RITRATTO DI DONNA. IL SOGNO DEGLI ANNI VENTI E LO SGUARDO DI UBALDO OPPI

Ritratto di donna, è questo il titolo che si è voluto dare alla mostra in essere da Giovedi 6 dicembre 2019 a Vicenza, nei meravigliosi spazi della Basilica Palladiana.

Una mostra dal sapore sensuale e coinvolgente, in cui l’amicizia femminile, il sogno, il doppio riflesso nello specchio, il rapporto tra il pittore e la modella,donne fiere al punto di divenire feline, la nostalgia di paradisi perduti, ma anche la crudezza della realtà, sono i temi centrali della mostra.

Dipinti, gioielli, abiti firmati Chanel, rendono immersiva e suggestiva questa esperienza di vita che Oppi e i contemporanei del suo tempo, come Felice Casorati, Mario Sironi, Antonio Donghi, Achille Fumi, Piero Marussig, Mario Cavaglieri, Guido Cadorin e Massimo Camigli, hanno voluto raccontare, e noi siamo partecipi di questo racconto personale e eterno.

Oppi, cresciuto a Vicenza ma formatosi Vienna, Venezia e Parigi, ha un immediato successo in mostre importantissime, anche e soprattutto nella Milano e Roma dei primi anni venti, dove viene scoperto da Ugo Ojetti e Margherita Sarfatti, la quale afferma: “la pittura appare tra tutte l’arte magica per eccellenza”.

Una delle correnti di pittura più affascinanti degli anni Venti è quella del”Realismo Magico” -di cui Ubaldo Oppi è uno dei maggiori esponenti-, in cui la visione della realtà è immersa in una atmosfera di meraviglia e di attesa, e questa aura di sogno si respira tutta in questo spazio museale costruito ad hoc per accogliere sia questa mostra che le successive esposizioni, in prospettiva di un grande progetto di rilancio della Basilica Palladiana di Vicenza come spazio espositivo per eventi culturali di rilevanza internazionale.

 

L’ ESPOSIZIONE.

L’esposizione è curata da Stefania Pontinari, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università Cà Foscari di Venezia, la quale ha suddiviso in sette sezioni la mostra:

Sezione 1: UNA PRIMAVERA DELL’ARTE. La Secessione Viennese ci accoglie con i suoi ultimi echi e simboli, che influenzano ancora la ricerca artistica dei pittori italiani degli anni Dieci. In questa sala svetta tra tutte LA GIUDITTA II di GUSTAV KLIMT (1909). Questa sezione ricrea la suggestione della sala dedicata a Klimt alla Biennale di Venezia del 1910.

 

Sezione 2: LE MUSE STRANIERE. In questa parte si intende dar merito all’intreccio delle affascinanti suggestioni che giungono anche da Parigi, intesa dagli artisti come la Ville Lumière della Belle Epoque, dove imperano divertimenti e dissolutezza, ma che è anche il laboratorio dell’avanguardia, in cui si mescolano intelligenza e disperazione. Le donne, in questa fase, divengono fatali o perdute, sono ritratte nel loro incedere nella vita moderna: mentre sono nei caffè vestite alla moda, compiaciute della loro gioventù, o smarrite e distanti come falene nella notte.

 

Sezione 3: PASSAGGI. Qui troviamo il racconto del passaggio dalle vie di Montmatre, dove Oppi si recò tra il 1913 ed il 1913, al suo ritorno in Italia in cui, nel 1915 viene spedito al fronte a combattere: da qui i soggetti di profughi e addii.

 

Sezione 4: NOVECENTO. Siamo negli anni Venti. Sta avvenendo un rinnovamento nelle arti: Valori Plastici, Novecento Italiano, Realismo Magico, Nuova oggettività, sono tra le correnti e i gruppi che indicano una strada nuova, ispirata anche alla classicità e all’italianità del Rinascimento italiano. In questo periodo avviene l’incontro tra Ugo Ojetti e Margherita Sarfatti con Ubaldo Oppi.

 

Sezione 5: IMMAGINAZIONE. In questo spazio domina l’opera LE AMICHE (1924), dando origine ad una rosa di possibili chiavi di lettura, come per esempio due amiche, due sorelle o due sculture. Negli anni Venti dive del cinema e della moda come Josephine Baker, Amelia Louise Brooks, Greta Garbo o Coco Chanel lanciano l’immagine di una donna nuova e diversa: dotata di una diversa silhouette ma anche di ambizioni moderne. Questo è il messaggio che si vuole lanciare attraverso questa sala: il progresso femminile.

 

Sezione 6: VISIONE. Questa parte della mostra presenta un momento di riflessione sul momento storico e sulle figure del tempo, sul ruolo sociale del lavoro, sul ruolo sociale del lavoro ed il confronto con la controparte maschile.

 

Sezione 7: PARADISO PERDUTO. Scandali e successi: Le “donne nuove” sono ardite e sanno essere anche scandalose, ma sono costantemente rinchiuse anche in ruoli tradizionali, subordinati, come quello della modella per il pittore, che diviene solo un oggetto da contemplare o desiderare


STORIARTE NELLE FIANDRE: RACCONTO DI UN VIAGGIO TRA STORIA, ARTE E SOGNI

STORIARTE NELLE FIANDRE: RACCONTO DI UN VIAGGIO TRA STORIA, ARTE E SOGNI

Quando sono stata contattata per questo viaggio nelle Fiandre, quasi non potevo crederci. Mi si chiedeva di andare a visitare luoghi che avevo avuto la possibilità di vedere e studiare solo nei libri. Chiaramente, la paura c’è stata da subito, ma sarebbe stata più la frustrazione di restare nella zona di comfort che quella di lasciare il certo per qualcosa di mai vissuto.

Le tappe di questo viaggio sono state BRUGES e GENT, due cittadine situate nel cuore pulsante delle Fiandre e che racchiudono l’essenza stessa della cultura fiamminga.

Il Tour è iniziato da BRUGES, il 15 ottobre, con una visita al centro storico della città e, grazie alla guida di ANNE, abbiamo avuto modo di comprendere la vita e la storia del luogo.

Il Markt, ossia la piazza principale della città, è il fulcro intorno al quale si sviluppa la vita sociale cittadina, circondata da adorabili case in stile tutte colorate  al centro del quale sorge la torre di vedetta, che anticamente serviva per proteggere il centro abitato da attacchi esterni.

Subito dopo ci siamo recati al Beghinaggio, luogo in cui le donne, durante le crociate, si riunivano per formare una comunità e per sentirsi al sicuro durante l’assenza degli uomini in guerra.

Tutta la città è attraversata da canali e ponti, che rendono il soggiorno molto romantico. I canali sono navigabili, infatti ci sono vari punti di attracco per fare delle piccole gite lungo le acque di Bruges.

Il 16 ottobre è stata la giornata destinata alla scoperta della vita di van Eyck,quindi ci siamo recati nel suo quartiere, abbiamo visto la casa dove ha abitato e la statua nella piazza a lui dedicata.

Lo sapevate che van Eyck era tenuto in altissima considerazione alla corte di Duca Filippo il Buono, suo Signore? Ebbene sì, fu il Pittore di Corte di Filippo il Buono il perfezionatore della tecnica della pittura a olio, che verrà celebrata nel 2020 nella grande mostra a lui dedicata: VAN EYCK. AN OPTICAL REVOLUTION (per info qui: https://vaneyck2020.be/en/).

Visto il maltempo abbiamo approfittato per visitare l’Historium, un‘ attrazione multimediale ed interattiva che sta proprio nel Markt, il cui scopo è di proiettare il visitatore nell’epoca del Maestro e a quando l’opera della Madonna del Canonico van der Paele venne dipinta. In questo museo si fa un vero e proprio salto indietro nel tempo, perché sono state ricreate le esatte ambientazioni, i rumori, i suoni e gli odori dell’epoca. Un’esperienza immersiva che rende davvero l’idea di cosa voleva dire vivere durante il rinascimento fiammingo! (https://www.historium.be/en )

Una tappa importante per scoprire i dipinti dei Primitivi Fiamminghi a Bruges è stata la visita al Museo Groeninge, custode di due importanti opere di Jan van Eyck: il RITRATTO DI MARGARETA e la MADONNA DEL CANONICO VAN DER PAELE.

Da lì ci siamo poi spostati all’ OSPEDALE DI SAN GIOVANNI, al cui interno sono conservati una quantità notevole di dipinti di HANS MEMLING, altro grande artista del luogo e del tempo di van Eyck.

Il direttore RUUD PRIEM ci ha accolto e ci ha spiegato le origini di tale luogo, ossia che storicamente i malati venivano condotti lì, non per essere curati nel corpo, ma nello spirito. Solo successivamente si è iniziato a curare la malattia in modo scientifico, infatti al suo interno sono conservati, oltre alle opere d’arte, anche vari strumenti medici. In supporto a questo luogo di cura,venne fondata anche una farmacia, caduta in disuso negli anni ‘70 e che ora è diventata luogo di interesse culturale annessa all’ospedale.

Terminata questa visita il nostro tempo a Bruges era terminato, ed era già ora di spostarsi a GENT, che ci ha accolti sotto una pioggia battente.

Gent, città universitaria, conserva il più grande patrimonio lasciatoci dal grande maestro van Eyck, il POLITTICO DELL’AGNELLO MISTICO.

 

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Si sta ultimando la seconda fase del restauro su questo dipinto maestoso, che verrà presentato ufficialmente in tutto il suo rinnovato splendore con una grande mostra a lui dedicatagli nel 2020 (https://www.mskgent.be/en/home), infatti, una parte del polittico si trova dal 2012 in restauro presso il museo MSK di Gent.

 

Nell’autunno del 2016 è stato completato il restauro dei primi otto pannelli esterni del polittico, che ora si possono ammirare in una sala appositamente allestita all’interno della Chiesa di San Bavone.

Al momento il team di restauro sta lavorando alla seconda fase: il registro inferiore della pala d’altare, contenente l’imponente pannello centrale con l’agnello. Gli esperti restauratori stanno rimuovendo, con la massima cura, gli strati di pittura che si sono sovrapposti nel corso del tempo, e permettendo al vero virtuosismo di Jan van Eyck di venire nuovamente alla luce.

I restauri hanno rivelato i colori, i dettagli, le pieghe e la profondità proprie dell’opera e che dimostrano ancora una volta la bravura dell’autore.

In primo luogo i restauratori hanno svelato l’agnello originale, che ha dimostrato di avere un muso molto più “umano” rispetto alla versione che prima si vedeva dipinta. Intorno alla metà del XVI secolo, la testa dell’agnello venne ridipinta. Quando nel 1951 i restauratori rimossero la vernice verde intorno all’agnello, vennero alla luce le due orecchie originali della bestiola.

I restauratori hanno inoltre scoperto, sotto gli strati di vernice, una serie di edifici sconosciuti.

Come base per gli innumerevoli strati di pittura ad olio del polittico, Jan van Eyck scelse di utilizzare dei pannelli di quercia ai quali sovrappose strati sottili di gesso e colla animale: il risultato, visibile ancora oggi, è un effetto traslucido  che sembra creare una dimensione aggiuntiva e che fa sembrare che la vernice brilli dall’interno.

 

JAN VAN EYCK E IL 2020: LA GRANDE ESPOSIZIONE

Il 2020 sarà l’anno dedicato a JAN VAN EYCK, a conclusione del progetto triennale “Flemish Masters 2018-2020” promosso da VISITFLANDERS.

Il progetto è strutturato per focalizzarsi ogni anno su un artista diverso, facendo emergere la sua arte, le città fiamminghe che l’hanno ospitato e che lo celebrano con eventi e mostre.

Il 2018 è stato l’anno  dedicato a RUBENS, con la rassegna “Anversa barocca 2018. Rubens Inspires” e la città coinvolta è stata Anversa.

Il 2019 è l’anno di BRUEGEL, in occasione del 450° anniversario della sua morte  e si è concentrato a Bruxelles, Pajottenland e in parte ad Anversa.

Il 2020, come anticipato, sarà l’anno di JAN VAN EYCK, con la città di Gent come protagonista, in occasione della fine della seconda parte del restauro del POLITTICO DELL’AGNELLO MISTICO, iniziato nel 2012.

Al termine del restauro verrà inaugurata una grande mostra in programma dal primo febbraio a fine aprile 2020 dal titolo: “VAN EYCK. AN OPTICAL REVOLUTION

La mostra si svilupperà intorno ai pannelli esterni restaurati del polittico di Gent, ed includerà più della metà delle 23 opere dell’artista attualmente esposte in altre parti del mondo.

Questa sarà una grande occasione per poter ammirare il maggior numero di opere del maestro fiammingo tutte nello stesso luogo, inoltre questi tesori saranno esibiti accanto alle opere di contemporanei di van Eyck di maggior talento.

 

APERTURA DEL NUOVO VISITOR CENTER NELLA CATTEDRALE DI SAN BAVONE

A ottobre 2020 verrà inaugurato il nuovissimo VISITOR CENTER all’interno della Cattedrale di San Bavone.

Attualmente si stanno ultimando i lavori di messa a punto delle sale.

In questo centro verranno sperimentate delle nuove tecniche di presentazione per evidenziare la storia che si cela dietro  il Polittico.

Grazie all’ausilio della realtà aumentata, si potrà osservare ed apprezzare la  campagna di restauro che si sta ultimando, e conoscere la straordinaria storia del pannello centrale del Polittico.

All’ingresso, i visitatori riceveranno un set di occhiali per la realtà aumentata, che darà loro la possibilità di vedere mura medioevali e numerose opere d’arte come se fossero effettivamente sul posto.

Grazie all’aiuto di simulazioni storiche e moduli interattivi, i visitatori potranno sperimentare le diverse fasi di costruzione della cattedrale, avvenuta in periodi storici diversi, nonché la storia movimentata della Pala d’ Altare di Gent.