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A cura di Felicia Villella

Introduzione

Reggio Calabria è il centro urbano più popoloso della Calabria, è situato all’estremità meridionale della penisola tra le pendici dell’Aspromonte e la sponda orientale dello Stretto di Messina, vantando una notevole varietà ambientale, ma famoso per il suo affaccio sulla Sicilia, tanto che il suo lungomare è stato definito il chilometro più bello d’Italia.

In queste terre, secondo la tradizione, i coloni calcidesi fondarono Rhegion verso la metà dell’VIII secolo a. C., iniziandola ad una lunga serie di invasioni e dominazioni da parte di diverse popolazioni. Oltre alle ricche testimonianze archeologiche che insistono sul territorio, Reggio Calabria è stato lo scenario di continue ricostruzioni dovute all’elevata sismicità della zona, culminante nel terremoto dei primi de ‘900 che ha portato alla riedificazione e alla rielaborazione di diversi edifici importanti, tra cui un imponente palazzotto nobiliare che si affaccia proprio sullo stretto conosciuto col nome di Villa Saverio Genoese Zerbi.

Villa Zerbi

Nota soprattutto col nome di Villa Zerbi, si tratta di un imponente edificio storico che sorge presso il lungomare Falcomatà, nell’area in cui, prima del 1860, era presente un’antica villa barocca appartenente alla famiglia nobile dei Genoese. Distrutta dal terremoto del 1908, la villa fu riedificata con un complesso progetto redatto dagli ingegneri Zerbi, Pertini e Marzats, nel 1915.

Villa Zerbi, prospetto anteriore

Costruito con caratteristiche completamente differenti rispetto al precedente, il nuovo edificio risponde a scelte architettoniche, stilistiche e strutturali diverse rispetto alle altre costruzioni presenti lungo il viale, in esso risaltano soprattutto i decori neobarocchi e le finestre bifore che adornano i prospetti, dal sapore arabeggiante; anche la scelta cromatica delle pareti esterne spezza con i colori dei palazzi adiacenti. Si tratta di un rosso mattone che primeggia e dei toni avana del travertino che per lo più vanno a costituire i dettagli decorativi, le spigolatura, le delimitazioni dei livelli e la recinzione che contiene il giardino dell’edificio.

Sviluppata su un corpo centrale di forma trapezoidale, la villa si articola su due livelli ed è adornata da un vasto giardino adiacente che culmina nelle dependance ricavate dalle estremità della recinzione esterna l’abitazione.

Gli ambienti interni seguono un asse ruotato di sette gradi, creando una eclettica planimetria dalla forma irregolare a cuneo, che si aggiunge ad un prospetto elaborato, dal quale, a causa della sua complessità, è stato necessario puntare sull’uso di elementi prefabbricati nella costruzione a decorazione della facciata.

I prospetti si presentano con un’articolazione che permette di riconoscere varie tipologie costruttive quali loggiati e elementi a torre, ecc.

Villa Zerbi, dettaglio decorativo con vista sulla loggetta

Lo stile architettonico si rifà ai modelli veneziani del secolo XIV; le decorazioni architettoniche si snodano tra archi in stile gotico, colonne che sorreggono gli archi dei loggiati, colonnine impiegate per le balaustre dei balconi e merli che dominano il terrazzo e risaltano per la tinta cromatica dell’intonaco, di un rosso bruno acceso. La villa è strutturalmente realizzata in cemento armato con murature collaboranti, mentre l’esterno si presenta in malta pigmentata con graniglie di varia pezzatura.

La posizione in cui è posto l’edificio lo espone allo smog cittadino e all’aerosol marino, con conseguente danneggiamento della struttura. In particolare sono soprattutto le decorazioni architettoniche ad essere maggiormente soggette all’azione delle polveri a causa della tipologia di superfici tendenti all’assorbimento e al deposito superficiale e ad una maggiore superficie specifica esposta al rischio.

La villa si presta bene ad essere la location ideale per mostre temporanee ed eventi culturali, tanto da essere stata già usata, nel corso degli anni, come la sede di un polo culturale che ha visto numerose esposizioni artistiche all’intero delle sue sale, come nel caso delle mostre della Biennale di Venezia nel Sud Italia.

Villa Zerbi, veduta dal lungo mare Falcomatà

Bibliografia e sitografia

  • GattusoC., GattusoP., VillellaF., Villa Zerbi. The application of a critical and diagnostic process for the identification of diseases, Atti di Convegno IV Conference Diagnosis, Conservation and Valorization of Cultural Heritage, Napoli, 12/13 Dicembre 2013.
  • Lo Curzio M., Nicolini R., Cali P., Ginex G., Tripodi D., Villa Genoese Zerbi 1915-1925 – Conoscenza, didattica e restauro nel progetto di architettura, Comune Reggio Calabria, Università Mediterranea RC, Villa Genoese Zerbi per l’arte, 2005.
  • Serafini P., Arte contemporanea nei contesti architettonici e urbanistici del Sud Italia, Economia della cultura, pp. 283-292, 2009.
  • Zevi L., Manuale del restauro architettonico, Mancoswed., Roma, 2001.
  • http://www.reggiocal.it
  • http://turismo.reggiocal.it/HomePage.aspx

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