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A cura di Michele Leuce

La Cattedrale di Santa Maria Assunta

Al centro della provincia pugliese BAT, più precisamente nella città di Andria, troviamo la bellissima Cattedrale di Andria o Cattedrale di Santa Maria Assunta, principale luogo di culto cattolico di Andria, nonché sede vescovile dell’omonima diocesi. La cattedrale è principalmente nota al pubblico cattolico (e non) per la conservazione e la venerazione della “Sacra Spina” (appartenente alla corona di spine di Gesù) e per le spoglie di San Riccardo, antico vescovo di Andria venerato dalla Chiesa cattolica.

Fig. 1

La cattedrale ha una storia travagliata per quanto riguarda la sua costruzione (il che porterà a diverse modifiche per lo stile architettonico) lunga più o meno otto secoli, indicativamente tra la fine dell’XI secolo e il XIX secolo d.C.

A dare il via alla sua costruzione fu Goffredo d’Altavilla, all’epoca signore della città di Andria, che ne fece iniziare l’edificazione su una precedente chiesa dedicata a San Pietro e che ora corrisponde alla cripta dell’ edificio. Le prime modifiche vennero effettuate nel 1603, il duomo fu ingrandito e furono aggiunte tre navate comunicanti con dodici pilastri con archi a tutto sesto tipici del romanico pugliese, che in quel periodo era lo stile dominante.

Importante fu il passaggio dei Normanni e degli Svevi, che lasciarono un segno nella cattedrale collocando la sepoltura di Emma, moglie del conte Riccardo d’Altavilla (per i normanni) e le due sepolture, rispettivamente di Jolanda di Brienne e Isabella d’Inghilterra, per gli svevi, entrambe mogli di Federico II.

Menzioni onorevoli sono le modifiche effettuate all’edificio nel XIV secolo:

  • nel 1440 si ampliò la già esistente cappella di San Riccardo, adornandola con bassorilievi in pietra raffiguranti la vita del Santo.
  • Nel 1473, vennero edificate una serie di cappelle laterali accanto alle due navate laterali.

“Il tredici febbraio del 1503 i tredici cavalieri italiani capeggiati da Ettore Fieramosca, giurarono nella cappella di San Riccardo: “Vittoria o Morte”, prima della famosa Disfida di Barletta.” (fonte: Wikipedia).

All’esterno infatti, è stata posta una lapide di marmo che ricorda l’evento della Disfida e che enuncia: “In questo tempio il XIII febbraio MDIII prima di avviarsi al campo i tredici duce il Fieramosca vindici dell’onore italiano offeso a piè dell’ara propiziatoria stretti in un voto sacramentarono vittoria o morte”.

La cattedrale di Andria: descrizione

L’odierna facciata fu realizzata, nella sua parte inferiore, nel 1844, quella superiore fu invece completata nel Novecento sotto modello romanico, si possono infatti notare monofore e rosone.

Il campanile che affianca l’edificio è alto cinquanta metri e fu realizzato in due diverse epoche: nasce su una torre a base quadrata dell’VIII secolo con finestre a sesto acuto e bifore molto ampie al primo piano; fu poi successivamente sollevata dai Normanni fino ad arrivare al tornino ottagonale, la cui cuspide culmina con un gallo (simbolo di San Pietro) a cui la chiesa era originariamente dedicata (il gallo serviva ai fedeli per capire ove il luogo di culto di San Pietro fosse situato).

L’interno della cattedrale è a tre navate, queste si innestano sul transetto da cui si passa al presbiterio e infine sull’abside rettangolare voltata a botte e sui lati lunghi un coro ligneo. All’interno si conserva una pittura su tavola: la Madonna di Andria.

Fig. 2

Oltre alle navate, la cattedrale è caratterizzata da dieci cappelle laterali (cinque per lato); in aggiunta a queste, vi sono altre due cappelle, la prima si trova alla testata sinistra del transetto, ed è una cappella dedicata al Santo Patrono della città (San Riccardo) e al suo interno vi si trovano dieci bassorilievi e sedici formelle in pietra, che raccontano episodi della vita del santo.

Sulla destra del presbiterio si trova la seconda cappella, dedicata alla Sacra Spina. Si tratta di una reliquia della corona di spine di Gesù che venne donata alla Cattedrale da Beatrice d’Angiò, in occasione delle sue nozze con il duca Beltrando del Balzo. Quando il 25 marzo (giorno dell’Annunciazione) coincide con il Venerdì Santo, su questa Sacra reliquia avvengono fenomeni “miracolosi” che sono comparsi per la prima volta nel 1633, ma che avvengono anche nei tempi odierni: nel 2005 furono osservate variazioni di colore e nel pomeriggio del 25 marzo 2016 si rilevarono sulla reliquia rigonfiamenti di colore bianco, come per formare una gemma. Questi rigonfiamenti nel corso dello stesso giorno aumentarono, formando altre due gemme. Trenta minuti dopo, durante l’omelia del Venerdì Santo, Monsignor Raffaele Calabro, vescovo della città di Andria, annunciò ai fedeli: “In questa circostanza ho il piacere di annunciare a voi tutti in maniera solenne che il miracolo ha avuto inizio”.

Inoltre, all’interno della cappella è possibile vedere due tele raffiguranti “La Madonna del suffragio” e la “Beata Vergine Immacolata.

Dalla cappella della Sacra Spina si accede alla cripta, questa è a due navate con volta a crociera e colonne di spoglio. All’ingresso vi sono le spoglie delle già citate Jolanda di Brienne ed Isabella d’Inghilterra, mogli di Federico II di Svevia.

L’altare si trova in fondo e presenta un affresco ritraente il Salvatore che con la mano destra benedice mentre con la sinistra sorregge un libro su cui è scritto: “Lux ego sum mundi et redemptor”. (fonte italyra.com)

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