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A cura di Michele Leuce

La Basilica del Santo Sepolcro di Barletta, o Basilica collegiata del Santo Sepolcro, è una delle principali chiese della città ed ha, da sempre, uno stretto legame con la Terra Santa e il sepolcro di Cristo.

Storia della Basilica del Santo Sepolcro

La Basilica del Santo Sepolcro ha una storia quasi millenaria, ed infatti il primo documento che ne attesta l’esistenza è datato 1130; successivamente vi furono altri documenti a sostegno del primo, come quelli datati 1138 (bolla di papa Innocenzo III) e 1144, dove si fa cenno alla fondazione del tempio per opera dei Cavalieri del Santo Sepolcro che l’avevano realizzato al loro ritorno dalla Palestina. A fianco della chiesa fu costruito l’Ospedale dei pellegrini.

Nel 1291, dopo il fallimento della nona ed ultima crociata, si rifugiò a Barletta il patriarca di Gerusalemme Randulphus, il quale secondo la tradizione portò con sé preziosi cimeli da Gerusalemme. Fra questi la preziosa stauroteca contenente un frammento del vero legno della Croce di Cristo, che da quel momento è particolarmente venerato nella chiesa del Sepolcro.

Nel 1312 Roberto d’Angiò, all’epoca Re di Napoli, ordinò che venisse restaurato il portico antistante la chiesa e che per l’occasione venisse affissa una lapide commemorativa. Nel 1400 venne ricostruito l’ospedale a causa delle disastrose condizioni in cui versava. Nel 1456 un terremoto provocò gravi danni al campanile, situato sull’ala nord-ovest della Basilica.

Nel 1618 fu fondata nella Basilica del Santo Sepolcro la confraternita di S. Carlo Borromeo, e per questo nella quarta campata della navata di destra si conserva il sepolcro dei confratelli, dove è possibile visionare anche la tela raffigurante il Santo.

Nel 1770 fu demolito il porticato antistante la facciata principale della chiesa. Restò in piedi la sola arcata che metteva in comunicazione la chiesa con l’ospedale; fu inoltre sostituito il vecchio campanile cinquecentesco con una torre campanaria di stile barocco.

A partire dal XIX secolo la chiesa ottenne diverse denominazioni importanti:

  • fu prima elevata a collegiata da Pio IX nel 1852.
  • Nel 1908 fu elevata a parrocchia, inoltre vennero effettuati diversi restauri che portarono persino all’abbattimento dell’Ospedale dei Pellegrini.
  • Nel 1951 Pio XII investì la chiesa della dignità di “Basilica Minore”.

Nel periodo compreso tra il 1968 e il 1972 vi fu un complesso restauro dell’intera fabbrica che portò al rinvenimento di reperti della basilica medievale.

Architettura esterna

La Basilica del Santo Sepolcro è orientata verso est, come la tradizione cristiana stabilisce, ed è stata edificata in un punto strategico di intersezione tra due importanti vie di comunicazione: la via per Canosa, che collega Barletta a Roma, e la via Francigena, che collega la città con Siponto, allora meta per i pellegrini in viaggio verso la terra Santa.

La basilica è caratterizzata da uno stile gotico temperato e da un assetto longitudinale con orientamento est-ovest con l’altare posto ad oriente.

Analisi dei prospetti

Prospetto ovest

Per accedervi è necessario scendere alcuni gradini. Il fronte principale è caratterizzato da una tripartizione orizzontale e verticale.

Al centro (in orizzontale) è presente il portale d’accesso alla chiesa sovrastato da un timpano triangolare, mentre ai due lati vi sono due archi a sesto acuto. La parte inferiore centrale del prospetto è divisa da quelle laterali da una semi-colonna per parte addossata ad una parasta, mentre le due parti laterali sono delimitate alle estremità da singole paraste.

Nel livello superiore è presente una tripartizione, al centro vi è una finestra con terminazione ad arco, sovrastata da una cornice e un timpano curvilineo, che fanno parte di una composizione che risulta inglobata in un arco a tutto sesto in pietra, a sua volta incorniciato da due paraste e dalla trabeazione sovrastante, interamente intonacati.

A concludere, in altezza, vi è il timpano, che interessa in larghezza l’intera ampiezza della navata centrale.

Prospetto Est

Il prospetto orientale presenta tre absidi, corrispondenti alle navate interne, con quello centrale naturalmente più ampio dei due laterali. In una visione esterna del prospetto l’abside a destra è scavato, in maniera lievissima, da quattro archi ed è interrotto nel mezzo da una finestra.

L’abside centrale è scavato da sette archi, di cui quello centrale di luce maggiore rispetto agli altri, interrotto nel mezzo da una bucatura.

L’abside a sinistra è molto simile al primo descritto ma viene interrotto da una porta anziché da una finestra.

In alto nel mezzo della facciata svetta per altezza la copertura della navata centrale, con una finestra al centro.

Prospetto Nord

Per accedervi è necessario scendere alcuni gradini, in quanto sotto il livello della sezione stradale.

Il prospetto è caratterizzato dalla presenza della torre d’angolo, che si presenta interamente con pietra a vista tranne che per la parte superiore, intonacata e divisa dalla parte sottostante mediante una cornice. Di fianco vi è una torre più piccola, anch’essa scavata da un arco a sesto acuto, con materiale lapideo a vista nella parte inferiore, intonaco nella parte superiore e nel mezzo una bifora.

Il prospetto viene inoltre scandito secondo un passo costante da sei archi a sesto acuto scavati nella muratura, in corrispondenza dei quali al livello superiore vi sono altrettante porzioni di muro, divise tra loro da opportune paraste, sui quali vi sono sei tetti piramidali, corrispondenti alle sei sottostanti campate.

Nella parte più orientale di questo prospetto trova posto il corpo di fabbrica del transetto. La visione completa del prospetto viene però interrotta dalla presenza del Colosso che troneggia sul suo ampio basamento dinanzi alla facciata della Basilica.

Il prospetto sud non può essere descritto in quanto confinante con altri edifici.

La Basilica del Santo Sepolcro ha avuto tre campanili:

– il primo era situato nell’angolo nord-ovest, ma fu abbattuto intorno al 1550 durante la guerra tra francesi e spagnoli.

– Il secondo fu edificato nel 1515 nella parte occidentale della chiesa, ma fu abbattuto dal forte terremoto del 1731.

– Il terzo fu edificato nel XVIII secolo secondo uno stile barocco ma si dimostrò instabile fin da subito, così si decise per il suo abbattimento nel 1903.

Interno della Basilica del Santo Sepolcro

La chiesa si presenta con impianto basilicale a tre navate, scandite da sette campate, il braccio trasversale del transetto e un’abside terminante per navata. Appena entrati nella chiesa trova posto la scala d’accesso al piano superiore e ai matronei. Il passo delle campate è scandito da sette archi a sesto acuto, impostati sulla trabeazione interna della navata centrale. La navata centrale risulta dunque formata da sette quadrilateri, coperti con volte a ogiva. All’intersezione tra navata centrale e transetto vi è lo spazio quadrilatero in cui insistono l’altare e il presbiterio. Sull’altare maggiore troneggia un crocifisso ligneo. Il coro retrostante è illuminato da una feritoia. Alla sinistra del portale maggiore è affissa una lapide che commemora la consacrazione della chiesa e dell’altare maggiore, avvenuta il 24 febbraio 1726, per mano di don Nicola de Queralt, originario di Barletta.

All’interno dell’edificio è conservato il Tesoro della Basilica del Santo Sepolcro.

Tesoro della Basilica del Santo Sepolcro

Il tesoro della Basilica del Santo Sepolcro è conservato presso la sale museali della Basilica medesima e comprende alcune oreficerie sacre, molte di queste provenienti dalla Palestina.

Il tesoro annovera:

– la Croce Patriarcale binata, contenente la reliquia della Santa Croce;

– il Tabernacolo con il Cristo in Maestà in mandorla;

– la Colomba eucaristica in rame dorato;

– l’Ostensorio risalente al XII secolo;

– il Breviario-Rituale di origine gerosolimitana del XII secolo.

Colomba eucaristica in rame dorato.

 

Bibliografia

Renato Russo, Le cento chiese di Barletta, Vol. I, Barletta, Editrice Rotas, 1998.

Angelo Ambrosi, Architettura dei Crociati in puglia. Il Santo Sepolcro di Barletta, Bari, Dedalo, 1993.

Renato Russo, La Basilica del Santo Sepolcro di Barletta, la storia, l’architettura, Barletta, Editrice Rotas, 1993.

 

Sitografia

Il rituale del Santo Sepolcro di Gerusalemme conservato a Barletta, su enec.it.

centrostoricobarletta.it

 

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