Lino

Una delle industrie più importanti delle Fiandre fin dal XII secolo è quella legata alla lavorazione del lino che veniva utilizzato nell’abbigliamento, nell’arte degli arazzi, nei pizzi ma anche in applicazioni più umili come gli stoppini per le lampade e le candele.

La fibra da tessere è ricavata dal fusto di una pianta appartenente alla famiglia delle linacee, il Linum usitatissimum, dai cui semi si ricava anche l’olio. I territori più adatti alla coltivazione del lino da fibra sono i paesi umidi come le Fiandre, la Slesia e i paesi baltici. La raccolta del lino va effettuata nel periodo che va dalla sfioritura alla maturazione del frutto, ma in momenti diversi a seconda del prodotto che si vuole ottenere.

Se si desidera una fibra molto fine lo si raccoglie quando il fusto è ancora verde e il frutto è appena formato. La fibra che si ricava, sottile ma poco resistente è chiamata lino azzurro ed è utilizzata per la fabbricazione di merletti e ricami; il lino bianco è invece ricavato dalla pianta giovane ma con il frutto più maturo, ha la fibra meno fine ed è usato tutt’oggi nell’abbigliamento. Per lavorazioni che richiedono fibre dure e grossolane invece il lino viene raccolto a completa maturazione.

Dopo la raccolta gli steli sono messi a seccare e successivamente separati dai semi sottoposti a macerazione per poterne ottenere la fibra. La macerazione avviene soprattutto in vasca. Nelle Fiandre i maceri venivano alimentati dalle acque lente del fiume Lys adattissime sia alla macerazione sia al successivo candeggio dei filati. Dopo l’asciugatura le fibre vengono sottoposte a sgranalatura che consiste in una violenta battitura dei fusti in modo da rompere la parte legnosa che verrà completamente eliminata con la scotolatura.

Questa operazione molto delicata, nelle Fiandre, veniva eseguita con il cosiddetto “MULINO FIAMMINGO” formato da spatole o ventole sottili in legno che girano veloci su un asse e sbattono sulle fibre raddrizzandole, pulendole ed ammorbidendole. Dipende poi dalla bravura della filatrice valutare il tipo di fibra e migliorarne la resa.