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A cura di Simone Lelli

Introduzione

Il sito archeologico di Schiavi D’Abruzzo (CH) sorge sulle pendici del Monte Pizzuto, in località Colle della Torre. Il sito era ubicato sul limite orientale del territorio dei Pentri, una delle quattro tribù sannite, confinante con quello dei Frentani, popolo osco; in questo luogo fu eretto un santuario verso la fine del III secolo a.C.  da una delle più antiche famiglie sannite, ovvero quella dei Papi. Il complesso presenta due templi: il più antico, il primo, databile verso la fine del III secolo a.C. e gli inizi del II secolo a.C., e un secondo tempio, eretto successivamente agli inizi del I secolo a.C. L’utilizzo dell’area sacrale è attestato fino al IV secolo d.C., inoltre grazie al rinvenimento di alcune ceramiche possiamo affermare che l’aera fu frequentata fino in epoca medioevale.

Il sito

Fig. 1 – sito archeologico di Schiavi D’Abruzzo.

Il santuario di Schiavi D’Abruzzo, nato su un territorio già da tempo frequentato dai popoli locali come dimostrano i ritrovamenti di tombe a tumulo[1] risalenti tra l’età del Bronzo finale e la prima età del Ferro, presenta un mura di cinta in opus quadratum[2] ancora oggi visibile in parte e due templi di diverse fasi cronologiche. Il santuario nel corso dei secoli dovette influenzare di molto le genti locali fino all’arrivo dei romani in terra abruzzese.

Il primo tempio

Fig. 2 – I° tempio del sito di Schiavi D’Abruzzo.

Il sito archeologico di Schiavi D’Abruzzo è composto da due templi di due diverse fasi edilizie ben definite; il tempio più antico, risalente alla fine del III e gli inizi del II secolo a.C., non fu mai del tutto terminato, come testimoniamo i capitelli appena smussati, tuttavia si notano una grande attenzione e un notevole impegno nella sua costruzione. L’edificio poggia su un grande podio[3] di 21×11 metri e alto 1,79 metri, su cui è inserita la gradinata frontale, inoltre il tempio è prostilo[4], tetrastilo[5] con due allineamenti di colonne laterali. L’edificio presenta una pianta quasi quadrata, infatti misura 6,73 metri di profondità e 7,33 metri di lunghezza; da queste misure possiamo dedurre che al momento della costruzione del tempio l’unità di misura utilizzata per la costruzione era il “piede”[6]. Il tempio presenta nel podio diverse decorazioni a modanatura a gola rovescia, grandi blocchi lavorati molto accuratamente e capitelli ionici[7] abbinati con epistilio[8] fittile decorato con un fregio[9] dorico.

Il secondo tempio

Fig. 3 – II tempio del sito Schiavi D’Abruzzo. Copyright: Davide Monaco – Isernia.

Il secondo tempio del sito di Schiavi D’Abruzzo presenta caratteristiche profondamente diverse rispetto al tempio più antico; infatti l’edificio, più piccolo del primo, non presenta alcun tipo di podio, inoltre il tempio è prostilo e tetrastilo con un solo allineamento di colonne e una cella[10] unica quasi quadrata.  Il pavimento della cella, in gran parte conservato, presenta un battuto di signino[11] rosso con decorazioni a tessere bianche disposte nella zona in cui si trovava la statua della divinità di cui oggi rimane solo il basamento. La decorazione del pavimento è sicuramente anteriore alle “guerre sociali” poiché reca una scritta in lingua osca in cui viene anche menzionato il nome del costruttore del tempio (Paapii). Il secondo tempio del santuario di Schiavi D’Abruzzo presenta alcune modifiche effettuate nel corso dei secoli per adattare il tempio ai riti e alla religione romana.

Conclusione

Il sito di Schiavi D’Abruzzo rimane sicuramente uno dei santuari più importanti e iconici della zona del teatino, come di consueto con l’arrivo della potenza dell’esercito romano in terra abruzzese questi luoghi e l’intera zona si spopolarono a favore di nuovi e più moderni centri di stampo latino. Ma ciò nonostante questo sito rende bene l’idea di come i popoli italici presenti in Abruzzo fossero ben organizzati anche nella sfera religiosa, e di come avevano sviluppato una sopraffina arte nella costruzione architettonica dei templi.

 

Note

[1] Tombe a tumolo: tombe a forma circolare solitamente ricoperte di terra o pietra.

[2] Opus quadratum: antica tecnica di costruzione che prevede la sovrapposizione di blocchi squadrati in forma parallelepipeda di altezze uniformi.

[3] Podio: basamento rialzato su cui poggiano i templi.

[4] Prostilo: tempio che ha una fila di quattro o più colonne sulla parte frontale.

[5] Tetrastilo: edifici che hanno sulla parte frontale almeno quattro colonne.

[6] Unità di misura del “piede”: 1 piede = 0,275 metri.

[7] Capitello ionico: uno dei tre ordini architettonici classici che presenta una ricca decorazione.

[8] Epistilio: era l’architrave di antiche costruzioni.

[9] Fregio: parte intermedia tra l’architrave e la cornice nella trabeazione degli ordini architettonici classici.

[10] Cella: era la parte più interna del tempio che ospitava la statua o immagine della divinità.

[11] Signino: decorazioni in coccio pesto.

 

Bibliografia

Mazzitti, ABRUZZO una storia da scoprire – a history to be told, Pescara, 2000.

 

Sitografia

abruzzo24ore.tv

abruzzoturismo.it

altosannio.it

alto vastese.it

historium.net

sabap-abruzzo.beniculturali.it

sanniti.info

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