Tecniche artistiche dell’alto medioevo

Prima di elencare le tecniche usate nel Medioevo bisogna ricordare che queste sono strettamente legate ai materiali usati nell’arte. In particolare, dal momento che stiamo trattando i secoli dell’Alto Medioevo caratterizzati dalla lavorazione dei metalli, tutte le tecniche di cui vi parleremo sono legate all’uso di quest’ultimi.

Tra i metalli più diffusi fin dall’antichità troviamo sicuramente l’ORO. Questo grazie alla sua MALLEABILITA’ si presta a varie metodologie di lavorazione. I metodi base, sono tuttavia due: la FUSIONE e la LAMINATURA.

Il primo metodo consiste nel cuocere il pezzo d’oro fino a quando questo non giunge ad uno stato liquido. A questo punto il liquido viene colato in una matrice in cui è realizzata in negativo la forma che si vuole avere in positivo. La fusione può essere di due tipi: fusione piena o fusione a cera persa.

Nella FUSIONE A CERA PERSA viene prima realizzato un modello in terra cotta finito in tutti i dettagli. Una volta asciugato il modello viene rivestito con uno strato di gesso che una volta seccato viene tolto e diviso in due valve. La scultura in terra cotta viene levata e lungo la superficie interna dello stampo si estende uno strato di cera a caldo. Il vuoto tra le due valve viene poi riempito di terra e una volta fatta questa operazione le due valve vengono riunite.

Si fa quindi colare l’oro; il calore sprigionato dalla terra presente all’interno fa sciogliere la cera e lo spazio precedente occupato da questa viene riempito con l’oro. Si lascia raffreddare il tutto dopodichè si aprono le due valve.

Nel Medioevo la tecnica più diffusa era la LAMINATURA. L’oro allo stato grezzo veniva trasformato in uno stato semiliquido e lavorato in una lamina che prende il nome di FOGLIA D’ORO. Le lamine ottenute venivano lavorate utilizzando tre tecniche fondamentali: lo SBALZO, lo STAMPO e l’INTAGLIO. Lo SBALZO consiste nel lavorare la lamina sul retro con martelletti e scalpelli imprimendo in negativo la forma tridimensionale che appariva poi in positivo sul lato principale della lamina.

Si usava un disegno preparatorio fatto a BULINO (strumento appuntito). Sul diritto dell’immagine alcuni dettagli erano realizzati con piccole incisioni realizzate con il CESELLO. Lo STAMPO prevedeva la decorazione della lamina tramite un disegno realizzato in una forma di bronzo o di pietra. La lamina d’oro è posta in mezzo tra due valve e poi pressata prima che si raffreddi.

Il disegno si traspone quindi dalla forma negativa alla lamina in positivo su entrambi i lati. L’INTAGLIO non prevede una forma e la decorazione si interrompe bruscamente in quanto la lamina è tagliata. L’intaglio può essere lasciato A JOUR o prevedere una lavorazione A TRAFORO.

Altra tecnica molto usata era quella della FILIGRANA vale a dire un filo d’oro realizzato attraverso la saldatura continua di microscopiche sfere d’oro. Per ottenere invece effetti cromatici veniva usato il NIELLO, vale a dire una pasta di colore scuro inserita a freddo all’interno di solchi appositamente tracciati con il cesello in fase di creazione.

La bicromia può essere ottenuta anche con la DAMASCHINATURA. Questa volta il riempimento dei solchi tracciati precedentemente avviene a caldo. Il modo più diffuso per arricchire cromaticamente un oggetto è usare al suo interno due metalli nobili con il processo della DORATURA eseguita a mercurio. Facendo riscaldare la lamina d’oro il mercurio cambia natura diventando un collante. L’oro aderisce con l’argento e non può più essere tolto.

La policromia poteva essere ottenuta anche inserendo all’interno del manufatto, avori, gemme e perle, cammei e smalti. Lo SMALTO è una tecnica complessa che ha diverse modalità di produzione. Se ne distinguono 4 tipi principali.

Lo SMALTO CLOISONNE’ o alveolato ha origini orientali. La lastra di fondo è in oro e presenta delle fascette verticali che delimitano gli alveoli che vengono riempiti con pietre e paste vitree di vari colori.
Di derivazione bizantina è lo SMALTO CHAMPLEVE’. Questo è uno smalto a sbalzo in negativo: la lastra in oro viene lavorata per ottenere al suo interno la sagoma della figura che sarà poi riempita con lo smalto colato a caldo e poi lasciato raffreddare. La figura è colorata e risalta all’interno di uno spazio monocromo.

Da questo tipo di lavorazione deriva lo SMALTO TRANSLUCIDO usato in età gotica. Lo smalto è su un metallo lavorato a basso rilievo dove è definita una raffigurazione precisa in tutte le sue sottigliezze. Su questo basso rilievo viene colata la pasta vitrea di diversi colori. Lo SMALTO EN RONDEBOSSE nasce in Francia alla fine del ‘300 ed è uno smalto opaco che viene applicato su un soggetto a tutto tondo.