Il Teatro Cavour è uno dei più antichi teatri nella città di Imperia, così chiamato in onore dell’omonimo conte Camillo Benso. Le numerose chiusure e riaperture nel corso della storia, dovute a problemi strutturali e mancanza di fondi, si riflettono fino ai nostri giorni: il Teatro Cavour, dopo 3 anni, tornerà nuovamente accessibile il 26 novembre 2019, in concomitanza con il patrono cittadino, San Leonardo.

 

L’edificio nasce nel 1861, quando il comune di Porto Maurizio diventa capoluogo (la città di Imperia nascerà più avanti, nel 1923), inizialmente grazie al Sindaco Domenico Acquarone, poi Carlo Rambaldi e all’arch. Gio Battista Olivieri dell’epoca.

 

Nel primo anno di progettazione troviamo la causa principale delle frequenti chiusure successive: una delibera straordinaria del Consiglio Comunale del 1861, secondo cui tutte le spese per la costruzione del nuovo Teatro dipenderanno dal Comune, non più dalle risorse private. Il risultato: ripercussioni future sulla programmazione, manutenzione e amministrazione finanziaria.

 

Altre problematiche si presentano durante la fase costruttiva, dove il comune scoprirà una sorgente d’acqua sotto il palcoscenico (causa di infiltrazioni d’acqua), che sarà motivo di continui interventi costosi e mai totalmente risolutivi.

 

Con il passare degli anni, gli interventi di “rattoppamento” e ristrutturazione si fanno sempre più frequenti, tanto da stravolgere il progetto iniziale, al fine di ospitare la sede del Municipio nei primi anni del 1900. Ciononostante, la programmazione lirica continuerà fino al 1915 con la Prima Guerra Mondiale.

 

Con l’arrivo del 1954 la sala ottocentesca viene trasformata in un vano rettangolare con una galleria in cemento e vengono demolite tutte le strutture interne di legno e muratura.

Si distrugge così uno dei più bei teatri di fine Ottocento. La struttura, oggi presente in via Cascione, conserva solo il palcoscenico con le sue dimensioni originarie.

 

Riguardo alla programmazione, sono stati messi in scena spettacoli come: il Faust di Gounod nel 1875 e la Bohème di Puccini la sera di Capodanno del 1899. Il compositore più rappresentato è Giuseppe Verdi con il Rigoletto, la Traviata, il Barbiere di Siviglia, il Trovatore e Lucia di Lammermoor e l’Aida (solo nel 1930).

Il periodo d’oro delle stagioni liriche comprende gli anni che dal 1936 al 1944, sotto l’attenta gestione di Natta Garibaldi e Rossi.

 

Vediamo come quella del Teatro Cavour, sia una storia travagliata, che oggi mostra le stesse, o ancor più gravi, problematiche di un secolo passato.

Quello del Teatro imperiese, non è un caso isolato e come di consuetudine, non possiamo fare altro che attendere la riapertura e sperare che sia l’ultima.