Mosaico

Il mosaico è una composizione pittorica ottenuta mediante l’utilizzo di frammenti di materiali (tessere) di diversa natura e colore (pietre, vetro, conchiglie), che può essere decorata con oro e pietre preziose. L’origine del termine “mosaico” è incerta alcuni lo fanno derivare dal greco µουσαικόν (musaikòn), “opera paziente degna delle Muse”; in latino veniva chiamato opus musivum, cioè “opera delle Muse” oppure “rivestimento applicato alle grotte dedicate alle Muse stesse”. Il richiamo alle Muse è dovuto all’usanza degli antichi romani di costruire, nei giardini delle ville, grotte e anfratti dedicati alle Ninfe (ninpheum) o Muse (musaeum), decorandone le pareti con sassi e conchiglie. Potrebbe derivare anche dall’arabo muzauwaq, che significa “decorazione”.

Esistono principalmente due tipi di mosaico: quello PARIETALE e quello PAVIMENTALE. Un altra distinzione, oltre il luogo di applicazione, si basa sui materiali utilizzati: quello pavimentale si avvale di marmi e pietre naturali mentre quello parietale di vetro o smalti. A questa differenziazione è strettamente legata la periodizzazione dell’opera musiva. Nel periodo antico è maggiormente diffuso quello pavimentale mentre in età cristiana prevale quello parietale.

Per quanto riguarda la realizzazione del mosaico non abbiamo testi di riferimento e tutto ciò che sappiamo lo si deduce dai restauri. E’ emerso che le tessere potevano essere applicate in modo diverso diversificando i tipi di mosaico:

– OPUS SIGNUM: è la tecnica più antica; le tessere usate erano costituite da pietre naturali non lavorate che venivano applicate su mosaici approssimativi.

– OPUS CASELLATUM o TESSELLATO:
si sviluppa dal III secolo a.C. ed è un mosaico pavimentale le cui tessere hanno forma quadrata e dimensioni varianti da 1 a 1,5 cm. Le pietre usate sono quelle naturali ma non è escluso l’uso di tessere in vetro (es. mosaico del Nilo visto pocanzi).

– OPUS VERNICOLATUM: la dimensione delle pietre usate è ridotta, circa 1 mm. e il mosaico che ne derivava era detto MINUTO. Era usato per icone o immagini di piccole dimensioni.

– OPUS MUSIVUM: è il mosaico parietale. Questo era eseguito su un intonaco sul quale era raffigurato un disegno di base. L’intonaco usato era di tipo ARMATO cioè rinforzato in quanto doveva sostenere il peso notevole delle tessere di vetro che vi erano applicate. Nei mosaici parietali di età paleocristiana nasce il fenomeno dell’INCLINAZIONE DELLE TESSERE: queste non erano parallele al muro ma inclinate tenendo conto delle fonti di luci da riflettere.

Ci sono due metodi di realizzazione di un mosaico:

– METODO DIRETTO: dopo avere effettuato un disegno a carboncino sul supporto, si applicava uno strato poco spesso di adesivo sulle zone da lavorare. Si disponevano inizialmente le tessere più grandi, quindi si inserivano le più piccole; questa disposizione era realizzata dell’esterno verso l’interno. In seguito si applicava uno strato di cemento (per le giunzioni tra le tessere) che si asportava dopo l’essiccazione.

– METODO INDIRETTO: si attaccavano le tessere alla rovescia su un supporto provvisorio, per ottenere una superficie piana. Quindi si incollava il tutto sul supporto definitivo, e si toglieva il fondo provvisorio.