Bologna nel 1401 divenne la città dei Bentivoglio, famiglia toscana che alleata con i Visconti di Milano cacciarono il Legato Pontificio dalla città emiliana. Giovanni I Bentivoglio fu il primo della casata a governare sulla città, ma il prestigio e la rinomanza politica avvennero sotto Giovanni II, cugino del precedente signore di Bologna, Sante Bentivoglio. L’arte pittorica durante il XV secoloarrivò per lo più dai pittori ferraresi come Ercole de Roberti e Francesco del Cossa trovando poi sviluppi verso la fine del secolocon Francesco Francia e Lorenzo Costa. Dal 1506 i Bentivoglio vennero esiliati dal papa Giulio II, portando la città solo il potere papale.

 

Francesco del Cossa

Come già sappiamo Francesco del Cossa è un pittore appartenente all’Officina ferrarese del XV secolo. Dopo le scene affrescate nel Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia si trasferì stabilmente a Bologna attorno al 1470 dove fin da subito ebbe un’intensa attività, caratterizzata da commissioni di grande prestigio. La prima opera bolognese del pittore avvenne lo stesso anno del suo arrivo e fu la Pala dell’Osservanza1 in San Paolo in Monte; due anni dopo per GiovanniIIBentivoglio ridipinse la Madonna del Baraccano2, un affresco votivo di grande significato simbolico. Tra il 1472 e 73 assieme ad Ercole de Roberti portò a compimento il Polittico Griffoni3 commissionato da Floriano Griffoni mentre nel 1474 portò a termine la Pala dei Mercanti4commissionata da Alberto de Cattanei e Domenico degli Amorini, dove possiamo notare l’attenuamento dello stile bizzarro e tagliente tipico della pittura ferrarese a vantaggio di una maggiore monumentalità delle figure, portando nel panorama bolognese le novità pittoriche rinascimentali. Prima della morte avvenuta nel 1478 per la peste, del Cossa decorò le volte della Cappella Garganelli dentro la Cattedrale di San Pietro, portata poi a termine da Ercole de Roberti.

 

Opere Francesco del Cossa

1 Pala dell’Osservanza, 1470, Gemäldegalerie, Dresda.

 

2 Madonna del Baraccano, 1472, Chiesa di Santa Maria del Baraccano, Bologna.

 

3Polittico Griffoni, 1472-73 (figure dei santi esposte in vari musei).

 

4Pala dei Mercanti, 1474, Pinacoteca Nazionale, Bologna.

Ercole de Roberti

Anch’eglipittore dell’Officina ferrarese seguì Francesco del Cossa a Bologna ma a differenza di quest’ultimo lui tornò a Ferrara nel 1479. A Bologna il pittore lavorerà per lo più al fianco di Francesco del Cossa come nel caso dei Santi sui pilastrini ela Pradella con le storie di San Vincenzo Ferrer5 del Polittico Griffoni del 1472-73. In quest’ultima opera notiamo come il suo stile si sia evoluto, soprattutto nelle architetture organizzate razionalmente.

Nel 1475 de Roberti compì un ritratto di profilo per Giovanni II Bentivoglio e Ginevra Sforza, chiamato DitticoBentivoglio6. Questa tipologia di ritratto dominò nelle corti italiane per quasi tutto il XV secolo (si rifaceva all’ideale umanistico dei ritratti dei Vir Illustris, derivate dalle effigi degli imperatori nella monetizzazione romana). Prima del ritorno a Ferrara egli concluse gli affreschi della CappellaGarganelli7 iniziata sempre con del Cossa,che ebbe un forte impatto sulla scuola locale e sui visitatori che la videro tra cuiNiccolòdell’Arca e Michelangelo. Purtroppo degli affreschi della Cappella rimane un solo frammento raffigurante la Maddalena Piangente.

 

Opere Ercole de Roberti

5 Pradella con le storie di San Vincenzo Ferrer, 1472-73, Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano.

6 Dittico Bentivoglio, 1475, National Gallery of Art, Washington.

7Cappella Garganelli, 1478-1486, Pinacoteca Nazionale, Bologna.

Lorenzo Costa

Lorenzo Costa detto il Vecchio nacque a Ferrara nel 1460 daGiovanniBattistaCosta e Bartolomea. I primi passi in pittura furono condizionati quasi sicuramente dal padre, anche se successivamente come modello stilistico prenderà quello di Cosmé Tura. Una delle sue prime opere giovanili fu il San Sebastiano18del 1482,inizialmente attributo al Tura ma successivamente, dopo la trascrizione in latino dei caratteri ebraici sullo scudo in basso a sinistra si è riusciti a dedurre che l’opera era del Costa (firma del pittore a caratteri ebraici).

Nel 1483 Lorenzo Costa e tutta la sua famiglia si trasferirono a Bologna per sfuggire alla peste che stava affliggendo Ferrara e per la guerra contro Venezia. Già in quell’anno lavorava per iBentivoglio, signori di Bologna enella primavera del 1475 , venne nominato “pictor” in un atto notarile, questo ad indicare che all’età di 25 anni probabilmente lavorava già in proprio. Col tempo a Bologna strinse amicizia con Francesco Francia, altro illustre pittorebolognese del XV secolo. L’anno seguente Giovanni II Bentivoglio gli commissionò di dipingere la cappella di famiglia nella Chiesa di San Giacomo Maggiore, portando a termine la Vergine alla presenza della famiglia Bentivoglio19 nel 1488, completandola due anni più tardi con i due Trionfi20a,b(Trionfo della Morte e Trionfo della Fama). Nel biennio 90-92 del 400 il pittore oltre ai trionfi già citati fece il ritratto di Giovanni II Bentivoglio21 e la Pala Rossi22, ultima sua tavola eseguita in San Petronio. In quest’ultima opera vi è una svolta fondamentale nel suo percorso artistico che lo portò a distaccarsi dalle influenze di Tura e del Cossa, rimandando al canone classico dell’arte del Bellini, del Perugino e del Francia, senza però rinunciare al tocco leggero di geniale bizzarria padana tipicamente costesca. Verso la fine del secolo operò in San Giovanni in Monte per la realizzazione della Pala Ghedini23. All’inizio del secoloebbe un’attività molto intensa: per citarne alcune il pittore realizzò opere come l’Incoronazione della Vergine24(1501), San Petronio fra i Santi Domenico e Francesco25(1502) e lo Sposalizio della Vergine26 (1505).

Nel 1506 i Bentivoglio vennero esiliati a Ferrara da Papa Giulio II, ma il Costanon li seguì, dirigendosi a Mantova dove lavorerà per Isabella d’Este e vivrà fino alla sua morte avvenuta nel 1535.

 

Opere Lorenzo Costa

18San Sebastiano, 1482, Gemäldegalerie, Dresda.

 

19Vergine alla presenza della famiglia Bentivoglio, 1485, San Giacomo Maggiore, Bologna.

 

20a,bTrionfo della Morte e della Fama, 1490, San Giacomo Maggiore, Bologna.

 

21Ritratto di Giovanni II Bentivoglio, 1490-92, Galleria degli Uffizi, Firenze.

 

22Pala Rossi, 1492, Basilica di San Petronio, Bologna.

 

23Pala Ghedini, 1497, Chiesa di San Giovanni in Monte, Bologna.

24Incoronazione della Vergine, 1501, Chiesa di San Giovanni in Monte, Bologna.

 

25San Petronio fra i Santi Domenico e Francesco, 1502, Pinacoteca Nazionale, Bologna.

 

26Sposalizio della Vergine, 1505, Pinacoteca Nazionale, Bologna.

Francesco Francia

Francesco Raibolini detto il Francia, nasce a Zola Predosa tra il 1447-49. Prima di dedicarsi alla pittura la sua carriera iniziò nell’arte orafa, facendosi riconoscere per le “paci” in argento niellato. Nell’età giovanileebbe modo di viaggiare molto (Ferrara, Romagna, Marche, Firenze, Perugia, Mantova, Padova, Venezia) entrando in contatto con Piero della Francesca, AndreaMantegna, GiovanniBellini, il Perugino, AntonellodaMessina e le opere fiamminghe. Queste ultime costruiranno un tratto stilistico assai rilevante nella sua intera produzione. L’enorme patrimonio di conoscenze e di eredità stilistiche le troviamo nelle opere degli anni 80 e 90 del 400 come la Sacra Famiglia Bianchini8, la Crocifissione Bianchini9 del 1485, le Pale per la famiglia Felicini10,Malanzuoli11 e il ritrattodi Violante Bentivogliodel 1490e quello di Bartolomeo Bianchini detto Codro12del 1495. Altra opera realizzata lo stesso anno fu la Pala per la famiglia Scappi13 presso la Chiesa dell’Annunziata, a testimoniare come il pittore ricevette molte richieste dalle famiglie dell’aristocrazia bolognese. Alle fine del 1400 Anton Galeazzo Bentivoglio figlio di Giovanni II, chiese al Francia di realizzare per la Chiesa della Misericordia una Pala14da inserire nella loro cappella presso la Chiesa della Misericordia. Con il nuovo secolo il pittore portò a termine alcuni affreschi15a,b delle storie dei Santi Cecilia e Valeriano presso l’Oratorio di Santa Cecilia, oltre alla Madonna del Terremoto16 del 1505 (omaggio alla vergine per aver preservato la città dalle peggiori conseguenze del recente terremo).

Con la cacciata dei Bentivoglio e l’avvento di Giulio II, il pittore dal 1508 fu responsabile dei conii, ricevendo importanti commissioni da parte di famiglie prima emarginate come i Gozzadini, per i quali realizzò la Pradelladella natività e passione di Cristo, chiamata Visione di Sant’Agostino17.

Nell’ultimo decennio di vita il pittore fu in grado di rispondere più liberamente alle commissioni provenienti da signorie, città forestiere e committenti ecclesiastici come Guidobaldo di Montefeltro, Francesco Maria della Rovere e Isabella d’Este.

Il pittore morirà a Bologna nel 1517.

 

Opere Francesco Francia

8Sacra famiglia Bianchini, Gemäldegalerie, Berlino.

 

9Crocifissione Bianchini, 1485, Collezione Comunali d’arte, Bologna.

 

10Pala Felicini, 1490, Pinacoteca Nazionale, Bologna.

 

11 Pala Malanzuoli, 1490, Pinacoteca Nazionale, Bologna.

 

12Ritratto di Bartolomeo Bianchini detto Codro, 1495, National Gallery, Londra.

 

13Pala Scappi, 1495, Pinacoteca Nazionale, Bologna.

 

14Pala Bentivoglio, 1498, Pinacoteca Nazionale, Bologna.

 

15aSposalizio di Cecilia e Valeriano, 1505-06, Oratorio di Santa Cecilia, Bologna.

 

15bSepoltura di Santa Cecilia, 1505-06, Oratorio di Santa Cecilia, Bologna.

 

16Madonna del Terremoto, 1505, Palazzo Comunale, Sala d’Ercole, Bologna.

 

17Visione di Sant’Agostino, 1508, Pinacoteca Nazionale, Bologna.