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A cura di Mirco Guarnieri

Durante il XV sec. la città di Ferrara subì numerosi cambiamenti dal punto di vista urbanistico, in particolare dalla seconda metà del 1400, diventando una delle città più importanti del Rinascimento. Alla corte estense passarono personaggi importanti dell’epoca come Andrea Mantegna, Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Rogier van der Weyden e Matteo Maria Boiardo.

Tra il 1450-51 Borso d’Este, primo Duca di Reggio, Modena e Ferrara, espanse i confini della città verso sud-est, includendo l’Isola di Sant’Antonio in Polesine grazie alla chiusura dell’alveo del Po Primaro, dando origine all’attuale Via della Ghiara – Via XX Settembre (entrambe chiamate all’epoca Via della ghiaia per ricordare i ciottoli e la ghiaia depositati dal vecchio corso del Po Primaro). Inoltre, col Duca Borso vi fu la bonifica delle paludi nell’area del Polesine e la conclusione del campanile del Duomo.

Addizione Borsea. Foto: https://www.comune.fe.it/attach/superuser/docs/guidadiferrarapergiovanivisitatori.pdf.

Prima dell’Addizione Borsea sotto il governo di Niccolò III (padre di Borso e Leonello) venne edificato ad inizio Quattrocento il monastero del Corpus Domini, luogo dove sono sepolti alcuni membri della famiglia d’Este come Leonello, Niccolò III, Ercole I, Alfonso I, Lucrezia Borgia, Eleonora d’Aragona, Alfonso II, ultimo Duca di Ferrara e altri ancora; nel 1435 diede incarico a Giovanni da Siena di realizzare nell’area dove ora si trova la città di Voghiera una Delizia chiamata di Belriguardo. Questa Delizia venne poi affrescata da artisti del calibro di Dosso e Battista Dossi, Benvenuto Tisi detto il Garofalo e tanti altri ospitando letterati e personaggi importanti dell’epoca come Lucrezia Borgia, moglie di Alfonso I d’Este e Torquato Tasso.

Delizia di Belriguardo. Foto: https://www.ferraradeltapo-unesco.it/delizie/belriguardo/.

Cinque anni dopo Giovanni Romei, banchiere e funzionario degli Este, costruì la ben nota Casa Romei, situata in Via Savonarola, successivamente abbellita e ampliata dopo il matrimonio avuto con Polissena d’Este. Con la morte del proprietario nel 1483 l’edificio venne lasciato al monastero del Corpus Domini, e fu restaurato un secolo dopo grazie ad Ippolito d’Este.

Verso la fine del secolo sotto il governo di Ercole I d’Este avvenne l’ultima e più importante addizione, quella Erculea. La realizzazione di questo progetto fu affidata a Biagio Rossetti, che aveva creduto necessario l’ampliamento per due motivi: il primo era quello difensivo grazie all’ampliamento delle mura, poiché pochi anni prima dell’inizio del progetto Ferrara era stata messa sotto assedio dalla Repubblica di Venezia nella guerra del sale; il secondo motivo era legato ad una visione urbanistica più vicina al concetto di città ideale.

Rossetti infatti prese spunto dall’urbanistica romana che si sviluppava attorno alle due strade principali, il cardo e il decumano.

Piantina di Ferrara con le Addizioni di Borso (verde) e di Ercole I (rosa). Foto: http://giallorossoblu.blogspot.com/2017/04/ferrara-ferrara-e-due-citta-in-una-sola.html.

Venne realizzato un viale che collegava il Castello Estense alla Porta degli Angeli, collocata nelle mura nord della città, lungo l’omonima Via degli Angeli (ora Via Ercole d’Este) che si incrociava con un altro viale che collegava la Porta a Mare con la Porta a Po, chiamato Via dei Prioni (ora Corso Porta Po – Corso Biagio Rossetti – Corso Porta Mare). Il punto d’incontro tra queste due strade venne chiamato Quadrivio degli Angeli ovvero l’insieme degli angoli del Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi Sacrati e Palazzo Turchi-Di Bagno.

Quadrivio degli Angeli. Wikipedia – credits: Lungoleno.

Palazzo dei Diamanti venne costruito da Biagio Rossetti per Sigismondo d’Este, fratello del Duca Ercole I, tra il 1493 e il 1503. Ora è sede della Galleria d’Arte Moderna di Ferrara al piano terra e della Pinacoteca Nazionale al piano nobile. Ricevette questo nome per le bugne piramidali a base quadrata realizzate dal marmoraro Gabriele Frisoni.

Palazzo dei Diamanti. Wikipedia. Credits: Vanni Lazzari.

Palazzo Prosperi Sacrati, fu realizzato per il medico di Ercole I, Francesco Castello. Iniziato anch’esso nel 1493 e portato a termine nel 1513.

Palazzo Prosperi Sacrati.

Palazzo Turchi-Di Bagno fu progettato da Biagio Rossetti nel 1492 ed edificato tra il 1493 e il 1511, venduto dal Duca Ercole I alla famiglia Turchi. L’attuale nome del palazzo è dovuto agli ultimi proprietari dell’edificio, i Di Bagno. Oggi l’edificio è sede di un Dipartimento dell’Università degli Studi di Ferrara.

Palazzo Turchi-Di Bagno. Wikipedia

Non solo questi palazzi vennero realizzati dall’architetto-urbanista Rossetti: durante gli ultimi anni del 1400 questi realizzò altri palazzi come quello Costabili detto anche di Ludovico il Moro, costruito nel 1499 per Antonio Costabili ambasciatore estense presso la corte sforzesca a Milano e ora sede del Museo Archeologico di Ferrara, chiese come quella di San Benedetto costruita tra il 1496 e il 1553, San Francesco nel il 1494, Santa Maria in Vado nel 1495, nel 1498 la chiesa di San Cristoforo alla Certosa realizzata accanto alla precedente chiesa fatta costruire dal duca Borso e la piazza Nova, ora piazza Ariostea, nata come nuovo luogo dove svolgere il mercato. Inizialmente la piazza non era scavata come lo è ora (i lavori per darle la forma ad anfiteatro sono datati agli anni 30 del 1900 ed è stata restaurata da poco).

Palazzo Costabili. Credits: Mirco Guarnieri.

Durante il XVI sec. sotto il governo di Alfonso I alla corte estense arrivarono personaggi illustri del tempo come Niccolò Copernico, Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Tiziano, Dosso Dossi, Benvenuto Tisi da Garofalo e Giovanni Bellini.

All’interno della città verso la metà del 1500 venne realizzata per il figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia, Francesco d’Este, una Palazzina che passò poi in eredità alla figlia Marfisa d’Este e che la abitò fino alla sua morte nel 1608 dandole il nome di Palazzina Marfisa d’Este.

Verso la fine del governo estense a Ferrara, l’ultimo conte Alfonso II d’Este, realizzò per la moglie Margherita Gonzaga il Castello della Mesola tra il 1578 e 1583. Venne commissionato a Marco Antonio Pasi detto Il Montagnana sotto la guida di Giovan Battista Aleotti. Il castello fu una delle Delizie sparse per tutto il territorio ferrarese, usato come residenza delle battute di caccia nel vicino Bosco della Mesola.

Castello della Mesola. Foto: https://www.ferraraterraeacqua.it/it/mesola/scopri-il-territorio/arte-e-cultura/musei-gallerie/museo-del-cervo-e-del-bosco-della-mesola.

Con la morte di Alfonso II d’Este nel 1597, il cugino Cesare non venne riconosciuto dal Papa come erede legittimo, quindi la città tornò sotto il controllo diretto dello Stato Pontificio, portando la famiglia d’Este ad insediarsi nella città di Modena e a lasciare Ferrara ad un sicuro declino.

Mappa di Ferrara anno 1597, Filippo Borgatti, 1895.

 

Bibliografia

Alessandra Guzzinati, “Benvenuti a Ferrara 2010”, Edisai srl – Ferrara.

 

Sitografia

https://www.comune.fe.it/attach/superuser/docs/guidadiferrarapergiovanivisitatori.pdf

http://www.isco-ferrara.com/wp-content/uploads/2017/05/Sviluppo-urbanistico-di-Ferrara.pdf

https://www.treccani.it/enciclopedia/biagio-rossetti_%28Dizionario-Biografico%29/

http://www.palazzodiamanti.it/849/chi-siamo

http://www.unife.it/sma/it/museo-di-paleontologia-e-preistoria-p-leonardi/il-museo/palazzo-turchi-di-bagno

https://www.ferraraterraeacqua.it/it/mesola/scopri-il-territorio/arte-e-cultura/musei-gallerie/museo-del-cervo-e-del-bosco-della-mesola

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