Fusione a tasselli

Nella scultura preclassica le leghe dei bronzi sono generalmente assai ricche di rame (circa 90%) e povere di stagno, metallo particolarmente costoso.

In epoca romana si comincia a sperimentare l’uso di leghe bronzee diverse che consentono applicazioni più complesse: per migliorare la resa in fusione si diminuisce la percentuale di rame e si aumenta quello dello stagno che viene unito a zinco e piombo. Si ottiene una lega più fluida adatta ad una riproduzione più precisa del modello.

Dal III sec. a.C. la fusione a cera persa viene sostituita dalla fusione a tasselli, in questo modo si recupera il modello e si può avere una riproduzione “in serie” di statue in bronzo in modo da poter rispondere all’aumentata richiesta di opere d’arte della nuova e ricca società romana.

. Nella fusione a tasselli il modello è interamente plasmato in argilla e su di esso si applicano delle forme in gesso staccabili corrispondenti alle varie parti (i tasselli). Una volta che il gesso si è solidificato i tasselli che riproducono perfettamente il modello vengono tolti e rimontati a parte per essere rivestiti all’interno di cera che, una volta solidificata, staccata e ripulita viene riapplicata sul modello in argilla. A questo punto si procede con la fusione.