Argento

Dopo l’oro il materiale più prezioso è l’argento. La sua lavorazione risale ad un’età più tarda a causa dei problemi legati alla tecnica. Come l’oro anche l’argento è raro da trovarsi allo stato puro o cristallino mentre lo si trova frequentemente come componente di alcuni minerali metalliferi come la galena.

Il minerale è raccolto tra i materiali alluvionali o estratto da giacimenti, cernito, frantumato e sottoposto alla flottazione in acqua corrente: il minerale utile scende sul fondo per il suo peso elevato mentre il rimanente è portato via dall’acqua. Per separare l’argento dal piombo argentifero si pone il minerale in grossi crogioli collocati in appositi forni per la fusione.

Il risultato di questa prima operazione sono i lingotti di piombo argentifero che vengono poi portati nei forni per l’affinamento. Il processo basilare di affinamento prende il nome di “COPPELLAZIONE” da cuppella, piccola coppa o crogiolo dove fondendo il piombo argentifero si riesce a separare il piombo dall’argento.

Quando il crogiolo è abbastanza pieno di metallo prezioso, si aumenta leggermente la temperatura in modo da raggiungere il punto di fusione dell’argento (960° C) e mediante un intenso flusso d’aria si provoca l’ossidazione dell’ultimo strato superficiale di piombo. Questo forma una sorta di scoria che viene eliminato per liberare la naturale lucentezza dell’argento.