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A cura di Stefania Melito

Introduzione

Situata ad Anacapri, comune dell’isola di Capri, Villa San Michele potrebbe essere definita la realizzazione fisica ed architettonica di un sogno. La sua costruzione fu voluta infatti da un giovane medico svedese, Alex Munthe, che visitando Capri si innamorò talmente del clima, del sole e del mare dell’isola che decise di trasferirsi lì.

La villa: genesi di un capolavoro

Una casa aperta al sole, al vento e alle voci del mare – come un tempio greco – e luci, luci ovunque“; con queste parole il medico venuto dal freddo descrisse la sua idea di villa. Era nato nel 1857 ad Oscarshamn, figlio di un farmacista svedese. Divenne medico personale della regina Vittoria di Svezia, e morì nel Palazzo Reale di Stoccolma nel 1949. Quando arrivò sull’isola, nel 1885, lì dove avrebbe edificato la sua villa c’era soltanto una piccola cappella dedicata a San Michele, da cui la villa prese il nome. Tutto intorno niente, solo una ripidissima scala collegava quel pianoro battuto dal vento al resto dell’isola. Le vicissitudini dovute alla sua costruzione furono quindi molteplici, e dovute a vari fattori: la posizione della villa,situata su uno sperone roccioso, la difficoltà di far arrivare i materiali via mare etc.

https://www.capri.it/it/s/villa-san-michele-axel-munthe, la villa alla sommità della scala fenicia

Nonostante le difficoltà, il giovane medico non desistette dal suo obiettivo, da lui talmente sentito da parergli quasi di aver sottoscritto un patto con l’anima del luogo, una sorta di genius loci <<avvolto da un ricco manto>>. La salubrità del clima caprese, la tranquillità di una vita così diversa da quella che lui conosceva, il rapporto a tratti quasi mistico tra gli isolani e la natura lo spinsero a lavorare, principalmente in Francia, avendo come unici obiettivi mettere da parte i soldi per la costruzione della villa e indagare sempre più a fondo l’animo umano. Forte di ciò, intorno alla fine dell’Ottocento cominciò i lavori.

La costruzione dell’edificio

La villa in origine era situata in un appezzamento di terreno ove sorgeva l’antica cappella di San Michele, ormai diroccata, e la casa del proprietario del terreno. Alex Munthe la acquistò e la trasformò completamente: è concepita in uno stile molto aperto ed arioso, circondata da pergolati da cui si ammira il golfo di Napoli e che cingono come in un abbraccio il corpo centrale della casa, articolato su più livelli, mentre la parte centrale, lo studio personale del medico, è al primo piano. «Nessun architetto fu mai consultato, nessun disegno preciso o pianta venne mai fatto, nessuna esatta misura fu mai presa. Fu tutto fatto ad occhi chiusi come diceva mastro Nicola», o seguendo schizzi abbozzati sulle pareti. Nel corso della costruzione, in un piccolo appezzamento di terreno vicino, il medico scoprì un’antica villa romana, da cui prese anche dei reperti archeologici per abbellire la sua casa; altri reperti gli furono regalati dagli abitanti del luogo, che non capendo il valore inestimabile degli oggetti preferirono darli al medico svedese, che li custodì amorevolmente all’interno della villa trasformandola in un vero e proprio museo.

http://villasanmichele.eu/index.php?page=collection

Un gusto a metà fra l’eclettismo e il collezionismo pervade tutta l’abitazione: il rivestimento bianco, la predominanza del bianco e del nero nei vari ambienti della casa sono mutuati dalla precedente struttura, la casa di Vincenzo Alberino, un isolano proprietario del terreno, a cui fanno da contraltare il colore del mare, dei fiori, delle opere d’arte ivi posizionate.

Particolare, ed esemplificativa della sua personalità, è la camera da letto: anche qui una miscellanea di oggetti inseriti in un ambiente bianco quasi spartano, con volta a crociera retta da un doppio arco all’ingresso e una trifora in corrispondenza del corridoio.

Seguendo la tradizione meridionale secondo cui gli oggetti posti in corrispondenza del capo condizioneranno il sonno, il medico pose una testa di Hypnos, il dio greco del Sonno fratello della Morte. Se si pensa al fatto che la morte è la nemica di qualsiasi medico, e che Munthe nel corso della sua vita fu afflitto dall’insonnia, ecco che questa testa assume un significato doppio, a metà tra il propiziatorio e l’apotropaico.

http://villasanmichele.eu/collection

La passione per l’arte non si limitava soltanto ai reperti archeologici: Munthe infatti fece arrivare da altre parti d’Italia oggetti di pregio per la sua casa, tra cui mobili toscani e tavoli decorati in stile cosmatesco, con cui abbellì quella che sarebbe stata la sua dimora, salvo brevi intervalli, per 56 anni.

La parte più caratteristica della villa è il colonnato, in cui è posta una sfinge di granito rivolta verso il mare.

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Villa_San_Michele_Sphinx.jpg

Questa Sfinge ha 3200 anni, proviene direttamente dall’Egitto e come questa creatura mitologica in granito rosso sia arrivata a villa San Michele resta un mistero, uno dei tanti di questo luogo. Si racconta che il medico l’abbia vista in sogno, sia andato in barca a recuperarla e l’abbia posta lì, sotto il colonnato, rivolta verso il mare.

La fine del sogno

L’edificazione della villa assorbì gran parte della vita di Alex Munthe, che per uno strano scherzo del destino fu colpito da una malattia agli occhi che lo costrinse ad affittare villa San Michele alla marchesa Luisa Casati Stampa, che ne rese una dimora famosa per lo sfarzo e la vita piena di eccessi che vi si conduceva. Alex Munthe si trasferì a Torre Materita, una parte di Anacapri più in ombra e migliore per la sua malattia agli occhi, non prima di aver acquistato il terreno e il monte che si erge alle spalle della villa per farne una riserva per gli uccelli. Lì, su quella montagna, si erge un castello, il castello Barbarossa, diventato oggi stazione ornitologica. Quando la marchesa Casati Stampa lasciò villa San Michele il medico, stanco degli eccessi della nobildonna, tolse via ogni cosa lasciata da lei, tranne il suo motto, che ancora oggi campeggia in una delle stanze della villa: Oser Vouloir Savoir Se Taire (Osare Volere Sapere Tacere). Alex Munthe morì in Svezia otto anni prima della marchesa, lasciando in eredità la sua dimora allo stato svedese.

Oggi è un museo, presieduto dalla Fondazione Munthe, ove è possibile ammirare la straordinaria varietà di oggetti preziosi custodita al suo interno. Le storie relative alla costruzione della villa diventarono un best-seller intitolato “La storia di san Michele”, uno dei libri più letti del Novecento dopo la Bibbia e il Corano.

http://www.comunedianacapri.it/it/s/villa-san-michele-2

http://www.capri.net/it/s/villa-san-michele-axel-munthe

http://www.ilparcopiubello.it/index.php/park/dettaglio/76

http://villasanmichele.eu/

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