in resina della ziqqurat di Khorsabad del VIII secolo a.C., il tempio mesopotamico costruito su sette terrazze quadrangolari sovrapposte, che dall’alto verso il basso, aumentano progressivamente di dimensione.

La seconda sala ha diverse sezioni, dalle spiegazioni circa la città di Ninive, dove si affrontano i temi dell’imperialismo e della guerra contro gli Arabi e contro l’Elam, fino alla descrizione, delle sale del palazzo di Khorsabad, possiamo ammirare un frammento di rilievo con  la testa di Sargon II.

Una carta dell’impero neo-assiro, IX e VII secolo a.C., mostra l’inarrestabile espansione che raggiunse il culmine con Assurnasirpal II (883-859 a.C.), con la costruzione della nuova capitale Kalkhu/Nimrud, con l’avvio delle prime campagne espansionistiche e l’apertura della via di accesso al Mare Mediterraneo. Con Salmanassar III, (858-824 a.C.), continuò questa politica, ma alla morte del sovrano gli assiri vissero un periodo di contrazione territoriale. Con Tiglath-Pileser III (744-727 a.C.), si riprese la fase di espansione, culminando con l’avvento dell’usurpatore Sargon II (721-612 a.C.). L’ incontro con gli arabi avvenne con i nomadi dell’Arabia settentrionale, nel tentativo di assumere il controllo delle rotte commerciali.

Figura 2 Frammento di rilievo Testa di Sargon II (721-705 a.C.) dal Palazzo di Sargon a Khorsabad Musei palazzo reale di Torino   ph Rossella D’Antonio

Lungo le pareti della mostra, una particolare attenzione è rivolta allo stile di vita della corte del re, ai parchi, alla caccia e ai sigilli reali. Una esistenza che si svolgeva nel benessere dei palazzi e dei giardini, allietata da banchetti e pietanze servite in vasellame di lusso, non mancavano intrattenimenti musicali, visibili nel rilievo raffigurante Assurbanipal e la regina Libbali-Sharrat a banchetto nel giardino reale (645-635 a.C.).

Figura 3 Calco del rilievo raffigurante Assurbanipal e la regina Libbali-Sharrat a banchetto nel giardino reale (645-635 a.C.) Palazzo nord di Ninive, Museo archeologico di Napoli ph Rossella D’Antonio

Protetti da teche di vetro si ammirano accessori in oro e collane in lapislazzuli o in corniola che, arricchivano l’abbigliamento del sovrano e della corte, con gioielli e l’uso di unguenti profumati, provenienti dalle periferie dell’impero e custoditi in preziose fiale di alabastro, datate VIII secolo a.C. Così come erano fondamentale l’uso di sigilli reali, impiegati come marchi di proprietà e garanzia. Il loro repertorio iconografico illustra tematiche attinenti a ogni aspetto della vita materiale e spirituale: economia, potere, guerra, religione e mitologia.

Figura 4 Sigilli reali con iscrizioni cuneiforme Museo Orientale Umberto Scerrato

Collane in lapislazzuli e corniola. ph Rossella D’Antonio

Altro aspetto della vita quotidiana importante era la caccia, che è documentata in Mesopotamia fin dal IV millennio a.C. Si tratta di un atto che rappresenta la lotta del sovrano contro le forze del caos, è un privilegio reale e un dovere religioso imposto dalle divinità. I racconti di caccia sono sempre preceduti da una invocazione religiosa. Questo rituale veniva svolto all’interno dei parchi reali, con il sovrano in piedi sul carro e armato di arco e frecce o di lancia.

Figura 5 Calco di un rilievo con scene di caccia dal palazzo nord di Ninive ( 645-635 a.C.) Museo archeologico di Napoli  ph Rossella D’Antonio

Nella terza ed ultima sala, l’attenzione è rivolta alle ricerche e alle testimonianze nel corso dei secoli della civiltà assira. Una traccia era presente nei testi dell’Antico Testamento e nel corso dei secoli, la volontà di riscoprire i luoghi sacri della cristianità, portarono alla scoperta di Pietro Della Valle dell’antico sito di Babilonia (1616), a cui seguirono numerose spedizioni di scavo.

Si illustra anche la storia dei calchi e di come furono acquisiti dal Museo archeologico di Napoli. Essi furono realizzati da Domenico Brucciani per riprodurre i rilievi neoassiri, rinvenuti nei palazzi di Assurnasirpal II, a Nimrud e di Assurbanipal, a Ninive, conservati oggi nell’Assyrian Basement del British Museum di Londra. Le riproduzioni delle grandi lastre in calcare giunsero al Museo Archeologico Nazionale grazie al dono di Alessandro Castellani, ambiguo e discusso esperto d’arte, in esilio a Napoli, ebbe il merito di comprare i calchi e di affidarli all’istituto all’epoca diretto da Giuseppe Fiorelli. Personalità eminente fu Henry Austin Layard, autore delle fortunate campagne di scavo che portarono in Inghilterra,nella metà del XIX secolo, alcuni capolavori dei palazzi neoassiri. Layard donò al MANN di Napoli un frammento di rilievo assiro ed alcuni pregevoli libri, riproposti nel percorso espositivo. In teche di vetro sono esposti documenti e litografie che ripropongono le campagne di scavo, un video touch screen permette al pubblico di sfogliare, leggere ed ingrandire le pagine dei testi appartenuti all’archeologo inglese.

 Figura 6 i monumenti di Ninive disegnati e raccolti nei volumi in folio da John Murray 1853  a sinistra e raccolti da Austen  Henry Layard  a destra  conservati nella Biblioteca Nazionale di Napoli

La mostra sugli Assiri meraviglia anche per la presenza di un’innovativa dotazione tecnologica: è stato creato, infatti, un ambiente immersivo, destinato successivamente a diventare uno spazio multimediale permanente del Museo Archeologico. In questa stanza sono proiettati in successione tre diversi filmati, realizzati da Capware, per approfondire i contenuti scientifici della antica civiltà. Occhiali multimediali dotati di lenti trasparenti consentono di fruire degli effetti suggestivi della Realtà Aumentata. Sono visibili ricostruzioni in 3D degli antichi palazzi e animazioni che ripropongono dettagli dei bassorilievi in mostra. Questo tipo di allestimento è concepito come un percorso multisensoriale: in sottofondo il pubblico ascolta le musiche composte da Antonio Fresa; la percezione tattile è garantita dalla stampa di oggetti in 3D; l’olfatto è stimolato dai diffusori di fragranze che, nella terza sala ricreano i profumi di un giardino assiro; il gusto, infine, è legato ai prodotti alla liquirizia, pianta che il popolo assiro utilizzava per le cure mediche. Cultura storia, scienza e tecnologia sembrano così essere le nuove muse capaci di attrarre un pubblico eterogeneo per età e istruzione, la mostra sorprende e si fa ammirare con piacere, un altro punto messo a segno dalla meravigliosa gestione museale del neo rieletto Paolo Giulierini direttore del museo archeologico di Napoli.

 

 

Alcune Informazioni

GLI ASSIRI ALL’OMBRA DEL VESUVIO

Dal 03 luglio al 16 settembre 2019-08-09

Museo Archeologico di Napoli, Piazza Museo Nazionale

INFOPOINT

tel. +39 081 4422 149

prezzo 15,00 euro ingresso al museo più mostra

Ridotto:2,00 per cittadini dell’UE tra i 18 e i 25 anni non compiuti