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A cura di Stefania Melito

Quando l’amore plasma la natura e una follia si trasforma in stupenda realtà. È la descrizione che più si avvicina alla storia del giardino “La Mortella”, conosciuto anche come Museo-giardino, che si trova ad Ischia, e che può davvero sembrare, in alcuni tratti, una favola moderna.

La storia de la Mortella

I protagonisti di questa storia che sembra davvero una favola sono due: Susana Valeria Rosa Maria Gil Passo, vivace argentina dagli occhi verdi, e William Walton, geniale compositore britannico.

Susana, nata nel 1926, è la tipica ragazza argentina di buona famiglia: colta, raffinata, apprende l’inglese prima dello spagnolo. Sin da piccola però si rivela uno spirito ribelle e anticonvenzionale, tant’è che a 22 anni, cosa del tutto inedita per una ragazza della sua estrazione sociale, va a lavorare al Consolato britannico a Buenos Aires, dove incontra William Walton. Compositore di grande fama e molto apprezzato dai suoi contemporanei, nato nel 1902, Walton ha 46 anni quando arriva in Argentina per delle conferenze. E’ un tipo deciso, ribelle, anticonformista. Susana gli organizza la conferenza stampa di presentazione al Consolato, Walton la nota e improvvisamente decide di sposarla. Con un coraggio che rasenta la pazzia la sera stessa le chiede di sposarlo. 24 anni di differenza sembrano non essere un ostacolo per i due, che nel giro di due mesi si sposano e partono per l’Europa, destinazione Italia. Nel 1949 si stabiliscono sull’isola d’Ischia, in un primo momento in una casa in affitto. Entrambi appassionati di natura, piante rare e giardini, nelle loro peregrinazioni sull’isola individuano un terreno che li affascina: è una brulla distesa di roccia lavica che guarda il mare, costituito da una valle e la soprastante collina, in località Zaro a Forio. Non è la solita terrazza sul mare, anzi ha un qualcosa di abbandonato e solitario, ed è simile a una cava di pietre. Si chiama “le Mortelle”, nome dovuto alle numerose piante di mirto che vi crescono. Comprano questo terreno con l’intenzione di farvi una sorta di giardino esotico e vi costruiscono una villa, che chiamano “La Mortella”, convincendo nel frattempo l’architetto costruttore di giardini Russel Page ad andare a dare vita al loro sogno un po’ folle. L’architetto impiegherà dieci anni per finire il giardino, che verrà costantemente curato e arricchito dalla coppia, trasformandolo in un capolavoro.

Fig. 3: i Walton nella loro casa ad Ischia. https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/03/21/foto/lady_susana_walton_il_decennale_della_scomparsa-251874273/1/#2

Il progetto

Russel Page immagina di dividere la Mortella in due parti: la cosiddetta “Valle”, ossia la parte di terreno che sta ai piedi della collina, e la “Collina” stessa. La prima parte, la Valle, dov’è anche la casa dei coniugi, è stata sviluppata da Page, ha la forma di una “L” ed è caratterizzata da un clima sub-tropicale e ombroso: qui vivono molte specie acquatiche come le ninfee, di cui una, la cosiddetta Victoria, è particolarissima; il primo giorno di fioritura è bianca e di sesso femminile, mentre il secondo giorno diventa rosso scuro e di sesso maschile.  Viene descritta così: <<‘LEI’ sboccia all’imbrunire e resta aperta fino alla tarda mattinata del giorno seguente, poi si chiude. ‘LUI’ si riapre nel tardo pomeriggio con i petali e i sepali mutati in rosso porpora. In una sola notte il fiore cambia sesso e colore, per poi immergersi nelle acque.>> Fa parte della cosiddetta Victoria House, una specie di serra tropicale dove crescono anche altre piante. La serra ospita una sorta di mascherone ispirato ad un’opera di Sir Walton.

Fig. 4_ la Victoria house. Fonte lamortella.org 

Altro arbusto particolarissimo presente qui è il Gingko biloba, un albero-fossile che si credeva fosse estinto fino a quando non fu ritrovato in Cina nel XVIII secolo, e la sua riscoperta destò talmente tanto scalpore che Goethe gli dedicò alcuni versi (Queste foglie d’albero d’Oriente,/che sono state donate al mio giardino,/rivelano un certo segreto,/che compiace me e i saggi./E’ forse una creatura vivente chi si è divisa?/son due che hanno deciso/di manifestarsi in uno?/Per rispondere a tale domanda,/ho trovato la giusta risposta:/non noti, nei miei versi,/che son io uno e doppio?)

Fig. 5: Gingko biloba. Fonte lamortella.org

Orchidee e altre specie caratterizzano questa parte insieme a numerose fontane, tra cui si ricorda la cosiddetta Fontana Bassa, dono di Russel Page a sir William in occasione dell’ottantesimo compleanno di quest’ultimo.

La seconda parte, la Collina, è opera di Susana Walton, che ha cominciato la sua creazione nel 1983, anno della morte del marito. È popolato da specie appartenenti per lo più alla macchia mediterranea in quanto, a differenza della Valle, è una sorta di terrazza a strapiombo sul mare con un microclima diverso. Si inizia con il Giardino Mediterraneo, che deve il suo nome alla presenza di piante tipiche dell’area mediterranea, e che ospita il Ninfeo, caratterizzato da una fontana d’acciaio e tre nicchie, e il luogo di sepoltura di lady Walton, una semplice lastra su cui è inciso il suo nome e la scritta “genius loci”, lo spirito del luogo.

Fig. 6: la fontana d’acciaio, cosiddetta “Specchio dell’anima”. Fonte lamortella.org

La particolarità della “Collina” consiste nella presenza di costruzioni architettoniche particolari: il Teatro greco, che ogni estate ospita concerti di musica sinfonica, ricavato da un lato della collina e fiancheggiato da rose e piante aromatiche.

Fig. 7: il teatro greco. Fonte lamortella.org

Continuando, dopo una foresta di piante tropicali, si giunge in un luogo sopraelevato, colmo di pace e del suono di campane bene auguranti, ove al centro spicca un tempietto Thai;

Fig. 8: il tempio Thai. Fonte lamortella.org

Altro luogo simbolico è il cosiddetto Tempio del Sole, un’antica cisterna a tre vani trasformata in tempio, ove rappresentazioni della Musica si intrecciano ad affreschi raffiguranti le Muse, Apollo e soggetti ispirati alle coppie di amanti di Pompei.

L’angolo più particolare della Collina è la cosiddetta Glorieta, un pergolato di rose rampicanti circondato da un laghetto artificiale di pezzetti di vetro blu, donato dal collezionista americano Andy Cao.

Fig. 10: il laghetto artificiale. Fonte lamortella.org

Nel 1983 sir Walton morì a causa di un cancro; è stato seppellito sotto una roccia in Collina che domina tutto il giardino, la stessa roccia che lui definì “la mia roccia” la prima volta che la vide.

Fig. 11: la roccia di sir William. Fonte la mortella.org

La moglie invece è morta nel 2010. Oggi “La Mortella” è di proprietà di una Fondazione italo-britannica, con a capo il principe Carlo d’Inghilterra, ed è stata trasformata, per volontà di Susana Walton, in un luogo dedicato ai giovani compositori, “un laboratorio critico per lo studio delle opere di William ed un centro di eccellenza mondiale per rappresentazioni di musica, teatro e danza”. Il giardino privato è visitabile nel periodo della fioritura (29 marzo – 4 novembre), e ogni anno sono circa cinquantamila le persone che vengono qui ad ammirare la sua straordinaria bellezza, testimonianza di un sogno d’amore divenuto realtà.

Fig. 11: una bellissima immagine di lady Susana Walton. Fonte lamortella.org

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