Siamo nel piccolo borgo medioevale di Antrodoco, in provincia di Rieti.

Qui sorge una piccola chiesa – con battistero annesso – intitolata alla Vergine.

La sua storia è complicata: essa si erge sui resti di un antico tempio dedicato alla dea Diana (V sec. a.C.). l’edifico, come lo vediamo oggi, è stato soggetto a vari rifacimenti che ne hanno alterato, in parte, l’aspetto originario.

La facciata a capanna è frutto di un rifacimento del XIX secolo, il portale originario venne sostituito con quello attuale duecentesco durante il restauro del 1950.

Il Santa Maria extra moenia venne consacrata dal vescovo di Rieti, Gerardo, nel 1051.

Durante l’epoca medioevale l’edificio venne nominato da papa Anastasio IV in una Bolla del 1154 ed infine fu sanzionata dallo stesso Federico I nel 1178.

L’interno è suddiviso in tre navate con profonda abside decorata con l’immagine di un Cristo pantocratore inserito all’interno di una mandorla.

Rispetto alla decorazione pittorica del catino absidale, tipicamente medioevale, le pitture superstiti della navata (quella meglio conservata è lo Sposalizio mistico di santa Caterina) si collocano cronologicamente nella seconda metà del XIV inizi XV secolo.

Addossato alla chiesa si erge un campanile a pianta quadrata il cui ritmo verticale è scandito da monofore murate, bifore e trifore.

Accanto alla chiesa vi è lo splendido battistero (fine XIV-inizi XV) a pianta esagonale riccamente decorato con storie della vita di san Giovanni Battista.

L’edifico è caratteristico: non ha raffronti nella zona e sembra di chiara derivazione settentrionale (probabilmente lombarda). L’interno è decorato da dipinti murali preziosissimi che rivelano l’importanza del sacramento del battesimo attraverso la descrizione della vita – e della morte – dell’uomo che battezzò Cristo: Giovanni battista.

Le maestranze, a giudicare dallo stile, sembrano riferirsi allo stile abruzzese e laziale databili fra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento.

I dipinti si raccolgono in tre cicli: Storie di san Giovanni, Fuga in Egitto e Strage degli innocenti. Notevole appare il Giudizio finale sul portale d’accesso; un inferno che doveva incutere terrore a chiunque lasciasse l’edificio, essendo l’ultima immagine che si vedeva fungeva come un monito.

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