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A cura di Ornella Amato

Un doveroso ed immenso ringraziamento all‘Associazione “Respiriamo Arte” per la preziosa collaborazione e a Raimondo Fiorenza per la concessione e l’utilizzo delle immagini

Fig.1 – Interno – ph. Raimondo Fiorenza.

L’Arte della Seta

L’arte della seta è una vera e propria arte che, ancora oggi, a distanza di secoli, è apprezzata e riconosciuta in tutto il mondo; sono le seterie di San Leucio vicino Caserta, infatti, che producono le sete delle bandiere che fieramente sventolano sugli edifici e sui palazzi nei quali quotidianamente si scrive la storia, come la Casa Bianca o Buckingham Palace, quelle seterie leuciane volute nel 1778 da Ferdinando IV di Borbone, anche se in realtà la storia serica, nel Regno di Napoli, ha radici ben più lontane.

Risale al 1477, sotto il regno degli Aragonesi, la fondazione della cosiddetta Corporazione della Seta, o “Consolato dell’Arte della Seta”, formata da tre consoli di cui un mercante ed un tessitore nati nel Regno di Napoli ed un mercante straniero, la quale aveva lo scopo di coordinare la lavorazione e la produzione della seta.

La Corporazione si rivelò sin da subito una delle più prestigiose della città distinguendosi dalle altre; vantava agevolazioni fiscali e commerciali, un proprio governo, un proprio Tribunale con annesse carceri nella Piazza della Sellaria, addirittura un proprio stemma, all’interno del quale erano presenti i tre fili di seta più pregiati.

La Chiesa dell’Arte della Seta

Il primo insediamento di quella che poi diventerà la Chiesa dell’Arte della Seta è databile intorno al 1581/82 in Piazza Mercato dove furono costruiti una Cappella dedicata ai Santi Filippo e Giacomo -protettori della Corporazione – ed un Conservatorio in cui erano ospitate le fanciulle dai 5 ai 14 anni che erano rimaste orfane o che erano disagiate, alle quali veniva garantita assistenza, ma nel 1590, accresciuto notevolmente il numero delle fanciulle, si rese necessaria una nuova collocazione. Fu così prima acquistato il palazzo del Principe di Caserta Acquaviva per la realizzazione di una struttura di dimensioni maggiori e poi il palazzo del Duca Spinelli Castrovillari, erigendo così la Chiesa grande (alla quale furono annesse anche le preesistenti chiese di San Silvestro e di Santa Maria delle Vergini) dedicandola ai Santi Filippo e Giacomo. L’inaugurazione avvenne nel 1641.

La struttura è di impianto seicentesco, ma all’interno vi sono magnifici esempi dello splendore del Settecento napoletano: le forme attuali sono le conseguenze del restauro che la interessò nel 1758 e delle scelte operate da Gennaro Papa ma anche di grandi artisti che vi lavorarono, come Giuseppe Sammartino che realizzò le statue dei Santi presenti sulla facciata.

La facciata è leggermente rientrata rispetto alla strada ed è caratterizzata da due ordini sovrapposti: quello inferiore – di ordine dorico – con le due nicchie contenenti le già citate statue dei Santi protettori della Corporazione e quello superiore – di ordine corinzio – con invece le statue raffiguranti la Religione e la Fede, opere di Giuseppe Picano, allievo del Sammartino, anch’esse inserite in apposite nicchie.

Tutte le statue risaltano col loro marmo bianco sulla facciata giallo – ocra sulla quale sono anche presenti conici e stucchi grigi e bianchi.

L’interno è a navata unica senza transetto e con lo spazio absidale coperto da una cupola.

Fig 6 – Interno – Fonte Wikipedia.

L’interno è maestoso, le otto cappelle laterali, disposta a quattro per ciascun lato, che fanno da contorno alla navata come ali protettrici e accompagnano il visitatore lungo il suo percorso, il pavimento è in cotto maiolicato – opera di Giuseppe Massa – e al centro trionfa lo Stemma della Corporazione.

Oltre al Sammartino ed ai suoi allievi ed ai fratelli Massa, nella chiesa lavorarono i migliori artisti del tempo, realizzando ricche decorazioni in stucchi e marmi policromi, gli affreschi sono opera di Jacopo Cestaro, così come suo è l’affresco del soffitto della navata.

Alla fine della navata e subito dopo la cupola si trova l’altare maggiore, sul quale troneggia una tavola con la Vergine ed i Santi.

Fig. 11 – Altare maggiore – ph. Wikipedia.

Percorrendo la navata per intero fino a giungere all’ultima cappella, alla destra dell’altare maggiore si scopre l’antica cripta, una vera e propria area cimiteriale che accoglieva i corpi senza vita dei membri più poveri della Corporazione, garantendo così una degna sepoltura.

Il rito della sepoltura avveniva in due fasi: una prima fase prevedeva che il corpo del defunto venisse calato dall’alto verso il basso e lasciato scolare di tutti i liquidi fino a sua completa essiccazione, successivamente, si procedeva al seppellimento delle ossa in una delle quattro fosse comuni. Alla cripta si arriva mediante una botola in bronzo finemente lavorata, alla quale si accede da una ripida scalinata.

Sotto la chiesa, oltre la cripta, sono visibili anche resti archeologici dell’antico asse viario della Napoli dei sec. XIV e XV: una pavimentazione a spina di pesce e mattoni, il piano di calpestio del palazzo del Duca di Castrovillari, un tratto di muro in opera reticolata e, probabilmente, resti di una Domus romana.

Fig. 14 – Resti archeologici – ph. Raimondo Fiorenza.

Ma la chiesa conserva ancora un’altra sorpresa: è la Sagrestia, meraviglioso esempio dell’artigianato napoletano, che conserva l’altare ligneo settecentesco.

Un vero e proprio scrigno d’arte al centro della Napoli turistica sconosciuto ai più, poiché è stata a lungo chiuso e dimenticato. Il suo recupero è frutto del lavoro dell’Associazione Respiriamo Arte, che non solo ha dato nuova vita all’intero complesso, ma ne ha permesso il recupero sia storico che artistico, riaprendo le pagine dei libri di storia dell’arte napoletana e della storia dell’arte serica a Napoli, di quanto successo ebbe la Corporazione ma anche il lavoro dei mercanti e dei tintori, i cui colori e le sfumature prodotte erano famosi e richiesti nell’intero Regno ed oltre.

Sitografia

Respiriamoarte.it

Chiesa dell’Arte della Seta

Wikpedia.com

Chiesa dei Santi Filippi e Giacomo (Napoli)

Napolitoday.it

napolitoday.it/cultura/chiesa-santi-filippo-e-giacomo-napoli.html

Cosedinapoli.it

Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo

Napoli-turistica.com

Arte e Cultura

Chiesa dell’arte della seta dei Santi Filippo e Giacomo –

Napoligrafia.it

Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo Storia e Architetture

ildenaro.it

La chiesa dei SS. Filippo e Giacomo: l’arte serica e la storia che non ti aspetti

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