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A cura di Michela Folcini

Introduzione: il Palazzo della Ragione e il Museo dell’Affresco di Bergamo Alta

Città Alta e Piazza Vecchia

Una delle caratteristiche più particolari della città di Bergamo è la presenza al suo interno di ben due “città”: Città Alta, conosciuta anche come la città antica e Città Bassa, la città più moderna.

L’antica città domina dall’alto tutti i territori bergamaschi fin dai tempi dell’Impero Romano,adagiata sopra i suoi alti colli ed incorniciata per 6 lunghi km dalle possenti e spettacolari mura difensive, progetto finanziato dalla Repubblica di Venezia a partire dall’anno 1561 e attualmente riconosciute come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Passeggiando lungo le caratteristiche vie dell’antica città il tempo sembra quasi essersi fermato, dando l’opportunità di ammirare con stupore negli occhi tutte le meravigliose opere storiche, artistiche e architettoniche di questo luogo sorprendentemente magico.

Cuore pulsante dell’antica città bergamasca è l’attuale Piazza Vecchia, la quale comincia a definire le proprie forme durante il corso del 1300, per poi assumere definitivamente la dignità di piazza municipale, indipendente ed ecclesiastica. Infatti è proprio attorno al perimetro di Piazza Vecchia che prendono forma e vita molteplici edifici promossi dai due principali poteri della città: il potere del Comune e il potere della Chiesa.

Fig. 1: Piazza Vecchia, Città Alta Bergamo. Fonte: Wikipedia 

Il Palazzo della Ragione: storia e architettura

Testimonianza ufficiale dell’architettura municipale e civile è il Palazzo della Ragione, antica sede del Comune di Bergamo e attualmente conosciuto come il più antico palazzo comunale d’Italia. Dal momento della sua costruzione, precisamente tra il 1183 e il 1198, questo edificio incarna per eccellenza tutti i valori e i simboli di libertà, di giustizia e del potere comunale. Proprio per questo la struttura è conosciuta ancora oggi come “palazzo della Ragione”, dove la parola ragione fa riferimento al fatto che in questo luogo veniva amministrata la giustizia e ospitate tutte le assemblee pubbliche della città di Bergamo. Dal punto di vista architettonico sorprende che l’attuale facciata principale dell’edificio si presenti completamente rivolta verso Piazza Vecchia, andando in questo modo a costituire quasi uno sfondo prospettico molto suggestivo che permette di fungere da cornice alla piazza; tuttavia è bene precisare che nell’originale progetto di epoca medievale il fronte principale era rivolto sul lato opposto, verso l’attuale Basilica di Santa Maria Maggiore, e questo testimonia quanto la struttura sia cambiata durante il corso dei secoli. Infatti sono molti gli interventi che hanno modificato l’originale volto del palazzo: nel 1453 vengono aperti i fornici (aperture rivolte verso la piazza) e le due trifore ogivali (finestre a tre aperture) verso Piazza Vecchia e costruito lo Scalone dei Giuristi che permette di accedere al piano superiore del complesso; in seguito ad un grave incendio del 1513, che causò gravi danni alla struttura, nell’anno 1520 prendono avvio i lavori di ristrutturazione e di ampliamento ad opera di Pietro Isabello. All’architetto viene commissionato il progetto di costruzione della loggia voltata del piano superiore, usata dal governo della Repubblica di Venezia per le comunicazioni cittadine, e della sala superiore della struttura, oggi conosciuta come Sala delle Capriate e raggiungibile attraverso lo Scalone dei Giuristi. Il fronte (facciata) architettonico principale viene completato con l’aggiunta di un finestrone centrale di gusto veneziano, il quale si presenta sormontato dal leone di S. Marco donato dalla Repubblica di Venezia nel 1554.

La Sale delle Capriate e il Museo dell’Affresco

La Sala delle Capriate, conosciuta con questo nome per le sette capriate lignee che sorreggono gli spioventi del tetto, non sorprende solo dal punto di vista architettonico, ma anche per la bellezza delle opere d’arte che conserva. Infatti non tutti sanno che la famosa Sala delle Capriate del Palazzo della Ragione è sede del Museo dell’Affresco della città (o Museo degli Affreschi bergamaschi).

Fig. 6. Sala delle Capriate, Palazzo della Ragione, Bergamo Alta. Fonte:https://www.archiportale.com/

Il Museo dell’Affresco ospita e conserva quasi un centinaio di affreschi, realizzati tra il Trecento e il Cinquecento, provenienti da differenti luoghi di culto e da case nobiliari della provincia di Bergamo. Gli affreschi sono stati letteralmente strappati dai loro supporti originali (lo strappo è una tecnica di restauro che consente di togliere l’ultimo strato pittorico dell’affresco dal supporto originale e trasferirlo su un secondo supporto) e a seguito di diversi interventi di restauro sono stati collocati in modo permanente all’interno di questo luogo. Passeggiando all’interno di questa sala lo sguardo si posa sui volti di Madonne e di Santi e sui gesti dei differenti personaggi che animano i paesaggi in cui essi sono collocati, andando ad arricchire con differenti sfumature cromatiche le quattro pareti dell’ambiente. Gli affreschi provengono da differenti luoghi collocati sia in Città Bassa, che in Città Alta: alcuni di essi facevano parte della decorazione dall’ex monastero domenicano di Santa Marta in Città Bassa, fondato nel XIV secolo e attualmente parte del complesso della Banca Popolare di Bergamo; altri originariamente conservati nella chiesa di Sant’Antonio in foris (in foro) di Bergamo Bassa; dell’antica città sono gli affreschi dell’ex convento francescano di Piazza del Mercato del Fieno ed infine quelli provenienti dall’antico Palazzo del Podestà. Ad ampliare la raccolta di affreschi presenti nella Sala delle Capriate sono i frammenti degli affreschi realizzati da Donato Bramante, scelto da Sebastiano Badoer come artista prediletto per la realizzazione di quest’opera pittorica. Bramante arriva nella città di Bergamo nel 1477 e lavora sulle pareti del Palazzo del Podestà, esaltando attraverso la sua arte la superiorità della Repubblica di Venezia. Dopo la caduta del dominio veneto avvenuta nel 1797, il Palazzo viene adibito a teatro e poi a biblioteca civica dal 1843 al 1928 e tutte le testimonianze della potenza della Serenissima vengono eliminate definitivamente.

Oltre a queste straordinarie testimonianze artistiche, il Museo dell’Affresco ospita un’altra opera altrettanto eccezionale: si tratta dell’Ultima Cena di Alessandro Allori (noto come il Bronzino e originario di Firenze), realizzata nel 1582 e commissionata da Don Calisto Solari nei due anni precedenti, collocata originariamente in un monastero bergamasco attualmente soppresso. L’Ultima Cena è un’opera dalle dimensioni monumentali e caratterizzata da una raffinata cromia, oggi visibile proprio grazie agli ultimi interventi di restauro.

Il Museo dell’Affresco viene tutt’oggi utilizzato come spazio per esposizioni e mostre, quasi sottolineando ancora di più il legame tra l’arte antica e l’arte contemporanea. In particolare modo le due istituzioni museali di Bergamo, l’Accademia Carrara e la GaMEC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea , promuovono molti eventi artistici durante il corso dell’anno, capaci di stimolare la posizione di Bergamo come città aperta all’arte e alla cultura, e allo stesso tempo di promuovere e valorizzare gli affreschi del Palazzo della Ragione. I tesori racchiusi all’interno di questo luogo testimoniano il percorso ricco di arte e di cultura della città di Bergamo, una città che vuole sempre di più far conoscere le proprie bellezze e la propria storia a tutto il mondo.

 

 

Bibliografia:

Gelmi B., Sacchiero V. Bergamo nella storia, nell’arte. Nuova guida pratica della città, Bergamo, Grafica & Arte, 2009.

Gelmi B., Sacchiero V. Bergamo passo passo, Bergamo,Grafica & Arte, 2008.

Rossi F., Lodola, Bergamo capolavori, Bergamo, Grafica & Arte, 2001 Bergamo e provincia. Le Orobie, le valli e la Bassa. Castelli, abbazie e terme. Guide d’Italia. Touring Club.

 

Sitografia:

https://www.comune.bergamo.it/

https://www.in-lombardia.it/it

http://www.lombardiabeniculturali.it/

https://cosedibergamo.com/

http://monasteroastino.smilevisit.it/

 

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