Foglia d’oro

Un genere che si sviluppa in età romanica in Toscana è quello delle Croci dipinte e all’interno di queste, e più in generale nel genere della pittura su tavola, una delle componenti essenziali è l’uso della FOGLIA D’ORO.

Il procedimento tradizionale per laminare l’oro consisteva nella lunga battitura, con un martello a testa larga, di una piccola quantità di oro posta tra due fogli quadrati (circa 8 cm di lato) di pelle di battiloro. La battitura poteva essere operata contemporaneamente su una decina di frammenti d’oro, impilati uno sull’altro alternati alle pelli ed inseriti in una tasca di pelle o di pergamena.

Oltre alla foglia d’oro si usava spesso la più economica lamina di stagno che, dopo l’applicazione di un sottile strato di resina giallastra, ben si prestava ad imitare il colore dell’oro. Questa vernice era composta da resina sandracca sciolta in olio di lino ed il suo colore giallo era dovuto ad un bagno in vino o birra e polvere di zafferano. In alcuni casi le lamine di stagno venivano a loro volta ricoperte di foglia d’oro per poter essere più agevolmente tagliate ed utilizzate sui dipinti in modo da figurare elementi a rilievo come stelle o armature.

Per applicare la foglia d’oro nei dipinti su tavola si utilizzava una preparazione di gesso e bolo armeno. Il bolo armeno è una terra rossastra che si scioglie in acqua o si impasta con bianco d’uovo per poi essere applicata a pennello sulla preparazione in gesso. Per far aderire le lamine sugli affreschi, invece, i pittori utilizzavano sostanze più forti, miscele oleo resinose in grado di mantenersi collose per un certo tempo. Tali mordenti erano composti da olio di lino cotto, biacca, verderame e sandracca o ambra sciolta.

Dopo aver steso il collante e tagliato la foglia d’oro con l’apposito coltello senza lama, l’artista prelevava la lamina con una pennellessa e con questa la depositava sul mordente favorendone l’adesione tramite un tampone di ovatta. La foglia d’oro così applicata poteva anche essere ulteriormente decorata con punzoni o a graffito.