Posizionato entro una nicchia nel transetto della Cattedrale di Cosenza, in cornu Evangeli.Il monumento era scomparso in seguito ai rimaneggiamenti subiti della Cattedrale e fu scoperto solo nel 1891 durante i lavori di restauro. Si ritiene che venne realizzato poco dopo la morte della Regina da uno scultore francese, forse facente parte del seguito dei reali, attivo nell’ottavo decennio del Duecento. L’opera è giunta frammentaria, priva di iscrizioni che doveva accompagnarla, delle probabili dorature, cromie e della cassa in cui furono conservate le spoglie della regina.  Il monumento è uno degli esempi più significativi di scultura monumentale dell’Ile-de-France conservato nell’Italia meridionale. Isabella D’Aragona era figlia di Giacomo I il conquistatore, re di D’Aragona, nel 1262 sposò a Clermont-en-Auvergne Filippo III di Francia. Nel luglio 1270,Isabella, accompagnò il marito Filippo III l’Ardito a Tunisi per Ottava Crociata, successivamente ad agosto, Isabella divenne regina di Francia per la morte del suocero Luigi IX di Francia. Al ritorno in Francia mentre attraversava il fiume Savuto nei pressi di Martirano, in Calabria, incinta di sei mesi, del quinto figlio, cadde da cavallo l’11 gennaio 1271. Filippo III fece seppellire nella Cattedrale di Cosenza le parti deperibili della regina insieme al figlio nato morto, mentre le ossa furono trasportate nella Basilica di Saint-Denis in Francia.

Il monumento si presenta come una trifora cieca a trafori di trilobi e quadrilobi in un disegno e un dettaglio di esecuzione di tardo rayonnant, simile a quello dei finestroni delle cappelle che venivano costruite lungo i fianchi di Notre-Dame a Parigi. I tre altorilievi a grandezza poco meno naturale assumono aspetto di statue entro nicchie e mostrano lo stile grazioso e sofisticato proprio ditantascultura, anche funeraria, prodotta in ambito della corte parigina. Al centro del monumento troviamo la Madonna con il bambino, dal panneggio sinuoso e che accenna a un delicato incurvarsi del corpo, tipico della statuaria francese del duecento e degli avori. Ai lati della Madonna troviamo inginocchiato e con le mani giunte, in atto di adorazione, compaiono la regina a sinistra e sulla destra Filippo L’ardito.  Lo studioso Stefano Bottari ha notato che il volto della regina è raffigurato con occhi chiusi, sembra calcato su una maschera mortuaria. Mentre i lineamenti del re sono simili a quelli che si vedono nella figura giacente del suo monumento di Saint-Denis, avviato per iniziativa da Filippo il bello nel 1298 e sistemato nel 1307.Nel caso della figura del re il confronto con la tomba di Saint-Denis è interessante perché, oltre ai tratti fisionomici e alle peculiarità del costume, che appaiono molto simili, si riscontrano analogie anche sul piano stilistico. Questo suggerisce l’origine e l’educazione francese dell’ignoto scultore autore della tomba cosentina, avvenuta appunto tra i cantieri di Saint-Denis e quelli di Notre-Dame.La presenza a Cosenza della tomba di questa regina deve considerarsi del tutto causale per l’imprevedibilità della morte avvenuta durante la caduta da cavallo.

 

Bibliografia e Sitografia

Arnone N., “Le tombe regie del Duomo si Cosenza”, Archivio storico per le provincie napoletane, 18, 1893, pp. 380-408.

Bottari S., “Il monumento alla Regina Isabella nella Cattedrale di Cosenza”, Arte antica e moderna, 4, 1958, pp. 399-344.

De Castris 1986, Arte di corte nella Napoli angioina, Napoli 1986,p. 161.

Foderaro G., “Il sepolcro della regina Isabella d’Aragona nel Duomo di Cosenza”, Bollettino calabrese di cultura e bibliografia, 7, 1990, pp. 292-306.

Martelli G., “Il monumento funerario della regina Isabella nella Cattedrale di Cosenza”, Calabria nobilissima, 4, 1950, pp. 9-21.

Romanini, Angiola Maria. Peroni Adriano, Arte Medievale, interpretazioni storiografiche, Spoleto 2005, pp. 403.

http://www.cattedraledicosenza.it/