VILLA AYALA A VALVA

C’è un luogo in provincia di Salerno che sembra essere rimasto fermo in un’epoca imprecisata, dove l’eleganza e il manierismo dominano incontrastati. È Villa Ayala a Valva, e in particolar modo il suo splendido ed incantato Parco.

Situata sulle pendici del monte Marzano, la villa risale al ‘700 e fu fatta edificare dal marchese Giuseppe Maria Valva, sovrintendente di tutti i ponti e le strade del Regno di Napoli. Come spesso accadeva in quegli anni il marchese immaginò un edificio a pianta rettangolare, inserito in un ampio parco esterno a cui si accedeva da un arco merlato. La struttura è caratterizzata da un porticato che dà luce al piano terra, in cui si trovano la cucina e la sala delle armi; un piano cosiddetto “ammezzato” ospita la Cappella, mentre al primo piano, il cosiddetto piano nobile, trova posto l’appartamento marchesale. Caratterizzato da un grande salone con affreschi, l’appartamento era in origine un luogo ricco di arredi lignei e suppellettili, senza dimenticare quadri, affreschi e statue. All’ultimo piano è collocato il sottotetto, realizzato in calcestruzzo armato (uno dei primi esempi dell’utilizzo di questo nuovo materiale) e che ospitava varie stanze e relativi bagni. Sicuramente la parte di maggiore interesse dell’edificio è la cosiddetta Torre normanna, che si eleva ad un lato della struttura. Tutto l’edificio è stato parzialmente danneggiato dal terremoto del 1980.

Uscendo fuori dalla struttura si è circondati da in un bellissimo parco, che è caratterizzato da un impianto manieristico e quasi barocco. I viali che lo solcano lo dividono un po’irregolarmente in una scacchiera, e l’intera superficie è divisa in zone, tra cui due giardini all’italiana. È il luogo del castello ove maggiormente si avverte un senso di estraniamento della realtà e per un motivo molto semplice: l’intera superficie è decorata da statue, busti di marmo, complessi architettonici etc, che sbucano dalla vegetazione quasi come se l’abitassero.

Il luogo che maggiormente colpisce l’immaginazione è il cosiddetto “Teatrino di verzura”: un anfiteatro naturale di quasi mille posti ottenuto da siepi di bosso accuratamente sovrapposte, da cui emergono dei busti in marmo che sembrano spettatori di un’immaginaria rappresentazione. Quando il Teatrino è utilizzato per gli spettacoli si possono vedere gli spettatori in carne ed ossa seduti accanto a questi busti, e l’insieme è altamente suggestivo.Tutto il resto del parco è ornato da statue a carattere mitologico e porticati eleganti, mentre al di sotto si può osservare un imponente sistema di grotte e canali, probabilmente scavato per incanalare le acque. Anche le grotte sono ornate di statue, come la cosiddetta “Caverna dei mostri” che ospita statue di aspetto orribile.

Attualmente la Villa, che appartiene al priorato di Malta, è parzialmente visitabile.