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A cura di Francesca Strada

Introduzione: Silvestro Lega                                                              

“Chi è quest’oscuro?” Domanderanno. “Egli è di quelli che vissero di pensiero, che al pensiero accoppiarono l’azione ed a questa congiunsero la coscienza intemerata e l’affetto costante; che vissero poveri e che morirono all’ospedale”.

(Martelli, Corriere italiano, necrologio)

Fig. 1 – Autoritratto. Credits: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Silvestro_Lega_-_autoritratto_-_1861.jpg.

La vita

Silvestro Lega nasce il giorno dell’Annunciazione dell’anno 1826 a Modigliana, un piccolo borgo sull’appennino tosco-romagnolo nella provincia di Forlì-Cesena. La madre, di bassa estrazione sociale ma con una forte inclinazione culturale, lo iscrive al collegio degli Scolopi, dove la vena artistica di Lega emergerà con forza attraverso i suoi scarabocchi, i quali verranno notati dai docenti che lo indirizzeranno allo studio della storia dell’arte. Nel 1845 è registrata la sua iscrizione all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, città in cui conoscerà Telemaco Signorini e Giovanni Fattori; i tre pittori sono oggi riconosciuti come i maggiori esponenti del gruppo dei Macchiaioli. Dopo essere stato volontario nella guerra d’Indipendenza del 1848 e aver fatto ritorno a Firenze, Lega decide di ritirarsi per due anni a Modigliana, dove riceverà svariati incarichi per il Duomo. Al suo ritorno a Firenze, verrà ospitato da Spirito Batelli, facendo la conoscenza di sua figlia Virginia Batelli, della quale si innamorerà. Virginia e le sue sorelle saranno spesso modelle del pittore, ne è un esempio la celeberrima opera Il canto dello stornello. Con la morte dell’amata nel 1870 l’artista, già noto come un uomo dal carattere difficile, si incupirà ulteriormente e tornerà a Modigliana per ritirarsi; nonostante i costanti successi ottenuti in questo periodo, Lega non si riprenderà mai dal lutto e non intreccerà più relazioni con altre donne. Morirà in un ospedale di Firenze il 21 settembre del 1895.

 

Le opere conservate nella pinacoteca di Modigliana

Le opere di Silvestro Lega si possono trovare nei maggiori centri artistici della Penisola, come Firenze, Milano e Genova; tuttavia, una cospicua percentuale di quadri si trova nel suo paese natale ed è conservata nella Pinacoteca Comunale Silvestro Lega. Quivi possiamo trovare L’incredulità di San Tommaso, che fa parte del periodo giovanile a e rappresenta il Santo nell’atto di toccare il Salvatore, avvolto solo da un manto. È un’opera cardine per comprendere l’arte di Silvestro Lega, caratterizzata da una certa solidità formale.

Fig. 4 – L’incredulità di San Tommaso. Credits: www.deartibus.it.

Alla Pinacoteca appartiene anche Ritratto di Bartolomeo Campi, datata 1853: è un olio su tela del periodo giovanile e vede come soggetto il sacerdote modiglianese, seduto e a braccia conserte. Si nota una forte attenzione alla luce e alla resa dei dettagli, specialmente nella piuma d’oca alle spalle del curato.

Fig. 5 – Ritratto di Bartolomeo Campi. Credits: www.deartibus.it.

Ritratto di Giuseppe Garibaldi è forse il ritratto più celebre del generale e risale al 1861; l’eroe dei due mondi viene rappresentato con la camicia rossa e sullo sfondo si stagliano le colline dell’appennino toscano. L’opera è frutto del periodo a casa Batelli ed è di tre anni successiva all’incontro con Garibaldi a Modigliana.

Fig. 6 – Ritratto di Giuseppe Garibaldi. Credits: www.deartibus.it.

Paesaggio è un olio su tavola di piccole dimensioni, probabilmente un regalo per l’amico Don Giovanni Verità, sacerdote garibaldino che aiuterà Garibaldi nella sua fuga, probabilmente anche l’artefice del pensiero anticlericale di Silvestro Lega. Nel quadro si nota l’influsso della “macchia”, e secondo una tradizione orale il luogo dipinto esisterebbe realmente, collocato sulla strada che da Modigliana porta a Tredozio.

Fig. 7 – Paesaggio. Credits: www.deartibus.it.

Nella Pinacoteca è conservato lo Studio di testa per ’Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini” che servirà per la celebre opera Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini o Mazzini morente conservata al Museum of Art, Rhode Island School of Design negli Stati Uniti d’America. La bozza ritrae il repubblicano con una folta capigliatura e una posa austera, elementi che scompariranno nel quadro ultimato.

 

Un’altra opera conservata nella Pinacoteca di Modigliana è Ritratto di Don Giovanni Verità, un olio su tavola il cui soggetto, il sacerdote già precedentemente citato, figura di profilo. Egli fu il cappellano di Garibaldi e dell’esercito regio nel 1866; date le sue idee rivoluzionarie e anticlericali il Papa non gli concesse la sepoltura con rito religioso. Fu amico e ispiratore di Lega, che lo ritrae nel 1885, come ci dice la data che il quadro reca a destra.

Fig. 10 – Don Giovanni Verità. Credits: www.deartibus.it.

L’ultima opera conservata nella Pinacoteca è un acquerello ritraente il volto della contessina Elisabetta Savelli.

Fig. 11 – Elisabetta Savelli. Credits: www.deartibus.it.

Le lunette per il Duomo di Modigliana

Nel 1857 Silvestro Lega venne incaricato di riprodurre quattro lunette per il Santuario della Madonna del Cantone, e che oggi si trovano nella Cattedrale di Santo Stefano a Modigliana; esse rappresentano i quattro flagelli da cui la cittadina, secondo la credenza, venne risparmiata per volere della Madonna, ossia il Terremoto, la Carestia, la Guerra e la Peste. Le opere vennero terminate nel 1863.

La lunetta del terremoto rappresenta una famiglia che fugge dalle case pericolanti, rifugiandosi dietro a una roccia con i pochi averi superstiti.

Fig. 12 – Lunetta del Terremoto (dettaglio). Credits: www.deartibus.it.

Nella lunetta della carestia un uomo porge un tozzo di pane alla moglie, le cui occhiaie pronunciate e il pallore ne presagiscono la morte, incarnata nel bambino dormiente, che presto o tardi perirà per la fame. Accanto a loro una donna solleva le braccia al cielo invocando l’aiuto divino, mentre sullo sfondo si nota il corpo di un uomo prossimo alla morte.

Nella lunetta della guerra un giovane soldato giace morto sul selciato, mentre appoggiati a un edificio si trovano i corpi di altri caduti. La drammaticità della scena è resa dalla scelta di mostrare il giovane nitidamente, mentre gli altri personaggi non hanno un volto. L’occhio dello spettatore sembra attirato dal candore degli edifici su cui nota i corpi esanimi, per poi far confluire la vista sulla figura centrale e infine sul corpo del soldato.

Fig. 15 – Guerra. Credits: www.deartibus.it.

La lunetta della peste rappresenta la benedizione al corpo di una defunta prima della sepoltura. In un paesaggio così oscuro, probabilmente al crepuscolo, il candore dell’abito della defunta attira l’occhio dello spettatore. Ella pare quasi una Madonna scomposta; il ciondolo a crocifisso le ricade sul seno, mentre i due uomini di chiesa la benedicono. Non c’è speranza nei loro occhi, come non ce n’è in nessuno dei personaggi delle lunette, che affranti paiono accettare l’amaro destino.

Modigliana per Silvestro Lega

Nel mese di settembre, per celebrare il noto artista, Modigliana organizza la Festa dell’800 con i quadri viventi di Silvestro Lega, un’occasione che ogni anno porta centinaia di turisti nel piccolo paesino del forlivese.

 

Sitografia:

https://www.treccani.it/enciclopedia/silvestro-lega_%28Dizionario-Biografico%29/

https://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=7630

https://www.deartibus.it/drupal/content/il-terremoto

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